<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928</id><updated>2011-11-06T17:26:15.519+01:00</updated><category term='nostalgia'/><category term='stipsi'/><category term='stereotipo'/><category term='genitore normativo'/><category term='Rinforzo'/><category term='Ernst Jentsch'/><category term='psicologia fenomenologica'/><category term='benessere'/><category term='memotecniche'/><category term='Il nastro bianco'/><category term='memoria'/><category term='Allcorn'/><category term='psicologo'/><category term='scarabocchi'/><category term='terapia'/><category term='sistemi dinamici'/><category term='mancanza'/><category 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type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Lap(l)aciano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11248894666182819759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>48</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-8953041545033873745</id><published>2011-07-19T00:37:00.004+02:00</published><updated>2011-07-19T01:23:59.557+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Intelligenza emotiva'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='psicologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='empatia'/><title type='text'>Serve insegnare l'empatia? ...la gente non se ne approfitterà?</title><content type='html'>Tempo fa mi è stata posta questa domanda. Ne è nata, più o meno, la seguente lettera rivolta ad un'amica:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;L'&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Empathy"&gt;empatia&lt;/a&gt; come forse avrai letto già mille volte è "la capacità  di mettersi nei panni degli altri". Cosa vuol dire questo esattamente?  Lo sai già? Cosa mi risponderesti se ti chiedessi qual è la differenza tra  empatizzare con una persona e invece semplicemente capire quali sono i  suoi sentimenti?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...pensato?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene: quando si "capisce"  qualcosa in genere si diventa in qualche modo capaci di dargli un senso,  di metterlo in relazione logica con quanto succede e/o con ciò che conosciamo. Fai finta di  sentire un&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-"Ahia!!!", e subito guardare lo sfortunato esclamatore con aria interrogativa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-"...mi sono appena morso la lingua", egli ti risponderà&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Immagina la risposta pronunciata con una voce mezza da bimbo, ed una smorfia buffa. Potresti scoppiare a ridere magari. Immaginala  invece ora pronunciata con un tono di voce addolorato, e  con una seria e reale espressione di dolore sul viso. In quel caso  probabilmente non solo non riderai, ma quasi sentirai anche tu il dolore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché? Come spiegare queste due reazioni opposte ad  uno stesso avvenimento? Perché nel primo caso rideresti, e nel secondo  invece con tutta probabilità staresti un po' male anche tu?&lt;br /&gt;Semplice:  nel primo caso "capiresti" cos'è successo. Nel secondo caso invece  "empatizzeresti" con il dolore provato dall'altro. Solo dopo aver empatizzato  potrai attuare magari una reazione divertita all'avvenimento, o chissà se fossi  una mamma soccorrerlo sfortunato o intimargli una maggiore attenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cmq insomma: quando  si empatizza dapprima almeno non si capisce davvero ciò che sta  succedendo. Si vive invece ciò che sta vivendo l'altro e basta,  si prende in qualche modo su di sé la sua emozione, il suo vissuto.  Questo non è di per sè una garanzia di qualcosa, perché magari neanche  chi sta empatizzando è in grado di farsi carico dell'emozione in  questione. In genere però un'emozione empatizzata è più tollerabile di  una che invece viene vissuta in prima persona. Poiché in fin dei conti chi empatizza sta ricevendo un'emozione altrui quest'ultima gli risulta almeno un po' più tenue, più  facilmente gestibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' utile che le persone  imparino ad empatizzare? Direi proprio di sì. Per esempio in letteratura  tipicamente si trova che i criminali più efferati e pericolosi "non  sentono" il dolore delle loro vittime. Quando anzi si riesce a metterli  in contatto con questo dolore si aprono delle strade per un cambiamento  della loro condotta criminosa. In generale sentire sulla propria pelle  il dolore di un'altro è uno stimolo più forte a dargli una mano di quanto non sia capirlo e basta. Quando un evento doloroso che ci colpisce in prima persona, è ben più difficile ignorarlo o ancor peggio approfittarne per il proprio tornaconto personale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E perciò, insomma...&lt;br /&gt;...non sarebbe bello poter insegnare l'empatia un po' a tutti?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S.: in realtà il concetto di empatia in psicologia va oltre il semplice provare l'esperienza altrui e comprende ad esempio anche la capacità di farlo in maniera consapevole (a differenza per esempio di quant succede nel "contagio emotivo") e non giudicante (a differenza di quanto succede ad esempio nella "compassione"). A chi volesse approfondire il concetto raccomando la voce "empathy" su Wikipedia in lingua inglese (quella italiana mi sembra attualmente insufficiente e poco chiara). Commenti e domande qui sotto sono benvenuti naturalmente&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-8953041545033873745?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/8953041545033873745/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=8953041545033873745' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/8953041545033873745'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/8953041545033873745'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2011/07/serve-insegnare-lempatia-la-gente-non.html' title='Serve insegnare l&apos;empatia? ...la gente non se ne approfitterà?'/><author><name>Longbeard Cux</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00153756770530208773</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-3186999762525106408</id><published>2011-06-09T23:12:00.008+02:00</published><updated>2011-06-10T17:47:51.222+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Intelligenza emotiva'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Genitorialità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='emozioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Consapevolezza di sè'/><title type='text'>Lettera ad un neopadre</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;font-size:130%;" &gt;&lt;span style=";font-family:Comic Sans MS;" &gt;&lt;span style="font-size: 12pt;font-size:100%;" &gt;Mi  hai chiesto, se ho capito bene, quale sia un intervento educativo molto  importante, duraturo, e applicabile già da subito&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;font-size:130%;" &gt;&lt;span style=";font-family:Comic Sans MS;" &gt;&lt;span style="font-size: 12pt;font-size:100%;" &gt;Una premessa:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;font-size:130%;" &gt;&lt;span style=";font-family:Comic Sans MS;" &gt;&lt;span style="font-size:12pt;font-size:100%;" &gt;In questo periodo mi sto interessando al concetto di intelligenza emotiva. Per  "&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence"&gt;intelligenza emotiva&lt;/a&gt;" si intende (detto in generale) la somma delle capacità di comprendere  le emozioni proprie (autoconsapevolezza emotiva), quelle altrui  (empatia), e di saperle gestire in maniera efficace. A cosa serve questa intelligenza?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;font-size:130%;" &gt;&lt;span style=";font-family:Comic Sans MS;" &gt;&lt;span style="font-size:12pt;font-size:100%;" &gt;Si  è studiato (tra le altre cose tramite diversi &lt;a href="http://psicheclick.altervista.org/index.php/faq/57-definizioni/106-studi-longitudinali-e-trasversali.html"&gt;studi longitudinali&lt;/a&gt;, per  lo più in America) quale fosse ad esempio il successo scolastico di  bambini in grado di contenere gli impulsi e resistere alle frustrazioni,  o in grado di avere buoni rapporti con i compagni e con gli adulti, e  altre qualità simili. Si è osservato che la padronanza dell'intelligenza  emotiva misurata in bambini di soli quattro anni è già correlata in  maniera positiva ad esempio al futuro successo scolastico e lavorativo. E non solo: essa &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;font-size:100%;" &gt;è  correlata al successo lavorativo più di quanto non lo sia il quoziente intellettivo classico misurato con i suoi  tipici test in bimbi della  stessa età (il quoziente intellettivo è insomma un peggiore indice  predittivo del successo lavorativo e sociale).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;font-size:130%;" &gt;&lt;span style=";font-family:Comic Sans MS;" &gt;&lt;span style="font-size:12pt;font-size:100%;" &gt;Questo risultato deve  far pensare. Perchè? Perchè la scuola si occupa principalmente dello sviluppo di capacità logico-razionali applicate alla conoscenza del mondo esterno. A scuola non ci sono vere e proprie lezioni sulle emozioni, sul nostro mondo interno, e non è affatto scontato che un insegnante possa gestire i conflitti emotivi e relazionali inevitabili nella vita scolastica facendone occasione di crescita per tutti gli alunni. Anzi. Ben poco è organizzato appositamente per la crescita  emotiva de&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;font-size:100%;" &gt;gli alunni. Lo spazio dedicato alla riflessione su sé stessi è anche a scuola (così come in molti altri luoghi) estremamente ridotto. Questo è un limite di cui bisogna tener conto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;font-size:130%;" &gt;&lt;span style=";font-family:Comic Sans MS;" &gt;&lt;span style="font-size: 12pt;font-size:100%;" &gt;Questo limite fa sì che l'educazione emotiva impartita in famiglia sia fondamentale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;font-size:130%;" &gt;&lt;span style=";font-family:Comic Sans MS;" &gt;&lt;span style="font-size: 12pt;font-size:100%;" &gt;Come si educa l'intelligenza emotiva?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;font-size:130%;" &gt;&lt;span style=";font-family:Comic Sans MS;" &gt;&lt;span style="font-size: 12pt;font-size:100%;" &gt;Nota bene: intanto soprattutto con l'esempio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;font-size:130%;" &gt;&lt;span style=";font-family:Comic Sans MS;" &gt;&lt;span style="font-size: 12pt;font-size:100%;" &gt;Già  tra due tre anni qualche chiacchierata per molti versi interessanti con il tuo bimbo la potrai fare. Nel frattempo però (e pure dopo in realtà) anche  se lui non capirà il contenuto delle tue comunicazioni verbali vedrai  che sarà attentissimo ad altre cose: al tuo tono di voce; alle tue  inflessioni emotive; al modo in cui materialmente lo tratterai quando  con lui giocherai o gli darai da mangiare; etc.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;font-size:130%;" &gt;&lt;span style=";font-family:Comic Sans MS;" &gt;&lt;span style="font-size: 12pt;font-size:100%;" &gt;Insomma, lui sarà e sicuramente già è molto sensibile a tutti i complessi segnali non verbali delle vostre interazioni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;font-size:130%;" &gt;&lt;span style=";font-family:Comic Sans MS;" &gt;&lt;span style="font-size: 12pt;font-size:100%;" &gt;Cosa  può fare chiunque per operare al meglio anche con questi segnali? Per  trasmettere con essi tutte le emozioni positive e l'interesse che  immagino tutti vogliano trasmettere ai propri cari?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;font-size:130%;" &gt;&lt;span style=";font-family:Comic Sans MS;" &gt;&lt;span style="font-size: 12pt;font-size:100%;" &gt;Direi in breve: mettersi in discussione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;font-size:130%;" &gt;&lt;span style=";font-family:Comic Sans MS;" &gt;&lt;span style="font-size: 12pt;font-size:100%;" &gt;Mi dicevi sabato: "Poniamo che uno si arrabbi spesso. Come fa uno ad arrabbiarsi di meno?"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;font-size:130%;" &gt;&lt;span style=";font-family:Comic Sans MS;" &gt;&lt;span style="font-size: 12pt;font-size:100%;" &gt;Questa domanda mi piace un sacco, la prendo come esempio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;font-size:130%;" &gt;&lt;span style=";font-family:Comic Sans MS;" &gt;&lt;span style="font-size: 12pt;font-size:100%;" &gt;Ai  fini del nostro discorso non è tanto importante il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;tipo &lt;/span&gt;di emozione  negativa che uno agisce. Potrebbe trattarsi di rabbia, tristezza, ansia. Sono invece importanti la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;frequenza&lt;/span&gt; e l'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;intensità &lt;/span&gt;con cui uno dovesse agire una certa emozione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;font-size:130%;" &gt;&lt;span style=";font-family:Comic Sans MS;" &gt;&lt;span style="font-size: 12pt;font-size:100%;" &gt;Cosa voglio dire?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;font-size:130%;" &gt;&lt;span style=";font-family:Comic Sans MS;" &gt;&lt;span style="font-size: 12pt;font-size:100%;" &gt;Devi  sapere che ognuno di noi si porta dietro un certo bagaglio di  risposte per così dire automatiche, estremamente frequenti. Data una  certa situazione ognuno avrà una sua reazione preferenziale, sviluppata in anni e anni di esperienza. Del resto in un certo senso la rabbia ci carica di energia, l'ansia ci  permette una grande attenzione ai possibili pericoli, etc. Insomma: anche cose apparentemente negative hanno una loro  utilità che ci spinge ad agirle.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;font-size:130%;" &gt;&lt;span style=";font-family:Comic Sans MS;" &gt;&lt;span style="font-size: 12pt;font-size:100%;" &gt;Quand'è che queste cose diventano &lt;span style="font-style: italic;"&gt;davvero &lt;/span&gt;negative?&lt;br /&gt;Quando le agiamo di continuo, senza pensarci, e magari con un'intensità ben diversa da quanto vorremmo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;font-size:130%;" &gt;&lt;span style=";font-family:Comic Sans MS;" &gt;&lt;span style="font-size: 12pt;font-size:100%;" &gt;Allora prima pensa: "qual è la mia reazione per così dire tipica ai problemi?"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;font-size:130%;" &gt;&lt;span style=";font-family:Comic Sans MS;" &gt;&lt;span style="font-size: 12pt;font-size:100%;" &gt;"Mi arrabbio?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;font-size:130%;" &gt;&lt;span style=";font-family:Comic Sans MS;" &gt;&lt;span style="font-size: 12pt;font-size:100%;" &gt;"Mi preoccupo?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;font-size:130%;" &gt;&lt;span style=";font-family:Comic Sans MS;" &gt;&lt;span style="font-size: 12pt;font-size:100%;" &gt;"Mi rattristo?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;font-size:130%;" &gt;&lt;span style=";font-family:Comic Sans MS;" &gt;&lt;span style="font-size: 12pt;font-size:100%;" &gt;Dopo,  lavora per riconoscere quando reagirai in questa tua tipica maniera  automatica ad esempio al pianto incomprensibile del tuo bambino, o a  chissà quali altre cose che inevitabilmente capiterannno nel tuo  percorso con lui.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;font-size:130%;" &gt;&lt;span style=";font-family:Comic Sans MS;" &gt;&lt;span style="font-size: 12pt;font-size:100%;" &gt;Quando riconoscerai una di queste tue rispose  automatiche chiediti: "Cosa potrò fare la prossima volta che avrò un  problema simile?" - oppure, nelle occasioni migliori: "Cos'altro posso fare già ora?" - "Passato il colmo dell'emozione potrò dedicarmi ad una  soluzione più efficace d&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;font-size:130%;" &gt;&lt;span style=";font-family:Comic Sans MS;" &gt;&lt;span style="font-size: 12pt;font-size:100%;" &gt;i quella adottata adesso. Quale?"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;font-size:130%;" &gt;&lt;span style=";font-family:Comic Sans MS;" &gt;&lt;span style="font-size: 12pt;font-size:100%;" &gt;Il passo successivo sarà ovviamente la pratica. E' qualcosa di simile al metodo scientifico:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;font-size:130%;" &gt;&lt;span style=";font-family:Comic Sans MS;" &gt;&lt;span style="font-size: 12pt;font-size:100%;" &gt;"Osservazione", "Ipotesi", "Esperimento"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;font-size:130%;" &gt;&lt;span style=";font-family:Comic Sans MS;" &gt;&lt;span style="font-size: 12pt;font-size:100%;" &gt;E ok. Per adesso questo è quanto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:16pt;font-size:130%;" &gt;&lt;span style=";font-family:Comic Sans MS;" &gt;&lt;span style="font-size:12pt;font-size:100%;" &gt;A presto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S.: ho preferito mantenere il formato di "lettera" per questo post per vari motivi. Uno di essi è importante: il "metodo" da me suggerito è efficace quando si intende intervenire su di sé in un certo senso &lt;span style="font-style: italic;"&gt;a prescindere &lt;/span&gt;dall'altro che entra a far parte della nostra reazione. Questa è esattamente la condizione in cui si trova un genitore.&lt;br /&gt;Il pianto di un bambino di pochi mesi è geneticamente programmato per essere un evento fastidioso per gli adulti. Del resto se consistesse in una melodiosa carezza acustica potremmo facilmente continuare ad ignorarlo, magari a sognare mentre il bimbo ha per esempio molta fame, o molto freddo. Di fronte ad un pianto noi potremo avere tutte le migliori ragioni del mondo per infastidirci (magari esserci appena addormentati dopo chissà quante notti insonni). Ma se reagiremo solo con rabbia, ansia, sconforto, o quant'altro, non so proprio cosa potremo ottenere di buono per noi e per il nostro bambino. Nè potremo pretendere da lui che la prossima volta ci chiami con calma e parole dolci.&lt;br /&gt;Quindi: con questo metodo potremo almeno provare ad intervenire con una mentalità attiva là dove avremo zero controllo sull'evento per noi emotivamente scatenante, ed in questo modo avere un'occasione per determinare per noi una differenza in positivo&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-3186999762525106408?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/3186999762525106408/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=3186999762525106408' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/3186999762525106408'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/3186999762525106408'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2011/06/lettera-ad-un-neopadre.html' title='Lettera ad un neopadre'/><author><name>Longbeard Cux</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00153756770530208773</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-790891759055932055</id><published>2010-07-02T16:46:00.006+02:00</published><updated>2010-07-02T17:59:30.363+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Groddeck'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='avarizia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stitichezza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stipsi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='psicosomatica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='depressione'/><title type='text'>Stitichezza mentale</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A volte cerchiamo delle cose e ne scopriamo altre decisamente più curiose. Stavo spulciando libri e siti per verificare alcuni dubbi in materia di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Psicosomatica"&gt;disturbi psicosomatici&lt;/a&gt; quando incappo casualmente nella voce &lt;i&gt;stipsi&lt;/i&gt;. &lt;i&gt;Ma dai!&lt;/i&gt;, dico tra me e me, e inizio a leggere...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dunque, la "metafora" a cui l'inconscio ricorre per esprimere, anzi, segnalare un malessere interiore ruota intorno al &lt;i&gt;trattenimento&lt;/i&gt; agito dall'intestino. L'interpretazione sembra duplice: in un caso la stipsi cronica simboleggia avarizia (trattenimento esagerato per sè), nell'altro timore di perdere qualcosa o qualcuno a cui si tiene molto (ansia, appunto, di trattenerlo).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Particolarmente interessante è la conclusione &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Georg_Groddeck"&gt;Groddeckiana&lt;/a&gt; di vedere nella stitichezza "mentalmente indotta" un'atto di ostinatezza (cfr. in proposito &lt;a href="http://www.psichesoma.com/stitichezza-teoria-psicosomatica-di-groddeck/"&gt;questo post&lt;/a&gt;). Altri studi ritornano sul rapporto originario tra defecazione e senso di "successo", coprofilia (per approfondire questo termine leggete la voce "coprofilia e coprofagia" di &lt;a href="http://www.psicologi-psicoterapeuti.it/rubriche/pichi/"&gt;questo articolo&lt;/a&gt;) poi inibita durante l'educazione (che trasforma l'evacuazione in un atto aggressivo e sporco). E' a questo punto che nasce l'associazione tra feci e pulsioni negative: l'intestino sembra al contempo respingerle e catalizzarle su di sè, ed &lt;a href="http://www.ipsposturologia.it/PDF/Terapia%20farmacologica%20dr.Iuliano.pdf"&gt;è frequente che coloro che sono particolarmente pessimisti, amareggiati e depressi soffrano di una qualche forma di stitichezza cronica&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Riassumendo: come gli antichi&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aruspicina"&gt; aruspici&lt;/a&gt;  anche noi dobbiamo esercitarci nella lettura di un mondo &lt;i&gt;interiore&lt;/i&gt; (mai aggettivo fu più azzeccato): il nostro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ricordiamocelo prima di tirare lo sciacquone :D&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;[il commento "che post di m***a" non vale!]&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-790891759055932055?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/790891759055932055/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=790891759055932055' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/790891759055932055'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/790891759055932055'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2010/07/stitichezza-mentale.html' title='Stitichezza mentale'/><author><name>Julie "Sovrappensiero"</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09139398514382646411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-Z1OkzFpLGQE/Tra0hGXvYAI/AAAAAAAAABg/7RjcpQ4o05A/s220/HOLE8.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-4230846865838581701</id><published>2010-05-08T12:59:00.002+02:00</published><updated>2010-05-14T16:55:00.422+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='linguaggio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ravel'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ernst Jentsch'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='imago mortis'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ripetizione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Freud'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='perturbante'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bolero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Corrado Govoni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Baudelaire'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ansia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alzheimer'/><title type='text'>Repetita: iuvant?</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Nelle sue multiformi evoluzioni il linguaggio umano ha raggiunto forme sempre più complesse, consentendo, a chi sa utilizzarlo con appropriatezza, di esprimersi nella maniera più precisa possibile. Ci sono, è vero, delle differenze culturali: per alcune culture ad esempio non ci sono parole che indichino il colore verde. A noi può sembrare assurdo, per loro che magari vivono continuamente immersi nella natura il verde è un dato scontato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Però, escludendo queste mancate corrispondenze, troviamo, entro ogni linguaggio e ogni cultura, almeno alcune parole a cui corrisponde inequivocabilmente un significato, concreto o astratto che sia: qualcosa di fortemente autoesplicativo, che non necessita ulteriore spiegazione. E una serie di altri termini che, seppure fraintendibili, collocati in determinati contesti lo sono decisamente meno. Ovviamente un discorso analogo potrebbe essere fatto anche per i gesti, per i simboli, e per tutto ciò che è comunicazione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Ecco allora il quesito che mi affascina: cosa ci porta, nonostante questa specializzazione del linguaggio (cui dovrebbe corrispondere una maggiore efficienza qualitativa, in termini di comprensione, e quantitativa, in termini di tempo necessario a comprendere) a &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;ripetere&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Vediamo ad esempio questa poesia di Corrado Govoni, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Piccole cose&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); line-height: 16px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Da ogni parte le campagne&lt;br /&gt;suonano il mezzogiorno,&lt;br /&gt;come morbide &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;zane&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;br /&gt;che vogliano &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;cullare&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; il giorno.&lt;br /&gt;Nella cucina il vecchio &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;pendolo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;br /&gt;scatta. Il micio è andato &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;f&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;uori.&lt;br /&gt;Giù, nella via, un &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;f&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;ruttivendolo&lt;br /&gt;grida "bei pomi, cavoli &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;f&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;iori!"&lt;br /&gt;Il moro del caminetto&lt;br /&gt;ascolta la sua trottola di gesso.&lt;br /&gt;Mia madre sta facendo il letto.&lt;br /&gt;Io mi sono alzato adesso.&lt;br /&gt;Ed è sabato, la vigilia&lt;br /&gt;di Domenica. I &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;r&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;aggi del sole sbiadiscono.&lt;br /&gt;Il calenda&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;r&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;io nota la vigilia.&lt;br /&gt;Passa un bi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;r&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;occio. I vetri abbrividiscono.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); line-height: 16px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); line-height: 16px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;C'è una prima forma di ripetizione, esplicita, costituita dal sistema di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Allitterazione"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;alliterazioni&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; "a catena interna " tra versi contigui (ne ho evidenziate col &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;grasseto nero&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;, a titolo esplicativo, soltanto due, distanti tra loro e quindi meglio evidenziabili: la &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;f&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;  nella prima metà della poesia e la &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;r&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; degli ultimi tre versi). Il perchè di questa scelta, anticipata già dal titolo, è in chiara sintonia col &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Crepuscolarismo"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;crepuscolarismo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; dell'autore: porre l'accento sulle "insignificanti", piccole cose, corrispondenti appunto a parole diverse con posizioni simili all'interno dei versi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); line-height: 16px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;C'è però anche un'altra forma di ripetizione, meno evidente: ricostruiamola guardando le parole evidenziate in &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;grasseto rosso&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); line-height: 16px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;La relazione tra "zane" e "cullare" è chiara: si evita la &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cacofonia"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;cacofonia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; (in questo caso, la &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;ripetizione&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; di "culla" e "cullare" che, confermando le mie aspettative di inizio post, risulterebbe appunto eccessiva, fuori posto), rinforzando l'attenzione su un oggetto e una situazione decisamente comune... e ci ritorna su una terza volta con il "pendolo". Perché? Perché il richiamo qui non è il suono, non è la sinonimia, ma è l'idea di un movimento: si enfatizzano oggetti di uso comune &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;ripetendone l'idea di movimento&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;, e cioè il &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;i&gt;dondolio&lt;/i&gt; della culla e del pendolo (e chissà che nella mente del poeta non si sia raffigurata anche un'assonanza tra "dondolo" - implicito nell'idea appunto del dondolio - e "pendolo". A me è venuta subito in mente).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); line-height: 16px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Una ripetizione, anche in quest'ultimo caso, che enfatizza e &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;rinforza&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;. Una scelta comunicativa, in sostanza, che nel contesto - in questo caso - poetico amplifica le possibilità espressive del linguaggio di uso comune.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); line-height: 16px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Pensiamo ora invece ad un'altro frutto dell'umano intelletto, e cioè il &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bolero_%28Ravel%29"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Bolero&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maurice_Ravel"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Ravel&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;. In questo caso la continua ripetizione dei due temi che lo compongono è sicuramente da ricondurre alla situazione ipnotica che l'autore intende ricostruire (si veda per esempio &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://users.unimi.it/~gpiana/dm2/dm2bolfp.htm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;questa interessante interpretazione&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; e questa nota sul &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://altrimondi.gazzetta.it/2009/09/cosi-la-musica-vinse-la-sfida.html"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;linguaggio musicale&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;), ipnosi di matrice erotica se pensiamo che originariamente il balletto per cui il Bolero era stato composto prevedeva come fulcro della situazione una seducente figura femminile intenta a danzare su un tavolo mentre gli altri protagonisti della scena (uomini) si stringono progressivamente, sempre più ammaliati, intorno a lei. In questo caso, tuttavia, le note biografiche dell'autore si intrecciano con quelle musicali perché, a ben vedere, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.scienzeonline.net/medicina/ravel.html"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;il compositore soffriva di quel male&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; che solo più tardi sarebbe stato diagnosticato come &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.epicentro.iss.it/problemi/alzheimer/alzheimer.asp"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;morbo di Alzheimer&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); line-height: 16px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Acquisisce allora, date queste premesse, una nuova sfumatura la ridondanza sonora così come nasce nella mente di Ravel, prima ancora di come viene eseguita in pubblico: un anticipo della ripetitività, e della sostanziale staticità, del suo pensiero o, detto altrimenti, un'anticipo "creativo" dei &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.adhikara.com/art_kunst/lucioni/alzheimer_4.htm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;drammatici disturbi cognitivi a cui andrà incontro&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;. Ripetitività, in sostanza, come &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;imago mortis&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 16px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Può far strano ricondurre qualcosa che &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;prima facie&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; richiama il movimento - a maggior ragione se una musica composta per un balletto - a una &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;quas&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;i pulsione di morte. Eppure come considerare una &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); line-height: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;ripetitività rivelatasi fine a sé stessa, se non come un &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;finto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; dinamismo, finto almeno quanto il dinamismo meramente meccanico di una marionetta (in quel caso la morte non come fine di un processo ma come semplice assenza di vita è evidentemente presente)?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Anche nel nostro immaginario collettivo (incluso quello di derivazione letteraria) la marionetta, figura che ripete i movimenti di esseri umani vivi, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;veri&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;, richiama alla mente - che sotto sotto non si inganna! - assieme all'idea del piccolo prodigio, un non so che di strano, innaturale. Esattamente come avviene per la &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://www.rassegna.unibo.it/Didattica/LatBC/PetronioCena.pdf"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;larva&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;a href="http://www.rassegna.unibo.it/Didattica/LatBC/PetronioCena.pdf"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; di petroniana memoria&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;: un non morto che può ripetere (anche all'infinito) le stesse azioni dei viventi, esorcizzando così la paura della morte.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;O, ancora, Baudelaire, tanto per ritornare nell'ambito poetico, richiama l'idea della morte attraverso l'immagine dei fili che trattengono il corpo della "ripetente" per antonomasia, la marionetta: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Plus encore que la &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Vie&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;, La &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Mort&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; nous tient souvent par des liens &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;subtils&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Nessuna rivelazione straordinaria, per la verità: un qualunque corpo vivo non avrebbe bisogno di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;ripetere&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; la vita altrui, potrebbe agirne una originale, creata da sé.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Eppure, quante situazioni non create ad artificio ci fanno vivere un &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;anticipo di morte&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; proprio attraverso la ripetizione? Pensiamo agli spasmi dell'&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Epilessia"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;epilessia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;: una &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;ripetizione&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; veloce dello stesso gesto, oggi spiegabile come un disturbo neurologico, ma in passato decisamente imperscrutabile. Ancora una volta: eccessiva, innaturale. Gli antichi risolsero la questione trascendendo l'incomprensibile, e così presso molte culture l'epilessia diventò il Male Sacro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Il punto non è arrivare ad una lettura che sia solo razionale o solo irrazionale della questione della ripetitività. Il "nostro" (contemporaneo, occidentale) malato di demenza, ad esempio, quando pone domande ripetitive deve superare in realtà sia un problema mnemonico che di gestione dell'&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.terapiacognitiva.org/articoli/convansia.htm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;ansia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;, che a sua volta è per definizione "paura della perdita del controllo": la classica sensazione dell'essere "in bilico",o di non percepire più il confine (ad esempio tra l'essere-sentirsi vivi e tra l'essere-sentirsi morti), che è, in ultima istanza, anche un &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Metafisica"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;problema metafisico&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Anche in questo caso c'è un'evidenza lapalissiana: la morte è davvero ineluttabile solo per chi è vivo! Da questo punto di vista l'ansia di morire, e la gestione della stessa attraverso la ripetitività, sono un buon segno: del fatto che siamo vivi, ad esempio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Ma neanche questo ci rassicura. Forse perché nella ripetizione c'è, per dirla con Freud, anzi forse un po' meglio con &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://art3idea.psu.edu/locus/Jentsch_uncanny.pdf"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Jentsch&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;qualcosa di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_perturbante"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;perturbante&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;. Almeno finché la nostra mente non viene ingannata molto, molto bene (si vedano a tal proposito gli studi sulla c.d. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Uncanny_valley"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;zona perturbante o &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Uncanny_valley"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;uncanny valley&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;In sostanza, laddove non c'è una premeditata intenzione di ripetere qualcosa &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;per ottenere qualcos'altro&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; attraverso l'artificio stesso, la nostra mente (il nostro istinto di sopravvivenza? la nostra tensione all'immortalità? il bisogno di fare ordine nel reale con una visione in bianco e nero?) ci pone un &lt;i&gt;aut aut&lt;/i&gt;: autentico contro imitazione, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;repetita versus unicum&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;. E non solo nella lettura del reale, ma anche nella consapevole gestione della nostra vita, nel nostro confermarci, in quanto perituri, primariamente vivi. Con le parole di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.filosofico.net/simmel.htm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Simmel&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;: "solo ciò che è unico e irripetibile può propriamente morire".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-4230846865838581701?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/4230846865838581701/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=4230846865838581701' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/4230846865838581701'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/4230846865838581701'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2010/01/repetita-iuvant.html' title='Repetita: iuvant?'/><author><name>Julie "Sovrappensiero"</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09139398514382646411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-Z1OkzFpLGQE/Tra0hGXvYAI/AAAAAAAAABg/7RjcpQ4o05A/s220/HOLE8.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-1607348078474122019</id><published>2010-04-14T10:41:00.000+02:00</published><updated>2010-04-14T10:41:00.874+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Consapevolezza di sè'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cartesio'/><title type='text'>...ergo sum</title><content type='html'>&lt;blockquote style="font-style: italic;"&gt;Se un albero cade nella foresta, ma nessuno si trova lì intorno a sentirlo, emette un suono?&lt;/blockquote&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;George&lt;/span&gt; Berkeley&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Vorrei tornare su un argomento toccato in &lt;a href="http://bluebeardthinks.blogspot.com/2010/02/comprensione-di-se.html"&gt;questo&lt;/a&gt; post. Premetto che ha poco a che fare con le &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;neuroscienze&lt;/span&gt;, si tratta di una &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;speculazione&lt;/span&gt; in un campo nel quale sono profano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si discuteva della &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;consapevolezza&lt;/span&gt; di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;sè&lt;/span&gt;, la cui definizione forse banale non é; nella discussione di allora se ne parlava come della capacità di una persona di sottoporre alla propria attenzione espressioni della propria interiorità e del proprio &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;comportamento&lt;/span&gt;. Maggiore la consapevolezza di sè, maggiore la quantità di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;informazione&lt;/span&gt; su &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;se&lt;/span&gt; stessi accessibile &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;esplicitamente&lt;/span&gt;, laddove "esplicito" va inteso in analogia con l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;apprendimento&lt;/span&gt; implicito/esplicito: il criterio sarebbe così la capacità di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;verbalizzare&lt;/span&gt; l'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;informazione&lt;/span&gt; posseduta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si diceva nel post che ci sono modi individuali di ampliare la propria &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;consapevolezza&lt;/span&gt; di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;sè&lt;/span&gt;; per un raffronto si può leggere &lt;a href="http://www.motusmentis.it/blog/?p=5"&gt;questo&lt;/a&gt; blog. Infine si dibatteva se questa qualità sia un mezzo o un fine.&lt;br /&gt;In questo post vorrei argomentare che:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. la manipolazione cosciente del comportamento presenta vantaggi e svantaggi, e non sembra costituire il fine ultimo dell'apprendimento;&lt;br /&gt;2. le azioni umane non sembrano motivate da un'esigenza di maggior consapevolezza, e una maggior consapevolezza non pare rispondere alle domande essenziali a cui il comportamento umano (inclusa la ricerca della consapevolezza di sè) fornisce una risposta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Col primo punto mi riferisco al fatto che il trovarci ad analizzare coscientemente dati avviene nostro malgrado, è insomma un sottoprodotto del fine che vogliamo conseguire. Quando ad esempio abbiamo imparato a guidare, abbiamo attraversato una fase nella quale ogni nostra azione era controllata attentamente. In realtà non potremmo guidare, se dovessimo pensare a ogni movimento! Saremmo troppo lenti, perché la coscienza ha una capacità troppo ridotta.&lt;br /&gt;Lo stesso discorso vale per altri esempi di apprendimento procedurale. La competenza è tale proprio perché non richiede la mediazione dell'attenzione. Applicare questo discorso all'apprendimento concettuale può sembrare inappropriato, ma proviamoci. Pensiamo al linguaggio. Pensiamo alle associazioni "overlearned", cioè ultra-apprese, as esempio tra il volto e il nome dei nostri cari. Questo è un esempio di memoria esplicita, eppure con l'andare del tempo diviene implicita, e non richiede più la nostra attenzione (osserviamo per inciso che questo potrebbe dipendere dal consolidamento dell'informazione, inizialmente codificata dall'ippocampo, nella corteccia cerebrale).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una volta discorrevo di Leopardi, e il mio interlocutore mi ha detto:"Secondo te quando tempo ci ha messo Leopardi a scrivere questi capolavori? Mesi? Anni? No. Li ha buttati giù così, perché talmente era intriso di cultura classica che gli veniva naturale."&lt;br /&gt;Ecco, la competenza a cui aspiriamo è questa. E credo sia così anche per le cose della vita: desideriamo comportarci in modo diverso, ma fluidamente, senza sforzo.&lt;br /&gt;La consapevolezza è uno strumento utilissimo, necessario ogniqualvolta dobbiamo adattare il nostro comportamento. Se, per esempio, ci recassimo in Gran Bretagna, sarebbe terribilmente pericoloso attraversare la strada affidandoci all'esperienza maturata altrove!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque la consapevolezza di sè serve quando vogliamo adattarci. Viviamo in un ambiente complesso, in cui questa esigenza si manifesta spesso; quindi effettivamente una maggior consapevolezza potrebbe risultare vantaggiosa.&lt;br /&gt;Ma esiste poi questa quantità? Esistono dei gradi che uno può conquistare? Una volta conquistato un grado si può tornare indietro? In accordo con l'idea che si tratti di uno strumento di adattamento, è plausibile pensare che serva più nel momento in cui le condizioni cambiano, rispetto a quando restano stabili. E poi, se la fase di adattamento nasce come transitoria, ci si potrebbe chiedere: ma davvero noi ci vogliamo adattare? Qual è la pressione che ci induce a compiere questo sforzo? Forse il dolore, o l'ambizione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se uno osserva la storia umana, forse è più propenso ad affermare che l'uomo cerca di adattare l'ambiente alle proprie esigenze. Diciamocielo francamente: con tutta la nostra autoconsapevolezza, cambiare il nostro comportamento - o addirittura la nostra personalità - è una fatica bestiale. Mica è detto che sia la soluzione migliore, peraltro. Potremmo cercare di mantenerci nella nostra "nicchia ecologica" e dedicare attenzione ad altre cose, che non siano il miglioramento di noi stessi. Potremmo anche solo goderci la vita. Che motivazione abbiamo per fare altrimenti?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, secondo me le azioni che noi compiamo rispondono a dei bisogni. Alcuni sono basilari. Ma la nostra vita non si esaurisce a questi: se così fosse faremmo come i leoni, che riposano circa 20 ore al giorno.&lt;br /&gt;Io trovo che la domanda fondamentale a cui cerchiamo risposta se la sia fatta Cartesio. La domanda è: come faccio a sapere che esisto?&lt;br /&gt;Uno potrebbe pensare che una simile domanda astratta richieda già un certo talento concettuale. Non è così, perché si può domandarselo implicitamente. La cosa è chiarissima in contesto sociale: ciascuno è alla ricerca di indizi che testimonino la considerazione che di lui/lei gli altri hanno. Cosa pensa "x" di me? Quanto valgo? È appropriato che mi comporti in un certo modo? Le percezioni sono poco potenti nell'assicurarci che esistiamo: non ci basta guardarci intorno e così constatare la funzionalità del nostro sistema visivo. Noi cerchiamo effetti, cerchiamo tracce del nostro impatto nel mondo. Vogliamo essere riconosciuti (si leggano "Le notti bianche" citate nel post precedente). Quando uno grida ed esercita violenza, cerca di ottenere un impatto che altrimenti non sarebbe alla sua portata. Quando uno lavora e riceve stima, denaro, o un manufatto, trova la rassicurazione che egli esiste. Quando uno guarda i suoi figli, trova in essi la certezza: "Da me si è originato questo essere vivente". Quando facciamo shopping sfrenato, quando divoriamo la cena, non diventano forse questi beni di consumo testimonianza del nostro impatto?&lt;br /&gt;E la morte che ci spaventa tanto, non è forse il momento in cui cessiamo di esistere?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da bravo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;nerd&lt;/span&gt;, la risposta individuale di Cartesio, paladino tipo della consapevolezza di sè, è: cogito, ergo sum. Il dubbio sostanzia l'uomo. Ma questa è la risposta di Cartesio. Se uno si guarda intorno, vedrà gente che lavora 12 ore al giorno, gente che si impegna a far quattrini, gente affaccendata in relazioni sociali, gente che vuole andare in tv. Tutte risposte a questa istanza primaria: esistere, avere un impatto, essere visti, riconosciuti. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ago, ergo sum&lt;/span&gt;. Cartesio era un pensatore, e perciò la sua azione si è dipanata tramite la manipolazione del pensiero. È un caso notevole, perché non produce un feedback sensibile (es. un sorriso amico o un oggetto di artigianato). È simile in questo alla religione.&lt;br /&gt;In tutti i casi, incluso quello religioso, non sembra si sia in grado di convincersi definitivamente, irreparabilmente, della propria esistenza e individualità. Nel caso del religioso, è l'esistenza di Dio che mi sostanzia, e le azioni che compio hanno impatto nella Storia della Salvezza. Un cardine della religione sta proprio nella possibilità di agire sugli dèi, circostanza particolarmente evidente nei culti più antichi. In chiave cattolica si potrebbe persino leggere il peccato originale sotto questa luce: Adamo ed Eva si sostanziano con un'azione trasgressiva. "Non morirete affatto, anzi diventerete come Dio" - il cui nome, "Io sono", rimanda esplicitamente al tema dell'esistenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tutto questo, la consapevolezza non è una risposta. La più alta consapevolezza di sè non sembra capace di spegnere questo dubbio. L'elaborazione cosciente è il mezzo di cui tutti ci serviamo per ottenere, in modo adattabile ed efficiente, il palliativo a noi più adeguato - il lavoro, il denaro, la socialità, l'apostolato ecc. La consapevolezza di sè è importante per capire quale sia il palliativo a noi più adatto (e per fare un mucchio di altre scelte pratiche!).&lt;br /&gt;Ma la pietra filosofale qui è la scoperta che esistiamo sul serio, senza bisogno di alcuna conferma. Tutto ciò che non fa questo assume valore di mera conferma, perché la domanda "Chi sono io?" (consapevolezza di sè) viene dopo la domanda ancor piú fondamentale: "Sono io?".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo affermo che il mito della consapevolezza di sè è un'altra foglia di fico posta dinanzi alla nudità umana, e per questo ritengo che non sia da innalzarsi a fine, nè sia una cosa in sè buona, più di quanto lo siano la capacità di coordinare i propri moviementi o di distinguere sottili differenze sonore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-1607348078474122019?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/1607348078474122019/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=1607348078474122019' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/1607348078474122019'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/1607348078474122019'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2010/04/ergo-sum.html' title='...ergo sum'/><author><name>Bluebeardburns</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11805716524353568676</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-9211359212414264505</id><published>2010-03-22T23:10:00.003+01:00</published><updated>2010-03-22T23:46:53.066+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='desiderio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mancanza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='psicologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pubblicità occulta'/><title type='text'>Questa è pubblicità</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo post è assolutamente atipico per questo blog.&lt;br /&gt;Nasce da coincidenze e dal desiderio di un amico che mi ha chiesto di "scrivere qualcosa", e probabilmente non vi sembrerà riguardare affatto la psicologia. Errore. Ne riparleremo.&lt;br /&gt;Ha la sua radice nelle discussioni sul desiderio mio e di due miei amici.&lt;br /&gt;Vi propone uno sguardo su un esempio di ciò che per eccellenza si propone di far nascere in noi desideri: una pubblicità. Incredibilmente, è una pubblicità che per una volta ritengo proprio bella:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/_DnDo7mH19Q&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/_DnDo7mH19Q&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="344" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...e se ora come spero desiderate almeno leggere il libro "Le notti bianche" di F. Dostoevskij cliccate pure &lt;a href="http://www.larici.it/culturadellest/letteratura/dostoevskij/2/notti_bianche.pdf"&gt;qui&lt;/a&gt;. A presto&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-9211359212414264505?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/9211359212414264505/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=9211359212414264505' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/9211359212414264505'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/9211359212414264505'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2010/03/questa-e-pubblicita.html' title='Questa è pubblicità'/><author><name>Longbeard Cux</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00153756770530208773</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-1358394330217009310</id><published>2010-03-02T19:33:00.000+01:00</published><updated>2010-03-02T19:34:11.249+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='apprendimento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Duzel'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ricompensa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Novità'/><title type='text'>Reinforcement learning, parte terza: la novità</title><content type='html'>Al &lt;a href="http://bluebeardthinks.blogspot.com/2009/10/reinforcement-learning-parte-prima-la.html"&gt;già citato&lt;/a&gt; convegno in Turchia era presente anche &lt;a href="http://www.ucl.ac.uk/neuroscience/Page.php?ID=12&amp;amp;ResearcherID=148"&gt;Emrah Duzel&lt;/a&gt;, scienziato emergente di origine turca, cresciuto in Germania; al momento lavora a Londra. Il suo lavoro è molto interessante: avendo considerato che nell'ippocampo, regione ritenuta il motore primo della memoria episodica, giungono impulsi dopaminergici, si é messo a studiare gli effetti della ricompensa sulla memoria episodica. Cerca, insomma, di mischiare campi che i luminari hanno cercato disperatamente di separare!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una delle teorie a cui lavora ultimamente è che la novità sia, per gli esseri umani, una ricompensa in sè stessa. Pertanto, essere esposti alla novità prima dell'apprendimento dovrebbe rinforzare l'apprendimento. Ebbene, egli è riuscito a dimostrarlo. Esponendo i suoi soggetti a immagini di luoghi esotici, e successivamente testandone la memoria utilizzando tutt'altri stimoli, ha verificato che i soggetti esposti alla novità ottenevano performance più alte. Il tutto in contemporanea con una attivazione significativa nelle aree responsabili della ricompensa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il lavoro di Duzel è bello perchè non é costruito per tentativi, ma deriva da uno studio profondo della neuroanatomia e della neurobiologia, a partire dal quale egli ha formulato le sue ipotesi ed ha avuto successo. Egli raccomanda quindi ai suoi studenti di osservare immagini bizzare per 5 minuti prima di studiare, così da attivare l'ippocampo. Vi hanno detto: "Prima il dovere, poi il piacere?" Ebbene, un altro dogma da sfatare!&lt;br /&gt;I buoni insegnanti hanno sempre saputo che é necessario per prima cosa incuriosire gli studenti!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-1358394330217009310?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/1358394330217009310/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=1358394330217009310' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/1358394330217009310'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/1358394330217009310'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2009/10/reinforcement-learning-parte-terza-la.html' title='Reinforcement learning, parte terza: la novità'/><author><name>Bluebeardburns</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11805716524353568676</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-4255808763087511833</id><published>2010-02-14T13:31:00.010+01:00</published><updated>2010-02-14T18:01:06.307+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='linguaggio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='emozioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comprendere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='psicologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='alessitimia'/><title type='text'>Comprensione di sé (o meglio "Ostacoli alla...")</title><content type='html'>"...&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C'è una cosa che gli Aa sembrano omettere di menzionare quando sei nuovo e completamente fuori di testa dalla disperazione e pronto a eliminare per sempre la tua mappa e ti tocca sentirti dire che le cose andranno sempre meglio se continuerai ad astenerti e darai tempo al tuo corpo di riprendersi : omettono di dirti che il modo per migliorare e stare meglio passa attraverso il dolore. Non intorno al dolore o nonostante il dolore. Questa parte la lasciano fuori, e parlano invece di Gratitudine e di Liberazione dalla Compulsione. Invece si sente molto dolore a stare sobri, e di questo ti accorgi dopo, con il tempo. Poi, quando sei pulito e non desideri le Sostanze più di tanto e hai voglia sia di piangere sia di ridurre in poltiglia qualcuno, gli Aa di Boston cominciano a dirti che sei sulla strada giusta e faresti bene a ricordarti la sofferenza senza scopo di quando eri assuefatto, perché almeno questa sofferenza sobria adesso ha uno scopo. Ti dicono che perlomeno questa sofferenza significa che stai andando da qualche parte, invece di girare all'infinito nella ruota del topolino come quando eri assuefatto.&lt;br /&gt;Tralasciano di dirti che dopo la magica sparizione del bisogno di farsi e sei o otto mesi di fila senza Sostanze, comincerai a «Entrare in Contatto» con il perché avevi cominciato a fare uso delle sostanze. Quando arrivi a questo punto, comincerai a capire come mai eri diventato dipendente da quello che, in fondo, non era che un anestetico. Viene fuori che «Entrare in Contatto con i Tuoi Sentimenti» è un'altra frase fatta che finisce per mascherare qualcosa di orribilmente profondo e reale*. Si scopre che tanto più è insipida la frase fatta degli Aa, tanto più affilati sono i canini della verità vera che nasconde.&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*Un epigramma più astratto ma più vero che i veterani di sobrietà della Bandiera Bianca a volte preferiscono a questo è: «Non preoccuparti di entrare in contatto con i tuoi sentimenti, saranno loro a contattare te»."&lt;br /&gt;(D.F. Wallace, "Infinite Jest")&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alessitimia"&gt;Alessitimia&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Letteralmente alessitimia sta per "mancanza di parole per le emozioni". I soggetti alessitimici presentano come centrali le seguenti caratteristiche:&lt;br /&gt;"...&lt;br /&gt;- difficoltà a discriminare un'emozione dall'altra, e gli stati somatici dalle emozioni; ...&lt;br /&gt;- difficoltà a comunicare ad altri le proprie emozioni;&lt;br /&gt;- presenza di processi immaginativi coartati, con scarsezza di vita fantasmatica ...;&lt;br /&gt;- presenza di uno stile cognitivo legato allo stimolo, orientato all'esterno ...&lt;br /&gt;..."&lt;br /&gt;(L. Solano, "Tra mente e corpo")&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come sono in relazione tra loro queste due citazioni? Cosa c'entra un romanzo di fantasia con un costrutto psicologico nato nell'ambito dello studio delle patologie psicosomatiche? I collegamenti in realtà sono molteplici, e passano anche attraverso alcuni &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wilfred_Bion#Capisaldi_del_pensiero_bioniano"&gt;degli studi e delle teorie di Bion&lt;/a&gt; (in particolare quelli sul "pensiero senza pensatore"), nonchè attraverso la conoscenza delle basi di quanto ci è noto sulle &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Emozione"&gt;emozioni&lt;/a&gt;. Ad ogni modo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...come un po' tutti sappiamo, ogni giorno il nostro cervello si trova a dover conciliare le esigenze della realtà in cui viviamo (il mondo esterno), con quelle del nostro corpo e della nostra mente (il mondo interno). Un esempio: il nostro corpo reagisce a e sposta la nostra attenzione su quella bella ragazza formosa che sta passando proprio davanti a noi per strada; la nostra mente comincia a considerare il modo migliore di approcciarla (o ignorarla magari) tenendo conto delle nostre presenti o meno esperienze pregresse; la realtà esterna si materializza sotto forma di un grande orologio digitale sul palazzo di fronte che ci ricorda il ritardo di mezz'ora con cui ci stiamo dirigendo verso il luogo del nostro prossimo appuntamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa succede a questo punto dentro di noi? come cambierebbe la nostra reazione se per esempio la ragazza avesse affianco a sé un affascinante ragazzo? o se noi ci fossimo appena lasciati con la nostra partner? o se la ragazza fosse una perfetta sconosciuta o magari invece una nostra "vecchia fiamma" da tempo persa di vista?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non esistono risposte univoche a queste domande. A seconda della nostra personalità (vista in un'ottica biopsicosociale) dentro di noi ci potranno essere una molteplicità di reazioni diverse. Ciò che vorrei far rilevare è come nel caso preso per esempio un evento esterno si ripercuota in noi provocando non solo una serie di reazioni di tipo cognitivo (un susseguirsi di pensieri in forma di ragionamenti, o ricordi, o fantasie) ma anche una serie di cambiamenti di tipo fisiologico (ad es. un vago senso di eccitazione) ad un livello più profondo di quello semplicemente corticale. In un'emozione sono sempre implicati questi tre diversi livelli: quello degli eventi inerenti la realtà esterna, quello degli eventi inerenti la realtà interna in forma di cambiamenti fisiologici profondi,  e infine quello degli eventi inerenti la realtà interna in forma di risposte ad un livello un po' più astratto, cioè di tipo cognitivo, mentale. Ora, è chiaro che qualunque evento interno di tipo cognitivo o "mentale" ha dei correlati fisiologici nel nostro cervello; quella che voglio qui evidenziare è però la presenza di una differenza tra una reazione più di tipo corticale o per quanto possibile limitata al sistema nervoso centrale, ed una di tipo più interno, non soltanto sottocorticale ma invece inerente tutto il corpo nel senso di modificazioni al sistema endocrino, all'apparato muscoloscheletrico, a quello vascolare, al piano delle risposte immunitarie, etc. (qui però mi serve davvero l'illuminazione delle neuroscienze per sapere quanto questa mia distinzione sia effettivamente fondata), una reazione tanto più presente quanto più la nostra emozione è forte e tra quelle "di base" (ad es. rabbia, paura, tristezza o gioia).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Crescendo, la maggior parte degli individui impara ad integrare i dati che giungono da questi tre diversi livelli in maniera praticamente automatica. Ancora, per eseguire l'integrazione di questi diversi dati si sviluppano tutta una serie di strategie che sono comuni rispetto ai diversi individui presi nel loro insieme ma presenti in una combinazione praticamente unica all'interno di ciascun singolo individuo. E qui attenzione, perché mentre la realtà esterna, l'apparato sensoriale che ci permette di reagire ad essa, e così pure le nostre reazioni emotive di livello profondo, più corporeo, hanno in noi una trama in gran parte già preformata, il nostro livello corticale di gestione degli input di questi due dati è alla nascita per molti versi una tabula rasa. Le invarianze tra i diversi individui che è possibile riscontrare nell'organizzazione a livello corticale ci indicano una nostra parte cognitiva filogeneticamente innata, ma praticamente dal momento della nascita se non prima tra tutte le innumerevoli possibilità di organizzazione cerebrale possibili viene effettuata una selezione continua, un ordinamento incessante che nel tempo porta ad un'organizzazione cerebrale unica per ciascun individuo, anche laddove si partiva da corredi genetici identici (è il caso dei gemelli omozigoti).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo processo di organizzazione è comune però a qualunque essere vivente, non solo all'uomo. Cos'è che rende l'organizzazione cerebrale dell'uomo allo stesso tempo così tremendamente complicata e così efficace, tale da permettergli di realizzare tutte le incredibili meraviglie che gli sono proprie? Io sostengo (ok, non senza illustri predecessori, spero ve ne verrà in mente qualcuno), che uno degli strumenti più importanti per l'uomo sia il linguaggio verbale. L'uomo ha sviluppato però una molteplicità di linguaggi, quali ad esempio linguaggi artistici di tipo figurativo o musicale, oppure linguaggi formalizzati quale quello matematico, o linguaggi multimodali quali quelli utilizzati nelle comunicazioni massmediatiche.&lt;br /&gt;E' invece con il linguaggio verbale che cerchiamo nella maggior parte dei casi di ordinare nel modo migliore il gran caos informativo che risulta dalla molteplicità degli eventi quotidiani a cui siamo sottoposti.&lt;br /&gt;Attenzione però: l'uso del linguaggio verbale non ci svela mai la totalità nè del mondo esterno nè del mondo interno. Il linguaggio è uno strumento, e in quanto tale oltre a pregi presenta anche difetti, limiti. Si possono cercare approfondimenti al riguardo negli studi di diversi filosofi, o nelle opere di diversi scrittori, o psicologi, o psicoanalisti (ne cito uno solo, Lacan). Un post di Laplaciano che ho molto apprezzato al riguardo è &lt;a href="http://lapulm.blogspot.com/2009/08/una-discussione-con-un-mio-caro-amico.html"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma cosa fa invece l'uomo quando un po' tutti i linguaggi a lui conosciuti falliscono, e rimane preda di sensazioni per lui almeno momentaneamente estranee e fonte spesso di disagio? Spesso, banalmente, consapevolmente o meno cerca sollievo dal caos o dalla forza di determinate sensazioni in "distrazioni" presso rifugi esterni meno o più validi di vario tipo: nell'uso di sostanze psicoattive, o nella fruizione continua delle più svariate forme di intrattenimento (film, giochi, videogiochi, l'ascolto passivo di una radio o di musica), o nell'assunzione di cibo, o nell'attività sessuale, o nei gesti più diversi ripetuti in maniera compulsiva, o in ordinamenti del caos già preformati quali fedi politiche o religiose o quant'altro, o all'interno di rapporti interpersonali di tipo  familire, o amicale, o amoroso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti questi rifugi ci mettono costantemento al riparo dal o a volte per fortuna ci aiutano nel trovare una risposta alle domande implicite che il nostro caos informativo interno ci pone, o a volte invece direttamente ci prevengono dal far caso alla stessa esistenza di determinate domande.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si arriva invece alla comprensione di sé?&lt;br /&gt;Sarebbe molto bello saperlo già, ma invece la strada per la scoperta di sé è estremamente personale e in parte anch'essa da scoprire. Diciamo che di sicuro richiede: un prendere atto di quelli che sono i nostri stati d'animo e le nostre senzazioni per come essi si manifestano nei nostri diversi atti creativi e non di tipo verbale, artistico, o relazionale, o quant'altro. Insomma, per come ce li suggeriamo noi stessi nei più diversi linguaggi. A volte però, prima ancora di poter cercare le risposte alle domande implicite nel nostro caos, dovremo cercare proprio le domande, che ci attendono pazientemente appena fuori i più impensabili rifugi. Indubbiamente, la nostra strada prima o poi dovrà attraversare il caos.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In bocca al lupo&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-4255808763087511833?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/4255808763087511833/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=4255808763087511833' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/4255808763087511833'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/4255808763087511833'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2010/02/comprensione-di-se.html' title='Comprensione di sé (o meglio &quot;Ostacoli alla...&quot;)'/><author><name>Longbeard Cux</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00153756770530208773</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-8901022273227497287</id><published>2010-01-30T18:13:00.004+01:00</published><updated>2010-01-30T18:36:18.293+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='segnali elettrici'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='neurone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tasso di scarica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riduzionismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='potenziale d&apos;azione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='correlati neurali'/><title type='text'>Correlati neurali II: il tasso di scarica</title><content type='html'>Oggi vorrei entrare nei dettagli della discussione cominciata &lt;a href="http://bluebeardthinks.blogspot.com/2009/11/correlati-neurali.html"&gt;qui&lt;/a&gt; e spiegare qual'è il correlato neurale più semplice da esaminare: il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;tasso di scarica&lt;/span&gt; di un neurone o di un gruppo di essi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come sapete, i neuroni comunicano tra loro tramite &lt;a hef="http://it.wikipedia.org/wiki/Potenziale_d%27azione"&gt;potenziali d'azione&lt;/a&gt;, sarebbe a dire brevissime scariche lettere. È come se comunicassero tramite un &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Codice_Morse"&gt;codice Morse&lt;/a&gt; fatto solo di punti ma non di linee. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Per essere precisi, questo è vero sicuramente per i &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Corteccia_cerebrale"&gt;neuroni corticali&lt;/a&gt; umani, mentre creature più semplici hanno spesso neuroni comunicanti in altre maniere, ma questo è un altro discorso)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Immaginiamo adesso di fare un esperimento che ci consenta di registrare questi impulsi durante un esperimento, ad esempio mentre mostrate ad un soggetto diverse immagini. Cosa possiamo fare per analizzare i dati a nostra disposizione? Possiamo, ad esempio, per ogni immagine mostrata al soggetto, contare quanti potenziali d'azione sono stati registrati dal vostro elettrodo e dividerli per il tempo per il quale abbiamo mostrato l'immagine. Otteniamo così un "tasso di scarica", che ovviamente dipenderà dall'immagine mostrata al soggetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi sembrerà bizzarro, ma questa semplice analisi rivelerà che in alcune zone del cervello ci sono neuroni che scaricano preferibilmente quando vengono mostrate alcuni tipi di immagini. Ad esempio, se siete degli amanti del cinema trash, avrete sicuramente alcuni neuroni nel cervello che scaricano a tutta forza quando vengono mostrate immagini di &lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/d/de/L%27allenatore_nel_pallone_-_Ninna_nanna.jpg"&gt;Lino Banfi&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.scientificblogging.com/news_releases/jennifer_aniston_gets_neuron_named_after_her_and_maybe_we_get_clue_mind_reading"&gt;Non sto scherzando&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS: non mettetevi in testa adesso che il cervello funziona in maniera banale. Il fatto che per quasi ogni oggetto o concetto ci siano neuroni che scaricano, non spiega assolutamente nulla: nè il meccanismo che genera questo fenomeno, nè la sua funzione. In altre parole: del &lt;span style="font-style:italic;"&gt;significato&lt;/span&gt; di tali analisi parleremo un'altra volta...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-8901022273227497287?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/8901022273227497287/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=8901022273227497287' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/8901022273227497287'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/8901022273227497287'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2010/01/correlati-neurali-ii-il-tasso-di.html' title='Correlati neurali II: il tasso di scarica'/><author><name>Lap(l)aciano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11248894666182819759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-9012734763313427237</id><published>2010-01-15T23:59:00.000+01:00</published><updated>2010-01-15T23:59:00.077+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Rinforzo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='apprendimento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Droga'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dipendenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='punizione'/><title type='text'>Reinforcement learning, parte seconda: la punizione</title><content type='html'>Abbiamo già visto in precedenza qualche aspetto della ricompensa, e come sia possibile modificare i comportamenti appresi, e parliamo in particolare di abitudini, cambiando ricompensa. Questo è un meccanismo molto potente, ancorchè inconscio. Ed è un meccanismo basilare per l'educazione. Ci si domanda spesso, in questo contesto, quale sia il valore della punizione. Se, infatti, la ricompensa è il feedback positivo che ci insegna a ripetere comportamenti che ci procurano soddisfazione, la punizione certifica, per il cervello, che è sconveniente ripetere l'azione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Faccio subito una precisazione: bisogna distinguere, sebbene in natura siano mescolati, l'apprendimento per feedback negativo da quello di natura emotiva. L'apprendimento per feedback negativo non è che l'altra faccia del rinforzo positivo: facendo numerosi errori pian piano impariamo ad aggiustare il tiro. Abbiamo bisogno, per questo, di diverse occasioni di errore. L'apprendimento emotivo, invece,  necessita di una singola occasione:  mangio cibo avariato, sto male, eviterò in futuro di mangiarne ancora. Trasferito sul piano educativo, questo meccanismo può regolare il comportamento tramite la paura. Un padre assesta un ceffone a un bambino: questi a tutta prima è sorpreso e spaventato. Il meccanismo della paura è legato al concetto di deterrente, ossia non commetto un crimine per evitare un futuro sgradevole. Nell'apprendimento tramite punizione, invece, l'episodio è ripetuto e  si fa esperienza delle conseguenze negative.&lt;br /&gt;Questo distinguo è importante, perchè non si fraintenda quanto segue.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allan Collins nella sua lezione parlava di una sperimentazione in atto sui recettori niconitici, che ha in sè la grande promessa di rendere più facile l'interruzione del fumo. Abbiamo detto che ci sono recettori responsabili del piacere conseguente al fumo, e ce ne sono altri responsabili di conseguenze negative sull'apparato digerente. Ebbene, pare siano allo studio farmaci specifici per bloccare i recettori &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;positivi&lt;/span&gt;, così da renderli insensibili alla nicotina, intaccando poco o nulla quelli negativi! Dopo la somministrazione del farmaco il soggetto è invitato a... fumare! Non traendo più rinforzo positivo dal fumo, ma sperimentandone solo gli inconvenienti, il soggetto pian piano perde il vizio.&lt;br /&gt;Benchè i risultati siano migliori di quelli ottenuti tramite applicazioni cutanee di nicotina (cerotti), lo zoccolo duro dei fumatori non smette, probabilmente perchè resta un'associazione psicologica molto forte tra i &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;gesti&lt;/span&gt; compiuti nell'atto di fumare e la ricompensa, o per altre caratteristiche individuali. Per fortuna è così: la complessità umana non si lascia ridurre a una manciata di molecole!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il maccanismo della punizione è utilizzabile anche per imparare, come avviene quando uno gioca a freccette e mancando ripetutamente il bersaglio affina la mira. Ma quello per cui è probabilmente insostibuile è &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;disimparare&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi desidera approfondire l'argomento può consultare, tra gli altri, gli articoli di &lt;a href="http://ski.cog.brown.edu/pubs-online.html"&gt;Michael J. Frank&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-9012734763313427237?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/9012734763313427237/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=9012734763313427237' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/9012734763313427237'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/9012734763313427237'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2009/12/reinforcement-learning-parte-seconda-la.html' title='Reinforcement learning, parte seconda: la punizione'/><author><name>Bluebeardburns</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11805716524353568676</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-9123256638346158940</id><published>2010-01-06T17:37:00.011+01:00</published><updated>2010-01-06T22:55:21.237+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='copione di vita'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='analisi transazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il nastro bianco'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='linguaggio non verbale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='bambino adattato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stereotipo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='infanzia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='bene'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='male'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il signore delle mosche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='genitore normativo'/><title type='text'>Cattivi bambini</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non posso lasciarmi scappare l'occasione di pubblicare questo post proprio nel giorno della Befana, l'ultima &lt;span style="font-style: italic;"&gt;chance&lt;/span&gt; concessa ai bambini a cui non è andata troppo bene a Natale, per fare vedere quanto siano diventati buoni nella settimana tra l'uno e l'altra.&lt;br /&gt;L'ispirazione mi viene dal &lt;a href="http://www.mymovies.it/film/2009/ilnastrobianco/"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nastro bianco&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, e dalle suggestioni letterarie del &lt;a style="font-style: italic;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_signore_delle_mosche_%28romanzo%29"&gt;Signore delle mosche&lt;/a&gt;, mio libro prediletto per anni che mi è venuto in mente subito dopo la visione del film.&lt;br /&gt;Il punto è a mio avviso questo: perchè gli adulti del film continuano a vedere - o a far indossare - ai bambini nastri bianchi (simbolo di purezza e innocenza), reali o metaforici che siano? E perchè nel contempo quegli stessi adulti  sono violenti, bugiardi, egoisti, incestuosi? E perchè i bambini stanno - &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sembrano stare&lt;/span&gt; - al gioco?&lt;br /&gt;Se non fosse stato necessario porsi la prima domanda, si sarebbe di sicuro risolta parte della trama. Se &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Michael_Haneke"&gt;Michael Haneke&lt;/a&gt;  non avesse sapientemente focalizzato il meccanismo deresponsabilizzante degli adulti che delegano la realizzzione di quanto è buono e puro agli adulti di domani (pur sempre radicati nell'oggi!), non ci porremmo la seconda. Se sforzarsi di corrispondere alle aspettative non fosse comportamento comune ai giovani esseri umani ancora dipendenti dagli adulti da cui, buoni o cattivi che siano, introiettano l'immagine di sè  non ci porremmo la terza.&lt;br /&gt;Il fatto è, e qui vengo all'intuizione letteraria di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/William_Golding"&gt;Golding&lt;/a&gt;, che all'immagine socialmente diffusa dell'infazia come status privilegiato pervaso dalla condizione di assoluta bontà e innocenza non corrisponde nessuna condizione ontologicamente determinata di effettiva, assoluta bontà. Non c'è quindi niente da "salvare", nè niente che possa esser "corrotto" dalla crescita o dall'ingresso nel mondo adulto.&lt;br /&gt;Dirò di più. Se da un lato il pessimismo goldinghiano in merito al "particolare" status dell'infanzia e dell'adolescenza può sembrare esagerato, non si può negare, allargandoci da una singola fascia di età all'essere umano in generale, la compresenza di quello che viene comunemente definito bene e di quello che viene comunemente chiamato male (si veda in proposito &lt;a href="http://www.sp.unipi.it/files/2454-Psicologia-del-male.pdf"&gt;questo contributo&lt;/a&gt;). Semplicemente, l'entità e manifestazione dell'uno e/o dell'altro variano in funzione di una serie di fattori, tra cui, pensando in funzione dell' l'età, troviamo anche l'esperienza.&lt;br /&gt;Esistono quindi in noi diverse possibilità comportamentali, alcune semplicemente &lt;span style="font-style: italic;"&gt;definite&lt;/span&gt; buone, altre &lt;span style="font-style: italic;"&gt;definite&lt;/span&gt; cattive. Questo dovrebbe essere insegnato anche ai bambini che, non meno intelligenti degli adulti, ma semplicemente meno esperti della vita e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;dipendenti&lt;/span&gt; pertanto dagli adulti stessi, non possono fare a meno del filtro di chi costantemente li educa e dà loro l'esempio non solo per interpretare il reale, ma anche sè stessi (ricordate infatti l'importanza dei &lt;a href="http://www.metacorporea.it/index.php?page=art_04"&gt;metamessaggi&lt;/a&gt; veicolati, attraverso il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Comunicazione_non_verbale"&gt;non verbale&lt;/a&gt;, con i messaggi impliciti).&lt;br /&gt;Come avviene allora il passaggio, stavolta non agli occhi della società, ma nella mente dei piccoli adulti, dal &lt;span style="font-style: italic;"&gt;fare delle cose cattive &lt;/span&gt;ad &lt;span style="font-style: italic;"&gt;essere&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(o meglio: sentirsi) cattivi dentro&lt;/span&gt; (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;alias&lt;/span&gt;: uno dei dilemmi a mio avviso lasciati in sospeso dal film)?&lt;br /&gt;Ecco, se stesse a me progettarne il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sequel&lt;/span&gt;, coglierei la ghiotta opportunità per rigirare l'intero film, scena dopo scena, non in funzione della trama complessiva che emerge (anzi, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sembra&lt;/span&gt; emergere, direi), ma ricostruendo su modello dell'&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Analisi_transazionale"&gt;analisi transazionale&lt;/a&gt;, personaggio dopo personaggio, i diversi &lt;a href="http://www.demonti.net/09%20analisi%20transazionale%20e%20il%20copione.htm"&gt;copioni di vita&lt;/a&gt;... tra&lt;span style="font-style: italic;"&gt; genitori&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;normativi&lt;/span&gt; nelle varianti del "persecutore"(cioè una figura di riferimento che detta norme, divieti e giudizi ma non in funzione protettiva) e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;bambini adattati sottomessi&lt;/span&gt; o &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ribelli &lt;/span&gt;potrebbe anche non nascere una perla cinematografica, ma sicuramente ne trarremmo un cospicuo materiale didattico... Spesso capire cosa c'è &lt;span style="font-style: italic;"&gt;dietro&lt;/span&gt; la realtà può esse più importante di discernere la realtà stessa. In questo senso per me non c'è nessun finale aperto: si vede quanto basta per intuire tutti i &lt;span style="font-style: italic;"&gt;perchè&lt;/span&gt; che potrebbero rimanere in sospeso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ora, brutti bambini cattivi, finite il vostro carbone!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-9123256638346158940?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/9123256638346158940/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=9123256638346158940' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/9123256638346158940'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/9123256638346158940'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2010/01/cattivi-bambini.html' title='Cattivi bambini'/><author><name>Julie "Sovrappensiero"</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09139398514382646411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-Z1OkzFpLGQE/Tra0hGXvYAI/AAAAAAAAABg/7RjcpQ4o05A/s220/HOLE8.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-7548213304615383351</id><published>2009-12-30T13:47:00.007+01:00</published><updated>2009-12-30T14:22:35.855+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='disegni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='attenzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='daniela ferrando'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scarabocchi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dislogramma'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='concentrazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='distrazione'/><title type='text'>Scarabocchi e concentrazione</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Nella mia pluriennale carriera studentesca ho trovato, ad ogni livello scolastico, notevoli difficoltà nel fare capire ai prof. che non sono affatto distratta. Anche nelle conversazioni impegnative con persone che giudicavo importanti: non mi sto facendo all'improvviso i fatti miei!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi riferisco alla mia ineludibile esigenza di cominciare a disegnare. C'è il periodo in cui deformo scritte, quello in cui faccio scarpe (specie col tacco alto e sottile), poi animali fantasy, mostri, ma la figura che va per la maggiore è in assoluto la figura femminile intera (che inizio spesso a disegnare partendo dai piedi), o michelangiolescamente incompleta, come se aspettassi che finissè da sè di emergere dal resto del disegno, o ancora profili, occhi, visi, mani. A voglia insistere: "Mi serve, mi aiuta a concentrarmi". Le uniche persone che l'han capito ci sono arrivate da sè, con l'osservazione, e con qualche prova del tipo:"Ripeti quello che ho detto" (a cui rispondevo citando interi discorsi con estrema precisione), mentre mi coglievano in flagrante a invadere i bordi dei quaderni per gli appunti, interi fogli di taccuini e persino il retro dell'involucro di merendine o cioccolate (e regalandoli poi al primo che esclama "Oh, ma che bellooo!").&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ora, mi dilettavo a guardare &lt;a href="http://dollculture.blogspot.com/2009/03/doo-da-doodle-doll.html"&gt;un post arretrato&lt;/a&gt; di un &lt;a href="http://dollculture.blogspot.com/"&gt;blog che sono solita frequentare &lt;/a&gt; specie se sono in cerca di ispirazione per le mie - umili - creazioni, quando, oplà, &lt;a href="http://www.danielaferrando.com/"&gt;l'autrice&lt;/a&gt; nel citare quelli che lei chiama &lt;a href="http://www.danielaferrando.com/it-dislogrammi.html"&gt;dislogrammi&lt;/a&gt; risolve una pluriennale questione anche per me.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Finalmente &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/scienze/scarabocchi-27feb/scarabocchi-27feb/scarabocchi-27feb.html"&gt;uno studio&lt;/a&gt; da ragione a quanti, come me, vogliono concentrarsi a modo loro su ciò che richiede attenzione, in barba a chi non capisce questo loro stato di apparente trance, o distrazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Perchè però lo faccio così spesso? Evidentemente sono sempre concentrata (su quello che voglio io, &lt;em&gt;obviously&lt;/em&gt;)!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;;-)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;ps: non so se i miei "colleghi" pubblicheranno altri post il 31. In ogni caso, colgo l'occasione per fare i migliori auguri per un proficuo 2010 a loro, a quanti ci hanno letto finora, e a quanti ci scopriranno poi!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-7548213304615383351?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/7548213304615383351/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=7548213304615383351' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/7548213304615383351'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/7548213304615383351'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2009/12/scarabocchi-e-concentrazione.html' title='Scarabocchi e concentrazione'/><author><name>Julie "Sovrappensiero"</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09139398514382646411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-Z1OkzFpLGQE/Tra0hGXvYAI/AAAAAAAAABg/7RjcpQ4o05A/s220/HOLE8.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-6002205203297767641</id><published>2009-12-09T19:34:00.013+01:00</published><updated>2009-12-14T03:08:29.813+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diagnosi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='disturbi mentali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='psicologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stigma'/><title type='text'>Diagnosi e terapia dei disturbi mentali</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In medicina uno dei momenti cruciali del processo terapeutico è  la &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Diagnosi"&gt;diagnosi&lt;/a&gt;. Infatti solamente dopo che un certo disturbo è stato identificato è possibile curarlo facendo riferimento a tutto il corpus di conoscenze scientifiche che su di esso sono state accumulate nel tempo. Semplificando, una volta diagnosticata una frattura si sa ad esempio che per curarla è bene applicare all'arto fratturato un gesso  che lo immobilizzi, così che l'osso al suo interno possa lentamente ricrescere e la funzionalità dell'arto possa essere recuperata. E' interessante notare come la diagnosi "frattura" permetta al medico di arrivare ad una terapia senza che questi debba lambiccarsi più di tanto il cervello sul perché della frattura stessa. Che si sia caduti, o scivolati, o che si sia finiti male nel tentativo di realizzare un Guinness dei primati, la soluzione sarà sempre la stessa. Non solo: una volta che il nostro braccio o la nostra gamba saranno guariti difficilmente ce li romperemo di nuovo... ...o almeno così si spera :)&lt;br /&gt;I più informati potranno ora aver pensato: "E l'&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Osteoporosi"&gt;osteoporosi&lt;/a&gt;? Come la mettiamo?" Essi avranno pensato a questo punto ad un'altra etichetta diagnostica, che individua una qualche forma di predisposizione ad avere fratture. Dico "una qualche forma", perché anche di "osteoporosi" così come di "frattura" e pressoché di ogni altra diagnosi esistono molteplici varietà. Laddove un paziente dovesse riportare molteplici fratture in un breve periodo di tempo il medico che dovesse averlo in cura potrebbe doversi preoccupare non più solo della terapia delle singole fratture ma anche della presa in carico di una osteoporosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché mi dilungo (si fa per dire) su questi disturbi fisici, di competenza medica?&lt;br /&gt;Volevo degli esempi che mostrassero chiaramente come la diagnosi è né più né meno che uno strumento, un passo del complesso processo terapeutico. Il terapeuta una volta fatta una diagnosi è in grado di ricollegare i sintomi lamentati dal paziente ad un più o meno preciso insieme di conoscenze scientifiche (o perlomeno supposte tali), e di scegliere così la o le forme di terapia che ritiene più adeguate per la cura del disturbo stesso.&lt;br /&gt;Volevo inoltre far rilevare dei concetti importanti: una cosa è il disturbo ("il male in sé"), un'altra la diagnosi ("l'etichetta che il clinico attribuisce al disturbo"), un'altra ancora (o altre ancora) le cause che determinano il disturbo stesso ("&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eziologia"&gt;eziologia&lt;/a&gt;"); rimane inoltre da considerare che una volta posta una certa diagnosi (non sempre certa, a volte solo probabile),  e quindi una volta ipotizzate la presenza di un certo disturbo nonché, se possibile, delle  eziologie per lo stesso, il clinico dovrà ancora scegliere tra molteplici forme di terapia prima che il paziente possa arrivare ad ottenere la sua tanto agognata guarigione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A cosa servono queste precisazioni?&lt;br /&gt;Per cominciare, dovrebbero metterci in guardia rispetto ad un errore fatto talvolta persino nel mondo della medicina, cioè usare etichette diagnostiche relative a dei disturbi  per identificare un paziente. Pensando al passato abbiamo l'esempio del "lebbroso", o dell' "appestato"; oppure, fino a non poco tempo fa sapevamo di dover stare attenti a parlare di "portatore di handicap" e non di handicappato (ora diremmo forse "diversamente abile" ma questa è, per così dire, un'altra storia). Nell'ambito dei disturbi mentali il pericolo e la frequenza di questa confusione è ancora maggiore:  "...lascialo stare a quello, lui è..." ...un depresso", "...un drogato", "...uno schizofrenico", etc etc. Un'etichetta diagnostica è assolutamente insufficiente già solo per identificare un disturbo, figuriamoci per descrivere una persona; anche senza considerare gli effetti dello stigma  sociale che discendono da questa identificazione (già accennati nel &lt;a href="http://bluebeardthinks.blogspot.com/2009/11/approccio-fenomenologico-e-stigma.html"&gt;precedente post&lt;/a&gt; di &lt;span class="post-author vcard"&gt;&lt;span class="fn"&gt;Sovrappensiero&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="post-timestamp"&gt;) &lt;/span&gt;l'identificazione del paziente stesso in una diagnosi è talvolta un ostacolo alla sua guarigione (es: "sono fatta così, sono anoressica").&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oggi il paradigma di studio più accreditato  delle cause all'origine di un disturbo mentale prevede che esse siano di tre diversi ordini: "bio"-"psico"-"sociali". In sostanza, perché ci sia un disturbo mentale dev'essere presente una combinazione di questi tre fattori. Grossomodo, la parte biologica fa riferimento alla base genetica di ognuno, che determina punti di forza ma anche di vulnerabilità, a seconda delle esperienze con cui poi l'individuo si dovrà confrontare (esagerando, immaginate un individuo con un comodo salvagente "in dotazione  genetica", e quanto diversamente questo gli sarebbe d'aiuto a seconda del suo doversi confrontare con il mare o con un deserto); la parte psicologica consiste, sempre grossomodo, nel modo in cui ognuno di noi ha imparato a far fronte a determinate esperienze, modo magari adatto e quanto mai di successo nella stragrande maggioranza dei casi, ma, per esempio, insufficiente di fronte ad un terremoto (o anche davanti ad altre esperienze di vita meno estreme); la parte sociale è relativa infine alla maggiore o minore efficacia con cui le reti sociali in cui siamo inseriti possono aiutarci o ostacolarci nel far fronte a determinate esperienze.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Diagnosi di disturbi mentali identiche almeno limitatamente all'etichetta (ad es. "depressione maggiore") possono avere eziologie anche molto diverse tra di loro, avere un diverso tipo di substrato biopsicogenetico, e richiedere pertanto trattamenti anche molto diversi tra loro. Attualmente, un clinico (psicologo o psicoterapeuta) che voglia davvero fare una buona diagnosi dovrà stare bene attento ad individuare l'etichetta (o le etichette) diagnostica migliore tra quelle disponibili, approfondire anamnesi, storia familiare, notizie biografiche, struttura di personalità del paziente, escludere eventuali cause biologiche, e solo allora potrà con buona approssimazione scegliere tra le terapie possibili per quel disturbo proprio quella più efficace per quel singolo paziente.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;In conclusione, è vero che una buona diagnosi ci semplifica grandemente le cose quando vogliamo avere informazioni relative all'andamento prevedibile medio di un disturbo mentale, ma ciononostante perché il disturbo mentale di un singolo paziente possa davvero essere curato la diagnosi di quello stesso disturbo non sarà che una piccola parte delle molte conoscenze che assieme al paziente dovremo acquisire non solo sulle specifiche caratteristiche del suo disturbo in particolare ma anche e soprattutto su di lui (il paziente stesso) più in generale nonché sul suo mondo "biopsicosociale".&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-6002205203297767641?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/6002205203297767641/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=6002205203297767641' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/6002205203297767641'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/6002205203297767641'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2009/12/diagnosi-e-terapia-dei-disturbi-mentali.html' title='Diagnosi e terapia dei disturbi mentali'/><author><name>Longbeard Cux</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00153756770530208773</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-6980830510142135830</id><published>2009-11-26T17:33:00.005+01:00</published><updated>2010-01-30T18:13:44.603+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='neurone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riduzionismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='correlati neurali'/><title type='text'>Correlati neurali I: esempi e introduzione</title><content type='html'>Molte persone al mondo, spesso motivate da giornali troppo zelanti, pensano che i neuroscienziati siano quasi arrivati ad una comprensione della mente umana. Cosa vorrebbe dire comprensione? Una buona definizione mi pare: "Essere in grado di spiegare, al livello più elementare possibile, come e perche un essere umano si comporta in una data maniera". È abbastanza evidente che per rispondere ad una tale domanda sia necessario sapere preventivamente &lt;span style="font-style:italic;"&gt;cosa&lt;/span&gt; accade nel cervello di una persona (dato che noi riteniamo il cervello essere l'implementazione della mente) quando essa si comporta in una data maniera. Sappiate, allora, che anche questa domanda è, in gran parte, senza risposta. Però la risposta, se ci fosse, avrebbe un nome altisonante: i &lt;span style="font-style:italic;"&gt;correlati neurali&lt;/span&gt;. Un ruolo particolare hanno ovviamente i &lt;a href="http://www.scholarpedia.org/article/Neural_correlates_of_consciousness"&gt;correlati neurali della coscienza&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei fare alcuni esempi di cosa si sa al livello di neuroni. Come abbiamo spiegato più volte, i neuroni sono cellule la cui attività si esprime tramite brevi scariche elettriche. Noi sappiamo con sicurezza che: ci sono percezioni o azioni che hanno come correlato neurale l'attività aumentata di alcuni neuroni; ci sono percezioni o azioni che hanno come correlato neurale l'attività diminuita di alcuni neuroni; neuroni correlanti con la stessa classe di rappresentazione (forma, colore, odore, movimento) simili sono facili da trovare in zone vicine del cervello; ci sono correlati che non sono l'attività aumentata o diminuità. Vi faccio alcuni esempi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Attivitá aumentata&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ve ne accorgete, ma voi &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Saccade"&gt;muovete in continuazione&lt;/a&gt; il punto di fissazione del vostro occhio. Prima di ogni micromovimento, ci sono alcuni neuroni che si attivano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Attività diminuita&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni neuroni sono più attivi se un oggetto si trova in un punto abbastanza preciso del vostro campo visivo, ma meno attivi del solito se l'oggetto si trova nelle immediate vicinanze. &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Receptive_field#Retinal_ganglion_cells"&gt;Per saperne di più.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Zone&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Neuroni che correlano con la direzione di movimento si trovano tutti in una zona particolare della corteccia visiva. Muovendosi di pochi micrometri, la classe di correlazione cambia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Correlati diversi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono neuroni che aumentano solo lievemente la loro attività poco prima di un segnale motorio, mentre la regolarità della loro attività aumenta molto di più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo riguarda il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;cosa&lt;/span&gt;. Ovviamente, sapere &lt;span style="font-style:italic;"&gt;come&lt;/span&gt; vengono manipolate queste rappresentazioni è ancora molto, ma molto, ma molto al di là di venire. È capire se è possibile ridurre la mente ai suoi correlati neurali è una domanda probabilmente destinata a rimanere per sempre senza risposta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-6980830510142135830?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/6980830510142135830/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=6980830510142135830' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/6980830510142135830'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/6980830510142135830'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2009/11/correlati-neurali.html' title='Correlati neurali I: esempi e introduzione'/><author><name>Lap(l)aciano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11248894666182819759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-7287915593436397481</id><published>2009-11-10T23:08:00.002+01:00</published><updated>2009-11-10T23:08:00.863+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Rinforzo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='apprendimento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Droga'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dipendenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nicotina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ricompensa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Condizionamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Amore'/><title type='text'>Reinforcement learning, parte prima: la ricompensa</title><content type='html'>Ho partecipato di recente a un convegno in Turchia, al quale era presente, tra gli altri, &lt;a href="http://www.colorado.edu/neuroscienceprogram/center/people/allan_collins.html"&gt;Allan Collins&lt;/a&gt;, il guru della nicotina.&lt;br /&gt;Quando si parla di fumo si va subito alla dipendenza, al consumo di droghe, a come smettere. Ed ecco la prospettiva offerta dal luminare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nicotina è un composto agonista dell'aceticolina, un neurotrasmettitore presente nel sistema nervoso centrale e periferico. Normalmente l'aceticolina liberata da un neurone trasmittente si lega al recettore presente sulla superficie del neurone ricevente e scatena una certa risposta, a seconda delle proprietà del recettore. Quando é presente la nicotina, questa si lega al recettore al posto dell'aceticolina, attivandolo: perciò è detta "agonista".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esistono recettori diversi per lo stesso neurotrasmettitore. Nel caso dell'aceticolina c'é un recettore chiamato "nicotinico", perchè vi si lega la nicotina, e uno chiamato "muscarinico", perché vi si lega la &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Muscarina"&gt;Muscarina&lt;/a&gt;. Quest'ultimo non ci interessa al momento.&lt;br /&gt;Il recettore nicotinico é un canale, cioè una proteina con una cavità che, qualora "aperta" dalla giusta chiave, permette il passaggio di molecole responsabili della trasmissione del messaggio.&lt;br /&gt;Il panorama é ancor più vario: ogni canale è costituito da piú subunità, che vengono assemblate per costruire il canale. Il nostro organismo è in grado di fabbricare subunità diverse anche per lo stesso canale, combinandole poi variamente per ottenere canali con proprietà leggermente diverse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando si fuma si attivano indiscriminatamente tutti i canali nicotinici. Alcuni sono responsabili del benessere dato dal fumo per via del loro collegamento con neuroni dopaminergici. Altri canali agiscono nel sistema nervoso periferico procurando dolori di stomaco e altre sensazioni sgradevoli. Quello che in ultima analisi il fumatore ricerca é una po' di dopamina in piú, e per farlo si accolla il rischio di cancro, il sapore amaro della nicotina, le sgradevoli sensazioni intestinali.&lt;br /&gt;Questo è un comportamento appreso: nessuno "nasce fumato".&lt;br /&gt;Si apprende grazie a un particolare circuito che sfrutta la dopamina. Semplificando, una certa azione guida a un rilascio di dopamina nel cervello, e da ciò l'organismo "capisce" che l'azione che ha preceduto il rilascio di dopamina è una cosa buona, ed è bene prendere l'abitudine di compiere questa azione. È un tipo di &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Operant_conditioning"&gt;condizionamento operante&lt;/a&gt;. Detto con un esempio, il mio andare in pizzeria é ricompensato da una buona pizza (cibo, rinforzo primario), mi sento bene e ci voglio tornare. Mi costa denaro, quindi devo lavorare per tornare in pizzeria. Lavorando ottengo i soldi necessari a procurarmi la pizza: col tempo il recarsi in pizzeria perde di significato e sposto l'azione decisiva sul lavoro e la ricompensa sul denaro (rinforzo secondario).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così ragionava Allan Collins: perchè devo fumare e procurarmi inconvenienti per una spremutina di dopamina? Non esiste un farmaco più specifico, che si attacchi solo ai recettori responsabili delle sensazioni positive? Ma certo. Il concetto non é la nicotina, ma la ricompensa. Ebbene, ci sono altre ricompense: il sesso, ad esempio, fornisce col piacere un rinforzo primario. Col tempo questo rinforzo primario può essere parzialmente o interamente sostituito da un bacio, dal parlare con la persona amata, dal vedere la persona amata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'amore è il farmaco piú specifico per procurarci il benessere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-7287915593436397481?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/7287915593436397481/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=7287915593436397481' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/7287915593436397481'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/7287915593436397481'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2009/10/reinforcement-learning-parte-prima-la.html' title='Reinforcement learning, parte prima: la ricompensa'/><author><name>Bluebeardburns</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11805716524353568676</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-2445261449404738379</id><published>2009-11-03T16:44:00.013+01:00</published><updated>2009-11-03T18:12:37.316+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Van Gogh'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='TSO'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='legge 180'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='psicologia fenomenologica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cézanne'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Basaglia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ligabue'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='San Clemente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Goffmann'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stigma'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arte'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carol Rambo'/><title type='text'>Approccio fenomenologico e stigma.</title><content type='html'>Ritornavo quasi per caso sulle parole di &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=SgT8bHeirZY"&gt;Vincent&lt;/a&gt;, su cui mi ero già fermata a riflettere non troppo tempo fa all'interno di un progetto italonorvegese (ancora &lt;em&gt;in fieri&lt;/em&gt;) sulla salute mentale, e non ho potuto fare a meno di riproporvi su un caro vecchio problema metodologico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più volte mi sono trovata a condividere gli approcci fenomenologici, sia in psicologia che nelle scienze sociali, convinta del fatto che il lavoro sull'unicità abbia delle corsie preferenziali per la rimozione delle cause dei problemi umani, e che quindi anche una minore standardizzazione metodologica possa meglio ritagliarsi sulle esigenze dell'oggetto di studio senza inficiare le impellenze conoscitive del così detto "scienziato".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma giunta ormai a un bivio, alla necessità, cioè, di fare una scelta, mi rendo conto che è proprio dalla definizione classica di studioso che devo partire, se voglio cambiare il punto di vista.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La salute mentale è un ambito decisamente toccante e coinvolgente, perchè, a meno che non si rimanga su un piano estremamente superficiale, ti costringe a guardarti in faccia e comprendere i tuoi fantasmi e pregiudizi, prima ancora di poter "capire" veramente gli altri.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Con un'espressione un tantino weberiana - passatemela... anzi colgo l'occasione per condividere &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Max_Weber"&gt;uno dei miei oggetti di venerazione &lt;/a&gt;^_^ - partirei dal fatto che il vero poblema è la &lt;em&gt;comprensione&lt;/em&gt;. E - rivelo subito chi è l'assassino - attraverso la comprensione passa e si articola il problema del pregiudizio e quindi dello stigma, e dei sui annessi e connessi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci sono "casi", che non saprei dire se più commuoventi o più fortunati, che hanno espresso il proprio disagio mentale attraverso l'arte. O un qualcosa che la società identificava come tale. Nei loro confronti mi è parso, e potrei citare Van Gogh o &lt;a href="http://www.uniurb.it/psicologia/docenti/Dagostino/merlau.pdf"&gt;Cézanne&lt;/a&gt; come casi noti, che il dibattito scientifico abbia più facimente ammesso un approccio fenomenologico al problema. Non solo: nel sentire comune il loro esser diversi pareva un'eventualità con cui ci si deve aspettar di fare i conti quando si è artista.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In altre parole, i grandi artisti aflitti da disagio mentale avevano una &lt;em&gt;chance&lt;/em&gt; in più dei loro "equivalenti mentali" (ammesso e non concesso che si possa fare un'equivalenza tra menti... è una semplificazione), una &lt;em&gt;minima riserva inscalfibile di dignità&lt;/em&gt; . E l'accesso ad almeno alcuni "rituali sociali" (un esempio italiano può esser la &lt;a href="http://www.archimagazine.com/rdallaligabue.htm"&gt;vita di Ligabue&lt;/a&gt;).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma per tutti i "Vincent" ospedalizzati, trascurati fino a che non resta altra risposta se non il &lt;a href="http://www.altrodiritto.unifi.it/devianza/sbordoni/nav.htm?cap4.htm"&gt;TSO&lt;/a&gt; (e per il bene di chi? Del "paziente" o di chi gli sta intorno?), isolati, dimenticati dai familiari, dagli amici, dal &lt;em&gt;welfare&lt;/em&gt;, chi è disposto a stare ad ascoltare? Chi si assumerà il ruolo di accoglierne pienamente le istanze, il punto di vista? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Possiamo sperare, immutate le posizioni scientifiche tradizionali (o rinviata la riflessione su quelle che ri-propongono una nuova via, per esempio &lt;a href="http://http//www.carolrambo.com/articles/mrmother.pdf"&gt;questa&lt;/a&gt;), che gli studiosi deputati a raccogliere le istanze di questi testimoni privilegiati smettano di adattare il contenuto - la vita dei pazienti psichiatrici - al contenitore - la scienza, e capiscano l'importanza di adattare semmai il contenitore al contenuto?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Trent'anni fa un mal canalizzato entusiasmo post-&lt;a href="http://info.smkb.ac.il/home/home.exe/2710/2901"&gt;Goffmann &lt;/a&gt;portò molti esperti (&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Basaglia"&gt;Basaglia&lt;/a&gt; in prima fila per quanto riguardava l' Italia) a ritrattare tutto: riforme a tappeto (anche senza le disponibilità economiche per attuarle), rinegoziazione del rapporto medico-paziente (guardate se vi capita il film-documentario &lt;a href="http://www.imdb.com/title/tt0176117/"&gt;San Clemente&lt;/a&gt;, una produzione francese che riuscì a coglier il clima culturale e politico della &lt;a href="http://www.legge180.it/"&gt;L.180 &lt;/a&gt;per intercessione di Basaglia stesso)... ma nel frattempo la mal disposizione nei confronti degli utenti psichiatrici, la diffidenza sociale, o, per dirla nelle giuste parole, lo &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stigmatizzazione_(scienze_sociali)"&gt;stigma&lt;/a&gt;, sono davvero venuti meno?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sicuramente in molti - specialmente i c.d. utenti - avranno pensato che &lt;em&gt;"gli altri" avrebbero finalmente ascoltato le loro ragioni&lt;/em&gt;. Dopo tanti anni e tante sperimentazioni, però, la sensazione è che ci sia ancora molta strada da fare e che se il mondo scientifico (quello che a mio avviso ha maggiore responsabilità nel condizionamento ed avvallamento dei pensieri e delle pratiche del &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Senso_comune#Il_senso_comune_nel_pensiero_odierno"&gt;senso comune&lt;/a&gt;) non cambierà rotta, riprendendo le conclusioni della &lt;a href="http://www.lyrics007.com/Don%20McLean%20Lyrics/Vincent%20Lyrics.html"&gt;canzone di McLean&lt;/a&gt;, &lt;em&gt;perhaps they never will&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-2445261449404738379?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/2445261449404738379/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=2445261449404738379' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/2445261449404738379'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/2445261449404738379'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2009/11/approccio-fenomenologico-e-stigma.html' title='Approccio fenomenologico e stigma.'/><author><name>Julie "Sovrappensiero"</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09139398514382646411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-Z1OkzFpLGQE/Tra0hGXvYAI/AAAAAAAAABg/7RjcpQ4o05A/s220/HOLE8.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-5627060593392871675</id><published>2009-10-23T23:03:00.005+02:00</published><updated>2009-10-31T14:51:50.201+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='von Neumann'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='reti neurali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Damasio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='connessionismo'/><title type='text'>Connessionismo. Un'introduzione</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per la comprensione della mente umana o anche solo di suoi singoli aspetti sono state utilizzate nel tempo diverse metafore, ed in particolare una nuova metafora, quella del computer, ha preso sempre più piede negli ultimi anni nell'ambito dello studio dei processi psicologici; essa s'è affermata contemporaneamente al diffondersi del cognitivismo come nuovo paradigma di ricerca in psicologia e con la  visione dell'uomo come elaboratore di informazioni  che questo ha spesso portato con sé. Il computer, anch'esso elaboratore di informazioni, grazie alla sua ormai "classica" distinzione tra hardware e software offre diversi spunti che sembrano aiutarci a capire qualcosa di più dell'uomo diviso tra mente e corpo, o tra mente e cervello. Però, nonostante il progressivo prevalere da Cartesio in poi della distinzione mente-corpo, e nonostante la tradizione ormai secolare che questa idea può vantare, è possibile ritrovare voci critiche, fuori dal coro, che ci mettono in guardia contro l'applicazione troppo semplicistica di questo dualismo (si pensi alla psicologia o alla medicina psicosomatica o, per rimanere in un ambito più vicino alle neuroscienze, alle idee sviluppate ad esempio da Antonio Damasio, 1994); ed in effetti è possibile ritrovare metafore alternative a quella del computer che permettono di andare oltre l'idea di un sistema cognitivo da studiare come cosa totalmente diversa rispetto alle reti cerebrali da cui esso è sostanziato. Ad esempio i primi computer svolgevano le varie funzioni logiche per cui erano stati sviluppati per mezzo della stessa struttura fisica che li costituiva (von Neumann, 1966); leggendo lo stesso von Neumann si scopre come sia stato in buona misura per un motivo opportunistico, e cioè a causa dell'inaffidabilità dei materiali di cui i primi calcolatori erano costituiti, che man mano si è arrivati all'espediente della distinzione tra hardware, inteso come struttura fisica di un computer, e software, inteso in maniera ampia come le varie funzionalità che un dato hardware è in grado di gestire.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C'è un paradigma di studio in particolare che ci permette di salvaguardare l'importante legame che è possibile intravedere tra la struttura delle nostre reti neuronali cerebrali ed il funzionamento della nostra mente: si tratta del paradigma connessionista, che ha il suo "manifesto" nel libro di Rumelhart &amp;amp; McClelland (1986) "Parallel distributed processing:  explorations in the microstructure of cognition". Tramite questo paradigma è possibile in qualche modo giovarsi del rigore e della precisione formale propri dei modelli matematici, essere contemporaneamente attenti al lato psicologico dei fenomeni oggetto di studio (percezione, memoria, linguaggio, ragionamento, etc.), e infine recepire le indicazioni provenienti da vari studi più propriamente "biologici", di tipo neuropsicologico e di neuroimmagine.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Secondo questo paradigma l'elaborazione delle informazioni avviene nel nostro sistema cognitivo in modo parallelo, distribuito ed interattivo. I modelli connessionisti (o “reti neurali”) sono composti da unità (“neuroni virtuali”) aventi ognuna un certo valore d'attivazione (consistente in un semplice numero reale), e collegate tra loro da connessioni pesate (e cioè in qualche modo regolabili) di tipo eccitatorio o inibitorio (cioè esse rispettivamente possono aumentare o diminuire l'attivazione del neurone a cui si connettono). Quando un certo input, stimolo, è somministrato ad un sotto-insieme delle unità che compongono la rete, l'attivazione che questo input determina in esse si propaga per mezzo delle varie connessioni lungo tutta la rete, arrivando a determinare una certa attivazione finale nel sottoinsieme di unità di output (di uscita) della rete; questa attivazione finale dipende oltre che dalle connessioni esistenti anche dalla loro maggiore o minore forza. Per far sì che ad un certo numero di input corrisponda un determinato numero di ben precisi output si può fare affidamento su una serie di algoritmi creati appositamente per allenare secondo diversi criteri una rete neurale, oppure si possono anche settare le varie connessioni manualmente, a seconda del fenomeno che si desidera simulare e degli scopi per cui la rete viene costruita.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le potenzialità di questo paradigma consistono soprattutto nella sua capacità di superare l'ottica di una divisione troppo netta tra mente e cervello, e negli spunti che esso offre a favore di una visione complessa e di interazione dei fenomeni oggetto di indagine. Ad esempio l'approccio connessionista getta una nuova luce sulla contrapposizione storica tra empirismo e innatismo, dal momento che i suoi modelli sono costituiti da un'ossatura innata su cui si innestano diversi processi per mezzo dei quali avviene un vero e proprio apprendimento su base empirica (il “training” di preparazione a cui vengono sottoposte le reti). Ancora, questo approccio porta nuovi contributi alla altrettanto storica contrapposizione tra elementismo e approccio molare, globale, in quanto i modelli connessionisti sostituiscono l'elaborazione localizzata dei simboli con operazioni distribuite, operazioni che danno luogo all'emergenza di proprietà globali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In letteratura sono ormai noti diversi vantaggi e svantaggi dell'approccio connessionista rispetto all'approccio teorico simbolico classico di simulazione e teorizzazione dei processi cognitivi. Per quanto riguarda i vantaggi, le reti neurali sono robuste e flessibili: la distruzione di alcune unità di una rete neurale o la presenza di un input ambiguo causano un decadimento solo parziale delle prestazioni della rete; al contrario un modello realizzato secondo un approccio puramente simbolico che venga danneggiato o testato con input ambigui di solito fallisce completamente il suo obiettivo. Ancora, le reti neurali hanno delle capacità spontanee di generalizzazione assenti nei modelli classici, per cui ad esempio in compiti di categorizzazione riescono a gestire meglio le eccezioni e gli stimoli nuovi. Tra gli svantaggi bisogna certamente considerare invece che i modelli attuali non considerano molte delle differenze tra i diversi tipi di neuroni cerebrali, e non sono in grado ad esempio di simulare una importante proprietà dell'apprendimento umano: mentre le reti necessitano di lunghi cicli di apprendimento per arrivare a eseguire correttamente i loro compiti, all'uomo e a molti animali basta spesso fare esperienza una sola volta di un dato pericolo per apprendere ad esempio una risposta di evitamento.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ulteriori riferimenti biliografici:&lt;br /&gt;     Damasio, A. R. (1994). Descartes' Error: Emotion, Reason, and the Human Brain. New York: Putnam Publishing&lt;br /&gt;     Garson, J. (pubblicato 2007, consultato Settembre 2008). Disponibile su http://plato.stanford.edu/entries/connectionism/&lt;br /&gt;     von Neumann, J. (1966). Theory of self-reproducing automata. Ed. by Arthur W. Burks. USA: University of Illinois.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-5627060593392871675?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/5627060593392871675/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=5627060593392871675' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/5627060593392871675'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/5627060593392871675'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2009/10/connessionismo-unintroduzione.html' title='Connessionismo. Un&apos;introduzione'/><author><name>Longbeard Cux</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00153756770530208773</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-9117219828649094909</id><published>2009-10-12T18:47:00.004+02:00</published><updated>2009-10-15T13:57:54.100+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='apprendimento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='reti neurali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riduzionismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='proprietà emergenti'/><title type='text'>Livelli di apprendimento</title><content type='html'>Uno degli argomenti più importanti delle  neuroscienze è l'apprendimento; è una sfida fondamentale capire quali sono gli algoritmi che permettono l'apprendimento. E, ovviamente, se tali sono veri algoritmi nel senso &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Macchina_di_Turing"&gt;turinghiano&lt;/a&gt; del termine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oovviamente non ci riferiamo solamente all'apprendimento scolastico, o, in generale, in ambito umano. Ci riferiamo, invece, ad un concetto molto più ampio. Adesso andremo ad esaminare alcuni livelli a cui può avvenire l'apprendimento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piccola premessa: queste sono solo le mie personali opinioni in proposito, e non intendo dire nulla di definitivo, o anche solo di autenticamente scientifico, sulla questione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Apprendimento &lt;strike&gt;esplicito&lt;/strike&gt; eteronomo: con questo indico l'apprendimento che sono in grado di portare a termine esseri viventi se addestrati. In questo rientrano gran parte dell'educazione umana, ma anche l'addestramento di cani e cavalli da parte dell'uomo; l'educazione alla caccia negli animali. La trasmissione, insomma, di comportamenti non-innati fra individui diversi. La cultura, in senso lato, se volete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Apprendimento &lt;strike&gt;implicito&lt;/strike&gt; autonomo: ogni essere vivente, se esposto ad una pressione ambientale, modifica il suo comportamento per adattarsi all'ambiente. Questo vale sia per animali dotati di facoltà intellettive mediamente superiori, diciamo mammiferi ed uccelli, sia per animali dotati di facoltà inferiori, come i pesci o gli insetti. Vi faccio due esempi che mi hanno colpito molto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allo zoo di Stoccarda ci sono molte zone per animali delimitate da fossati, piuttosto che da gabbie. In tali fossati vivono carpe. Se vi avvicinate per osservare gli animali proiettando un ombra sul fossatto, osserverete che le carpe vengono a galla aprendo la bocca. Evidentemente hanno appreso che spesso e volentieri i visitatori lanciano loro da mangiare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad un livello ancora più primitivo: il &lt;a href="http://de.wikipedia.org/wiki/Caenorhabditis_elegans"&gt;C. Elegans&lt;/a&gt; memorizza durante i primi stadi del suo sviluppo la temperatura a cui è stato cresciuto, e tende a muoversi sempre verso temperature simili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'esempio di C. Elegans è decisamente estremo! Infatti il nostro nematode dispone di poche centinaia di neuroni; quindi vediamo come il comportamento di movimento deve essere in qualche maniera codificato all'interno di questa piccola rete neurale, tramite le sue connessioni con i neuroni sensoriali. Questo ci porta all'apprendimento di livello più basso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Apprendimento parametrico: questo è quello che realizzano le reti neurali; un certo output della rete neurale viene premiato o meno con una ricompensa (virtuale) e, a seconda di questa ricompensa, vengono rinforzate o modificate le connesioni, in maniera tale che la rete tenda ad ottimizzare la ricompensa che ottiene. Questo è il principio del &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Reinforcement_learning"&gt;reinforcement learning&lt;/a&gt;. Ovviamente, per questo tipo di apprendimento è necessaria un'istanza superiore che elargisca la ricompensa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quali sono le grande sfide delle neuroscienze? Vediamone alcune:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- capire quali sono i meccanismi esatti dell'apprendimento parametrico;&lt;br /&gt;- cosa sono le istanze ricompensanti dei vari circuiti;&lt;br /&gt;- capire quali e quanti sono i livelli dell'apprendimento implicito e come sono legati fra loro;&lt;br /&gt;- capire come è possibile l'&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Emergence"&gt;emergenza&lt;/a&gt; dell'apprendimento esplicito ad un livello più alto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capite la difficoltà dell'impresa?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-9117219828649094909?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/9117219828649094909/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=9117219828649094909' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/9117219828649094909'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/9117219828649094909'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2009/10/livelli-di-apprendimento.html' title='Livelli di apprendimento'/><author><name>Lap(l)aciano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11248894666182819759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-7085036748262153802</id><published>2009-09-29T15:19:00.000+02:00</published><updated>2009-09-29T15:23:32.103+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='apprendimento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tecniche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lettura'/><title type='text'>Apprendimento e memoria I : Tecniche 3. Lettura rapida</title><content type='html'>Mai sentito parlare di quei corsi che, una volta sborsata la cifra dovuta, vi permetteranno di leggere libro in un terzo, un quarto o un quinto del tempo? "Lettura rapida" la chiamano, e forse puó non attrarre il lettore di romanzi, che trae dalla sua attività svago e relax, ma quando si tratta di divoratori di saggi, la lettura rapida é un miraggio, una bellissima &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fata_Morgana_%28ottica%29"&gt;fata Morgana&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quanto membro della seconda categoria di lettori ho letto un libro, completo di esercizi, sulla lettura rapida, dopo che alcuni amici avevano fatto un corso, senza peraltro ottenere alcun risultato degno di nota.&lt;br /&gt;Generalmente si leggono 200-250 parole al minuto (ppm). Chi applica le tecniche di lettura rapida viaggia sulle 1000 ppm con una comprensione ancora apprezzabile, e alcuni leggono 5000 oppure 10000 ppm.&lt;br /&gt;Io mi sono fermato a 700 ppm, poi ho smesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il punto è che noi vorremmo, sì, leggere più rapidamente, ma non vogliamo rinunciare a comprendere e ricordare ciò che abbiamo letto. Per garantire l'apprendimento alla fine di ogni capitolo ci sono degli esercizi, consistenti in storielle al termine delle quali c'è una serie di domande. In base alle risposte si ricava un punteggio che quantifica la comprensione come percentuale rispetto al massimo punteggio ottenibile. Ho abbandonato la lettura rapida quando ho constatato che, nonostante ottenessi punteggi ragguardevoli su questo libello, i miei tentativi di applicare la lettura rapida a libri di testo conducevano a risultati disastrosi - con una fatica notevole, in quanto la tecnica in sè é piuttosto faticosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vediamo come funziona e perchè funziona così.&lt;br /&gt;Secondo i promotori della lettura rapida, la lettura comune é lenta in quanto procede parola per parola. Eppure il nostro campo visivo ci consente di leggere più di una parola per volta. Non solo: spesso pronunciamo mentalmente quello che leggiamo, rallentando ulteriormente, e tale lentezza conduce a una distrazione fatale. L'argomento tipico è: mentre leggi un libro di storia, la parola "Spagna", lasciata risuonare nella nostra coscienza, rievoca i ricordi dell'ultima vacanza, e della rivoluzione degli anni '30, descritta nel seguito del testo che stiamo leggendo, non ci resta piú nulla. Riassumiamo i punti in cui si potrebbe dunque migliorare:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Più parole per volta: ci si allena per espandere, o per meglio sfruttare, il campo visivo periferico;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Eliminare la vocalizzazione mentale: gli occhi sono capaci di cogliere le parole più rapidamente di quanto queste possano essere pronunciate, sia pur solo mentalmente;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Concentrarsi: é necessario focalizzarsi su ciò che si legge, senza lasciarsi distrarre dalle associazioni spontanee.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;In pratica però &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Speed_reading"&gt;io non sono il solo&lt;/a&gt; a sollevare dubbi sull'efficacia della lettura rapida in merito alla comprensione del testo, in particolare quando il contenuto diventa più difficile. Per farvi vedere come secondo me funziona il tutto, vi faccio un esempio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggiamo &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/cronaca/ragazzo-marocchino/ragazzo-marocchino/ragazzo-marocchino.html"&gt;questo &lt;/a&gt;articolo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Un ragazzo marocchino di 14 anni è stato ferito con una coltellata alla schiena, dopo una lite per i troppi complimenti rivolti da un giovane alla ragazzina italiana che passeggiava con lui. E' stato giudicato guaribile in pochi giorni, ma poi dovrà vedersela con la giustizia. I carabinieri lo hanno infatti denunciato in stato di libertà, perchè irregolare sul territorio italiano. L'aggressore, probabilmente un connazionale, è scappato.&lt;br /&gt;                                   &lt;br /&gt;E' successo a Bergamo la notte scorsa, intorno all'una e mezza, in via Foro Boario, nei pressi di un bar. Il ragazzo marocchino stava passeggiando mano nella mano con una coetanea italiana, quando si è avvicinato un altro giovane, probabilmente già maggiorenne ed extracomunitario, che ha cominciato a rivolgere complimenti sempre più pesanti alla ragazzina.&lt;br /&gt;                                   &lt;br /&gt;Il quattordicenne lo ha invitato ad andarsene, ma poi è scoppiata una lite. Il ragazzino e la sua compagna hanno cercato di andarsene, ma a quel punto il più grande ha tirato fuori un coltello e ha colpito il quattordicenne alla schiena.&lt;br /&gt;                  &lt;!-- fine TESTO --&gt;          &lt;span class="date"&gt;(&lt;i&gt;&lt;!-- inizio DATA --&gt;27 settembre 2009&lt;!-- fine DATA --&gt;&lt;/i&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Cerchiamo ora di ottimizzare il rapporto tra la quantità di informazione ricavata e il tempo impiegato. La tecnica qui illustrata si chiama &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Speed_reading"&gt;skimming&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; Un &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ragazzo marocchino &lt;/span&gt;di 14 anni è stato &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ferito &lt;/span&gt;con una &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;coltellata alla schiena&lt;/span&gt;, dopo una lite per i troppi &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;complimenti &lt;/span&gt;rivolti da un giovane alla &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ragazzina italiana&lt;/span&gt; che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;passeggiava con lui&lt;/span&gt;. E' stato giudicato guaribile in pochi giorni, ma poi dovrà vedersela con la giustizia. I carabinieri lo hanno infatti &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;denunciato &lt;/span&gt;in stato di libertà, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;perchè irregolare&lt;/span&gt; sul territorio italiano. L'&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;aggressore&lt;/span&gt;, probabilmente un connazionale, è &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;scappato&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;                                    &lt;br /&gt;E' successo a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Bergamo &lt;/span&gt;la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;notte &lt;/span&gt;scorsa, intorno all'una e mezza, in via Foro Boario, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;nei pressi di un bar&lt;/span&gt;. Il ragazzo marocchino stava passeggiando mano nella mano con una coetanea italiana, quando si è avvicinato &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;un altro giovane&lt;/span&gt;, probabilmente già maggiorenne ed &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;extracomunitario&lt;/span&gt;, che ha cominciato a rivolgere complimenti sempre più pesanti alla ragazzina.&lt;br /&gt;                                    &lt;br /&gt;Il quattordicenne lo ha invitato ad andarsene, ma poi è scoppiata una lite. Il ragazzino e la sua compagna hanno cercato di andarsene, ma a quel punto il più grande ha tirato fuori un coltello e ha colpito il quattordicenne alla schiena. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Mettendo insieme le parole in grassetto si ricavano le informazioni principali, che in questo articolo si trovano tutte nella prima parte. E ora vediamo qual era il titolo dell'articolo:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;Ferito perché difendeva ragazza italiana Ma è clandestino, e viene denunciato&lt;/b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In pratica questo testo é facile da decodificare velocemente, perchè ha una struttura chiara, logica e poggia su un substrato culturale che ci é ben noto. Basta cercare alcune parole chiave per ricostruire una storia sensata che si memorizza e si ri-racconta con facilità. Se da un lato é molto facile da comprendere, dall'altro siamo abituati a questo genere di struttura, cioè nella nostra mente c'é una struttura preordinata che accoglie bene queste informazioni. Su questo abbiamo &lt;a href="http://bluebeardthinks.blogspot.com/2008/05/difficile-serenit.html"&gt;già&lt;/a&gt; scritto.&lt;br /&gt;Leggiamo un &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Talamo"&gt;testo diverso&lt;/a&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Il talamo è un ammasso di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sostanza_grigia" title="Sostanza grigia"&gt;sostanza grigia&lt;/a&gt;, con sostanza bianca nello strato zonale che ne riveste la superficie superiore e nelle lamine midollari interna ed esterna. La &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lamina_midollare_interna" title="Lamina midollare interna"&gt;lamina midollare interna&lt;/a&gt; si biforca anteriormente a Y, e divide il talamo principalmente in nuclei anteriori (compresi nella biforcazione), nuclei mediali e nuclei laterali. I nuclei laterali vengono distinti in dorsali e ventrali. Inoltre vi sono i nuclei intralaminari nello spessore della lamina midollare interna, il nucleo reticolare posto lungo la superficie laterale del talamo e i nuclei della linea mediana del talamo posti sulla superficie mediale dello stesso. La lamina midollare esterna separa il nucleo reticolare dal resto della sostanza grigia talamica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Proviamo &lt;/span&gt;ad enucleare le informazioni più importanti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;talamo &lt;/span&gt;è un &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ammasso di &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sostanza_grigia" title="Sostanza grigia"&gt;sostanza grigia&lt;/a&gt;, con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;sostanza bianca&lt;/span&gt; nello strato zonale che ne riveste la superficie superiore e&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; nelle lamine midollari&lt;/span&gt; interna ed esterna. La &lt;a style="font-weight: bold;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lamina_midollare_interna" title="Lamina midollare interna"&gt;lamina midollare interna&lt;/a&gt; si &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;biforca anteriormente a Y&lt;/span&gt;, e divide il talamo principalmente in &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;nuclei anteriori&lt;/span&gt; (compresi nella biforcazione),&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; nuclei mediali&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;nuclei laterali&lt;/span&gt;. I nuclei laterali vengono distinti in &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;dorsali &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ventrali&lt;/span&gt;. Inoltre vi sono i &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;nuclei intralaminari&lt;/span&gt; nello spessore della lamina midollare interna, il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;nucleo reticolare&lt;/span&gt; posto lungo la superficie laterale del talamo e i &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;nuclei della linea mediana&lt;/span&gt; del talamo posti sulla superficie mediale dello stesso. La lamina midollare esterna separa il nucleo reticolare dal resto della sostanza grigia talamica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Questa volta il gioco di riunire le parole chiave ci lascia con un elenco di nomi privo di significato. Questo testo non solo è molto più denso di informazioni del precedente, ma gran parte dell'informazione sta nei legami tra le parole e in strutture grammaticali, come avverbi e preposizioni ("anteriormente", "sulla superficie mediale"), che non portano altrettanta informazione nel racconto di un fatto. Oltretutto le parole sono poco frequenti, perciò è necessario più tempo per processarle. Leggere questo trafiletto di fretta ha invariabilmente il risultato di avvicinare la comprensione allo zero.&lt;br /&gt;Di sfuggita, aggiungiamo che il linguaggio non é la forma più adatta a questa descrizione, per questo esistono gli atlanti di anatomia,  e perciò le &lt;a href="http://bluebeardthinks.blogspot.com/2009/03/cose-una-mappa-mentale-giusto-per-avere.html"&gt;mappe mentali &lt;/a&gt;hanno un vantaggio considerevole rispetto ai riassunti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In casi come questo, leggere con calma e decodificare le parole una per volta diventa insostituibile.&lt;br /&gt;E per memorizzare?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certamente è necessario decodificare l'informazione prima di memorizzarla e attuare una tecnica appropriata, in questo caso non verbale. Ma facciamo alcune osservazioni circa la pronunica mentale delle parole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In primis, qualunque cosa noi vogliamo memorizzare in modo dichiarativo, ossia tale da permetterci in seguito di ripeterlo, deve passare attraverso la memoria di lavoro. Questo tipo di memoria é multimodale, cioè processa informazioni visive e acustiche. Per cui privarsi di uno dei due canali è uno svantaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In secundis, questo svantaggio lo compensiamo forse distraendoci meno? Improbabile. Per la memorizzazione, infatti, è fondamentale l'elaborazione semantica, benché sia un processo che richiede tempo. In altri termini, è assolutamente utile alla memoria pensare alla vacanza in Spagna mentre si legge della rivoluzione spagnola, in quanto facilita la "cattura" di quello che stiamo leggendo. Anche se costa più tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tertiis, potremmo obiettare che risparmiando l'80% del tempo possiamo leggere il trafiletto 3 volte, così da ridurre il nostro risparmio al 40%, ma ottenere una comprensione migliore. Senz'altro questo migliora la performance. Ma anche così i primi due punti che ho menzionato restano, e la lettura rapida è alquanto stressante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non comprate un corso di lettura rapida. Spendete al massimo 10 € per un libro, piuttosto che 500 € per un corso: sappiate, infatti, che se non avete la motivazione per arrivare alla fine del libro, neppure facendo un corso vi eserciterete a sufficienza per impadronirvi della tecnica. Tecnica che, in ogni caso, va bene solo per leggere il quotidiano ;)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-7085036748262153802?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/7085036748262153802/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=7085036748262153802' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/7085036748262153802'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/7085036748262153802'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2008/10/apprendimento-e-memoria-i-tecniche-3.html' title='Apprendimento e memoria I : Tecniche 3. Lettura rapida'/><author><name>Bluebeardburns</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-5074764385320716376</id><published>2009-08-30T01:43:00.005+02:00</published><updated>2009-10-31T15:18:53.309+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comprendere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='psicologia'/><title type='text'>Comprendere</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' poi così tanto difficile comprendere gli altri? Non è qualcosa di spontaneo e naturale? A che pro, ad esempio, una figura professionale "fatta apposta per la comprensione degli altri" (quella dello psicologo)?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un ottimo autore, Antonio Alberto Semi, fa notare in un suo libro la distinzione tra "facile-difficile" e "semplice-complesso". Non starò qui a ripeterla, ci si arriva con un po' di riflessione e/o di ricerca. Ad ogni modo, comprendere non è poi così difficile ma è complesso. Per comprendere la gente occorre rispettare degli accorgimenti ben precisi: per prima cosa, bisogna ascoltare la persona che si vuole comprendere; poi, bisogna riflettere sulle diverse ipotesi che inevitabilmente ci si fa riguardo quanto ascoltato/osservato; infine, bisogna confrontare le  ipotesi che via via ci si forma su quanto  capito con le intenzioni/idee del parlante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più nei dettagli, "ascoltare" vuol dire mettere momentaneamente da parte le proprie idee e i propri giudizi su quanto pensiamo stia per essere detto, per poter far posto soltanto a quanto verrà effettivamente detto. Fatto questo, bisogna raccogliere le idee e riflettere su quanto si è ascoltato, cominciando dal saperlo ricapitolare e ripetere nella maniera più fedele possibile rispetto all'originale.&lt;br /&gt;Ricapitolando e ripetendo fedelmente con l'interlocutore quanto ascoltato si vedrà che questi spesso aggiungerà cose nuove, quelle che erano per così dire seppellite tra le pieghe di quanto era stato detto. Ancora, ricapitolando quanto detto spesso ci si renderà conto di avere dei punti oscuri su quanto appena ascoltato, dei significati non colti, o quanto meno non del tutto colti. Chiedere all'interlocutore dei chiarimenti su questi punti sarà qui essenziale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A cosa serve attenersi a questi accorgimenti? Sostanzialmente a tre cose: primo, evitare fraintendimenti. Secondo, permettere al parlante di riordinare ulteriormente le sue idee, assieme a noi. Terzo, evitare di imbeccare noi stessi le risposte, di metterci troppo in mezzo con i nostri preconcetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che effetto si può ottenere con questi accorgimenti?&lt;br /&gt;Intanto, se proprio non si avranno effetti positivi quanto meno si eviterà all'interlocutore la frustrazione di parlare al muro.&lt;br /&gt;Poi con un po' di pratica si potrà in questo modo avvicinarsi molto all'altra persona, al reale significato di quanto questa sta dicendo, in una parola si potrà comprenderla. E, come ben saprà chiunque almeno una volta si sia sentito compreso, questo non è poco.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-5074764385320716376?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/5074764385320716376/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=5074764385320716376' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/5074764385320716376'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/5074764385320716376'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2009/06/comprendere.html' title='Comprendere'/><author><name>Longbeard Cux</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00153756770530208773</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-2178531436022203644</id><published>2009-07-23T13:31:00.002+02:00</published><updated>2009-07-23T13:54:04.327+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='segnali elettrici'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='neurone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='corteccia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riduzionismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='potenziale d&apos;azione'/><title type='text'>Scale spaziali</title><content type='html'>Fra i vari problemi delle neuroscienze teoriche ce n'è uno che mi piace particolarmente; principalmente perchè mette in evidenza come un approccio riduzionista sia essenzialmente privo di speranza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi riferisco al problema dell'integrazione fra segnali elettrici a varie scale. La scala più bassa è quella cellulare: si anestetizza un animale, e si cerca di registrare il potenziale di membrana di un neurone utilizzando un elettrodo che penetri all'interno del neurone. Non è particolarmente facile, ma si può fare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che si vedrà è un segnale molto irregolare, intervallato ogni tanto da grandi, rapide escursioni (spikes). Se si vuole averne un'idea, si osservi l'immagine &lt;a href="http://jn.physiology.org/content/vol84/issue2/images/large/9k0801128002.jpeg"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se invece, si inserisce nel cervello del nostro animale un elettrodo che non penetri le cellule, ma che si inserisca fra loro, per dirla in maniera semplice, si osserverà il potenziale extracellulare, che viene di solito filtrato per evidenziare la parte del segnale in bassa frequenza (LFP), o quella in alta frequenza (MUA). Si veda &lt;a href="http://donoghue.neuro.brown.edu/research/images/lfp.gif"&gt;qua&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se poi si va ancora più lontani dalla fonte del segnale, si può osservare il segnale EEG, che viene misurato all'esterno della testa, si veda &lt;a href="http://people.ee.duke.edu/maxim/teaching/fall08/eeg.gif"&gt;qua&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cosa veramente interessante è che oggi, nel 2009, a 136 anni dalla pubblicazione delle &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Equazioni_di_Maxwell"&gt;equazioni di Maxwell&lt;/a&gt; ancora di deve capire quali sono le relazioni fra questi tre segnali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si sa molto di come il segnale cellulare produce il MUA, e si incomincia a capire come il primo determina l'LFP; ma nulla si sa delle cause dell'EEG!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-2178531436022203644?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/2178531436022203644/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=2178531436022203644' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/2178531436022203644'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/2178531436022203644'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2009/07/scale-spaziali.html' title='Scale spaziali'/><author><name>Lap(l)aciano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11248894666182819759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-4278678998589607800</id><published>2009-06-03T22:30:00.000+02:00</published><updated>2009-06-03T22:47:49.187+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scienza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riduzionismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='orgoglio'/><title type='text'>La torre di Babele</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole. [...] Si dissero l'un l'altro: [...] «Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra». &lt;/span&gt;&lt;strong style="font-style: italic;"&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo. &lt;/span&gt;&lt;strong style="font-weight: normal; font-style: italic;"&gt;[...]&lt;/strong&gt;&lt;strong style="font-style: italic;"&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;strong style="font-style: italic;"&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;dal libro della Genesi, 11&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;È difficile intendersi quando si parla una lingua diversa, e lo sanno coloro che hanno tentato di comunicare in queste condizioni. Questo è altrettanto vero quando si tratta di diverse branche del sapere, ad esempio nel caso di uno scienziato che cerca di comunicare con un filosofo. O un medico che cerca di comunicare con un fisico.&lt;br /&gt;Sempre più siamo tenuti a farlo oggi, affinchè ad esempio un medico capisca cosa fa una risonanza magnetica e quali sono i limiti di questa tecnica, oppure perchè un fisico capisca a quali esigenze della medicina la sua applicazione andrà incontro.&lt;br /&gt;Pertanto trovo critiche come:"I filosofi non dovrebbero occuparsi di neuroscienze, non è cosa loro" altrettanto in fondo nell'abisso dell'ignoranza quanto lo sarebbe la frase:"I cinesi dovrebbero starsene in Cina, dal momento che non sono neppure in grado di parlare un inglese decente".&lt;br /&gt;Infatti, come può uno psicologo sentirsi "a posto" nel criticare un filosofo, quando egli stesso parla di cellule - che non ha studiato - composti chimici - che non ha mai neppure visto scritti, leggi della fisica che non conosce basate su una matematica di cui non ha mai sentito parlare? E come può non capire perchè il filosofo avverta l'esigenza di usare i dati neuroscientifici e di introdursi nel discorso? E come può non capire che la filosofia può essere per lui interessante quanto la medicina può esserlo per un fisico?&lt;br /&gt;Ebbene, la risposta è semplice: una buona dose di orgoglio e di ignoranza, insieme, possono tutto.&lt;br /&gt;È chiaro che ci sono delle difficoltà, e che spesso l'uno usa impropriamente la terminologia dell'altro. Ma non è un caso che numerosi grandi scienziati alla fine della loro vita si occupino di filosofia: forse, giunti a una maggiore conoscenza, si rendono conto di cosa c'è di utile nel sapere altrui. È bello quando il sapere porta un po' di umiltà.&lt;br /&gt;Questo orgoglio invece mi indigna, ma che dico mi indigna, mi fa proprio incazzare!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-4278678998589607800?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/4278678998589607800/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=4278678998589607800' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/4278678998589607800'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/4278678998589607800'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2009/06/la-torre-di-babele.html' title='La torre di Babele'/><author><name>Bluebeardburns</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11805716524353568676</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-1837591575768708509</id><published>2009-05-24T07:15:00.007+02:00</published><updated>2009-10-31T15:01:25.085+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='psicologo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='codice deontologico'/><title type='text'>Cosa fa lo psicologo?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa domanda ha molteplici risposte. Una delle più valide la si ritrova all'inizio del terzo articolo del &lt;a href="http://www.psy.it/codice_deontologico.html"&gt;codice deontologico degli psicologi italiani&lt;/a&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Lo psicologo considera suo dovere accrescere le conoscenze sul comportamento umano ed utilizzarle per promuovere il benessere psicologico dell’individuo, del gruppo e della comunità.&lt;br /&gt;In ogni ambito professionale opera per migliorare la capacità delle persone di comprendere se stessi e gli altri e di comportarsi in maniera consapevole, congrua ed efficace."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il suo campo d'azione d'elezione non è quindi quello della patologia, dei disturbi, bensì quello dei processi normali. Uno psicologo può interessarsi ad esempio di come si sviluppino il linguaggio, o le capacità di lettura o la memoria, e studiare quindi successivamente tecniche specifiche che ci aiutino nello svolgimento di questi compiti. Egli si occupa quindi dapprima della comprensione dei processi di volta in volta oggetto di studio, e successivamente del loro miglioramento. E' a lui che spetta la scelta del suo specifico oggetto di studio e delle tecniche che impiega per studiarlo, così come la responsabilità dell'affidabilità del suo lavoro e dei suoi risultati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che poi siano psicologi dello sport, del lavoro, dell'età evolutiva, o quant'altro, è questo il motivo per cui è sempre più che giusto chiedere loro "sì, d'accordo, uno psicologo, ma lei cosa fa?"&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-1837591575768708509?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/1837591575768708509/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=1837591575768708509' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/1837591575768708509'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/1837591575768708509'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2009/05/cosa-fa-lo-psicologo.html' title='Cosa fa lo psicologo?'/><author><name>Longbeard Cux</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00153756770530208773</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-3903388114256712118</id><published>2009-05-12T12:03:00.008+02:00</published><updated>2010-01-06T20:24:54.753+01:00</updated><title type='text'>Psicanalisi come scienza...  in breve ;-)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Raccolgo brevemente una questione lasciata ahimè aperta mesi or sono.  Brevemente perchè ormai è passato tanto tempo e perchè dopo alcuni ragionamenti con i miei "colleghi" ho deciso di esser più presente sul forum, con interventi più coincisi...  per questo taglierò su preamboli, passaggi e focalizzerò solo alcuni nodi a mio avviso particolarmente significativi rimandando gli approfondimenti alle discussioni che eventualmente seguiranno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il mio, insomma, non sarà una lezione sulla psicoanalisi in genere, ma un intervento di taglio epistemologico.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Innanzitutto, va ricordato come la disciplina sia nata avendo come modello le scienze naturali. Ora, se è innegabile un certo peso, nella formazione di Freud,  di alcuni &lt;a href="http://tysm.org/?p=401"&gt;esperimenti&lt;/a&gt; del neurologo &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jean-Martin_Charcot"&gt;Charcot&lt;/a&gt; - cosa che agli occhi nostri potrebbe metterne in dubbio l'intento scientifico - va detto che l'intenzione del fondatore della psicoanalisi, che aveva ben chiari i principi della fisiologia, era riuscire a fondare una nuova disciplina della mente con un forte approccio "medico".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fin qua, appunto, le intenzioni. Che non bastarono ai detrattori per discolparlo dell'accusa di "filosofeggiare" e basta. Come si poteva pretendere di studiare scientificamente un qualcosa che non si può vedere, toccare con mano? Sottoporre a osservazioni inequivocabili, per esempio in laboratorio? E che dire del punto di vista dell'osservatore?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Solo dopo la seconda guerra mondiale queste critiche hanno perso valore. Non si poteva più sostenere che l'irriproducibilità di un oggetto di studio ne impedisse l'indagine scientifica quando proprio una delle scienze &lt;em&gt;esatte&lt;/em&gt; per antonomasia, la fisica, aveva da poco dovuto "negoziare" tale assunto. A mio avviso, ben prima (diciamo qualche migliaio di anni), con lo studio del moto dei pianeti l'umanità aveva dimostrato che la limitatezza dei mezzi non poteva limitare del tutto il lavoro degli scienziati - anche se all'epoca (ad esempio presso i Maya) gli studiosi non venivano definiti tali. Ma che quegli antichi studiosi avessero davvero ragione possiamo dirlo con certezza soltanto ora!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il punto quindi è: come studiare scientificamente la mente, invisibile e intangibile, dell'uomo? O forse, dovremmo chiederci, come è possibile studiarla &lt;em&gt;nel modo più scientifico possibile&lt;/em&gt;, in rapporto alle conoscenze e ai mezzi che disponiamo nel nostro tempo?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questa è stata a mio avviso la genialità di Freud. Non ha senso criticarlo &lt;em&gt;oggi&lt;/em&gt; per quello che, ai nostri occhi, egli &lt;em&gt;sbagliò&lt;/em&gt; allora. Il bilancio tra mezzi a disposizione nelle diverse epoche e intenti perseguiti continua infatti a sembrarmi attivo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tra i suoi continuatori, alcuni non furono all'altezza di questa - lo ammetto, spesso frustrante - impresa. Sono quelli che si definiscono filosofi. Altri hanno recuperato  la &lt;em&gt;mission&lt;/em&gt; del maestro, cercando di affinare la tecnica e individuare strumenti di verifica del proprio operato alternativi - per ovvie ragioni - alle simulazioni con i volontari o altri tipi di esperimenti in laboratorio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se un domani esisterà una macchina capace di recuperare nitidamente le immagini memorizzate dal cervello, le sensazioni, i pensieri precisi, "trascriverli" in un continuum storico e risalire, in un processo di circolarità tra &lt;em&gt;medico della mente&lt;/em&gt; e paziente, agli eventi traumatici o anche solo alla costruzione dei significati &lt;em&gt;dal punto di vista del soggetto osservato&lt;/em&gt;, gli psicanalisti perderanno probabilmente la loro ragion d'essere. Ma fino a quel momento, continuerò a pensare che la psicanalisi, che comunque &lt;em&gt;non pregiudica sinergie con altre discipline*&lt;/em&gt; al fine di meglio svolgere il proprio lavoro, lrimarrà un'insostituibile approccio, oltretutto poco invasivo, con cui lavorare sull'&lt;em&gt;unicità&lt;/em&gt; psicologica di ogni essere umano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;* Un interessante esempio è il testo &lt;a href="http://www.ibs.it/code/9788870787566/solms-mark/neuropsicoanalisi-introduzione-clinica"&gt;&lt;em&gt;Neuropsicanalisi&lt;/em&gt; di Mark Solms&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-3903388114256712118?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/3903388114256712118/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=3903388114256712118' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/3903388114256712118'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/3903388114256712118'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2009/05/psicanalisi-come-scienza-in-breve.html' title='Psicanalisi come scienza...  in breve ;-)'/><author><name>Julie "Sovrappensiero"</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09139398514382646411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-Z1OkzFpLGQE/Tra0hGXvYAI/AAAAAAAAABg/7RjcpQ4o05A/s220/HOLE8.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-7308367552118375917</id><published>2009-04-28T19:02:00.001+02:00</published><updated>2009-04-28T19:30:23.755+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='coscienza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='intelligenza artificiale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Turing'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='progresso scientifico'/><title type='text'>AI e il test di Turing</title><content type='html'>Non dubito che chi legge conosca il &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Turing_test"&gt;test di Turing&lt;/a&gt;; parafrasandolo un po' ingenuamente, esso afferma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Se una macchina è in grado di ingannare l'uomo durante una conversazione, facendogli credere di essere un uomo e non una macchina, allora tale macchina è per definizione intelligente&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per essere più precisi, &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alan_Turing"&gt;Alan Turing&lt;/a&gt; propose il seguente test per stabilire se una macchina è da considerarsi intelligente: un esaminatore discute con un uomo e una macchina via tastiera; egli pone le domande all'uomo e alla macchina, tentando di distinguere l'uno dall'altra. Se non ci riesce (ovviamente c'è bisogno di più esaminatori, in maniera tale che il risultato sia statisticamente sensato) allora la macchina è dichiarata intelligente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra una cosa fantascientifica, ed è vero che il test che è usato in &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Blade_Runner"&gt;Blade Runner&lt;/a&gt; per identificare i replicanti sembra una versione modificata del test di Turing.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure, si è più vicini alla sua soluzione di quanto molti non possano pensare: da qualche anno esiste il &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Loebner_Prize"&gt;Premio Loebner&lt;/a&gt; che premia il programma per computer in grado di sostenere una conversazione più umana possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'anno scorso ha vinto &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Elbot"&gt;Elbot&lt;/a&gt;, che è basato su un'idea che io trovo divertente: non cerca di imitare come converserebbe un umano; piuttosto sviluppa un suo stile basato sull'essere un computer.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.elbot.com/"&gt;Provare per credere!&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-7308367552118375917?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/7308367552118375917/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=7308367552118375917' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/7308367552118375917'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/7308367552118375917'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2009/04/ai.html' title='AI e il test di Turing'/><author><name>Lap(l)aciano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11248894666182819759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-8412092127240259611</id><published>2009-04-24T09:15:00.001+02:00</published><updated>2009-04-24T09:19:16.925+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='coscienza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='presentazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='attenzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scienza'/><title type='text'>La societá dell'immagine</title><content type='html'>Tempo fa ho seguito un simposio, e uno dei relatori era canadese. Questi, iniziata la sua presentazione, dopo due minuti tira fuori dei fimati realizzati al computer con delle simulazioni tutte colorate di neuroni che scaricano potenziali d'azione, ed eccolo zoommare qua e là, mostrare un trasportatore cellulare forgiato come una ruota che gira (velocitá variabile a seconda dei farmaci somministrati al neurone!), oppure un recettore con simpatiche buche in cui si infila il neurotrasmettitore. Roba da Superquark.&lt;br /&gt;In quel momento ho dovuto dar ragione al mio amico Lap(l)aciano e al suo odio per la pubblicitá scientifica.&lt;br /&gt;Infatti sono certo che se fossi stato a occhi chiusi avrei capito molto di piú di quel seminario. Le animazioni catturavano troppa attenzione!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nostra coscienza non ha molto spazio. Le cose a cui possiamo prestare attenzione in maniera cosciente sono poche. Nel caso del seminario, era per me - come per molti in platea - impossibile seguire il relatore con tutto questo "rumore" sensoriale. Tecniche del genere sono proficue se il discorso è fatto lentamente e in modo divulgativo, e lo scopo è interessare e motivare la platea. Superquark, appunto.  O una lezione di liceo.  Ma non un seminario per i dottorandi. Noi vogliamo ipotesi, dati e discussioni. E li vogliamo senza che ci si nasconda dietro ai cartoni animati!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-8412092127240259611?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/8412092127240259611/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=8412092127240259611' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/8412092127240259611'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/8412092127240259611'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2008/12/la-societa-dellimmagine.html' title='La societá dell&apos;immagine'/><author><name>Bluebeardburns</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-8662548485650020969</id><published>2009-04-07T01:07:00.001+02:00</published><updated>2009-04-07T01:12:23.299+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='psicoterapia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='disposizione'/><title type='text'>Cosa fa esattamente lo psicoterapeuta?</title><content type='html'>Se qualcuno ha una risposta a questa domanda, sarei lieto di leggerla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto ne posso capire io, uno psicoterapeuta è un esperto che tramite tecniche sociali - comunicazione verbale e non - indirizza l'assistito verso un cambiamento comportamentale. Molto interessante e dibattuto il meccanismo neuronale attraverso il quale la psicoterapia agisce: mi accontento di pensare che le situazioni sociali che si creano con il terapeuta agiscano sulla plasticità neuronale inducendo lo sviluppo o la regressione di connessioni nervose. Come fanno tutti gli eventi della nostra vita. La presenza di una intenzione dietro questa azione dovrebbe far sì che si ottenga un effetto netto di cambiamento. In altre parole, l'ambiente intorno a noi ci scolpisce come rocce in preda all'erosione, ma uno psicologo, che ha la precisa intenzione di cambiarci in un senso, agisce su questa roccia come uno scultore. Giusto?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne dubito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella vita si incontrano molte persone che assumono nei nostri confronti interazioni sociali differenti.  A volte alcune di esse hanno intenzioni precise nei nostri riguardi. Vorrebbero che avessimo maggiore iniziativa, che fossimo più miti, o più generosi. A volte sono anche esperti di interazioni sociali, possono essere allenatori sportivi, insegnanti, sacerdoti. Abbiamo mille occasioni di stabilire un'interazione sociale volta al nostro cambiamento. Ma in molte occasioni lo rifiutiamo diradando la frequentazione con le persone che - ci lamentiamo - "non ci accettano".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo psicoterapeuta non è proprio una persona che non ci accetta? Se ci accettasse per come siamo, non avrebbe alcun effetto. Anche se non "giudica", egli interviene quando noi stessi non ci accettiamo più. Siamo noi a recarci da lui/lei e pagarlo perchè non ci accetti. Lo facciamo perchè è un esperto e noi gli tributiamo fiducia.&lt;br /&gt;In altri termini, il suo potere viene in larga parte dal &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ruolo &lt;/span&gt;che noi gli attribuiamo. La tecnica c'è (ce ne sono anche troppe), ma è lì la chiave?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo animali sociali, e il ruolo di una persona nella società è fondamentale. Se io mi accordassi con un caro amico affinchè mi faccia da personal trainer dovrei accettare che questi assuma il suo ruolo in pieno e mi rimproveri quando mangio schifezze e non faccio gli esercizi. Questa è una cosa che ai nostri amici non permettiamo, ma la permettiamo a un semi-sconosciuto. Comincio a pensare che sia lo stesso con lo psicologo. Da un lato c'è "l'expert power", un fattore che ha su di noi lo stesso effetto del testimonial nella pubblicità: ci si fida di quello che dice perchè è un esperto. Eppure quello che dice spesso non è altro che quello che altri ci hanno detto, ma non ci avevamo fatto caso. Perchè egli ha qualcosa di speciale? Io credo che la ragione sia piuttosto che in quel momento della nostra vita cerchiamo quel cambiamento, e siamo semplicemente più ricettivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora? Ha la psicoterapia una qualche utilità, oppure, come io propongo, ciò che conta è la disponibilità del soggetto a mettersi in discussione? Se quest'ultima proposizione fosse vera, allora dovremmo constatare che dove c'è lo psicologo, ma manca la volontà personale, manca anche il miglioramento. E questo è vero.&lt;br /&gt;Resta da dimostrare che il cambiamento è possibile grazie alla sola volontà personale, sfruttando le occasioni che abbiamo sempre, piuttosto che rivolgerci al terapeuta. Credo anche questo sia possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente questo può essere più difficile per alcune persone che per altre. E qui entra in gioco l'esperto. Ma allorami chiedo: piuttosto che fare pubblicità alla psicoterapia, perchè non insegnamo a scuola l'arte di cambiare sè stessi sfruttando gli stimoli ambientali? Perchè non insegnamo agli studenti a studiare sfruttando le conoscenze che abbiamo del cervello? Perchè ci affanniamo a imparare molte cose - cosa che sanno fare anche gli animali - invece che imparare ad apprendere??&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-8662548485650020969?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/8662548485650020969/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=8662548485650020969' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/8662548485650020969'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/8662548485650020969'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2009/04/cosa-fa-esattamente-lo-psicoterapeuta.html' title='Cosa fa esattamente lo psicoterapeuta?'/><author><name>Bluebeardburns</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-3723186681355600013</id><published>2009-03-31T20:30:00.002+02:00</published><updated>2009-03-31T20:39:08.572+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='coscienza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Iriki'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='primati'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='evoluzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='logica'/><title type='text'>Implicazioni e simmetrie</title><content type='html'>Ogni esercitatore di Analisi I lo sa: gli studenti confonderanno sempre implicazioni ed equivalenza. Se ogni successione convergente è limitata, ci vorranno settimane e settimane per fargli afferrare il fatto che esistono successioni limitate non convergenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è solo il caso degli studenti di Analisi I: in generale gli esseri umani tendono a confondere implicazioni ed equivalenze in ogni campo. Si veda &lt;a href="http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/01/21/cercasi-conferma-disperatamente/"&gt;questo&lt;/a&gt; interessante posto di Bressanini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se gli uomini non ci riescono, figuriamoci le scimmie! Niente di più sbagliato: le scimmie possono essere addestrate a risolvere problemi di implicazione e sono in grado di tenere questo problema ben distinto da quello della equivalenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa ed altre cose le ho imparate in una conferenza eccezionale di &lt;a href="http://www.brain.riken.jp/en/a_iriki.html"&gt;Iriki&lt;/a&gt;, ospite alla &lt;a href="http://www.nwg-goettingen.de/2009/"&gt;conferenza della società tedesca di neuroscienze&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Iriki ha parlato principalmente dei suoi risultati di &lt;a href="http://rstb.royalsocietypublishing.org/content/363/1500/2229.abstract?sid=be9ad66e-0b70-4f15-8b99-3e468dd7c7d3"&gt;questo&lt;/a&gt; articolo, in cui tenta di individuare nei macachi giapponesi le strutture cognitive che hanno portato l'uomo a sviluppare autocoscienza e a conquistare il cosmo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-3723186681355600013?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/3723186681355600013/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=3723186681355600013' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/3723186681355600013'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/3723186681355600013'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2009/03/implicazioni-e-simmetrie.html' title='Implicazioni e simmetrie'/><author><name>Lap(l)aciano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11248894666182819759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-2166735848649563642</id><published>2009-03-18T23:02:00.002+01:00</published><updated>2009-03-18T23:03:46.335+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='apprendimento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tecniche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mappe mentali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='memoria'/><title type='text'>Apprendimento e memoria I : Tecniche 2. Mappe mentali</title><content type='html'>Cos'è una mappa mentale? Giusto per avere un'impressione visiva, &lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/7f/Guru_Mindmap.jpg"&gt;ecco&lt;/a&gt; un esempio.&lt;br /&gt;Ho provato vari metodi di studio: lettura ripetuta, ripetizione ad alta voce, riassunti, schemi lineari, mappe mentali. Nessun dubbio: le mappe mentali sono il più efficace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una mappa mentale si disegna al centro il concetto chiave. Intorno ad esso quelli che sono un gradino gerarchico più in basso, in termini di importanza. Piú ci si allontana, più si va nel dettaglio. La mappa deve essere colorata, illustrata e avere un forte impatto visivo. Abbiamo &lt;a href="http://bluebeardthinks.blogspot.com/2008/10/apprendimento-e-memoria-i-tecniche-1_04.html"&gt;già &lt;/a&gt;visto che questo agevola la memorizzazione sfruttando la memoria episodica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per costruire il discorso la mappa va letta in senso orario. Trattandosi di una figura complessa, per la memorizzazione si utilizza la tecnica discussa nel post Tecniche 1.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perchè le mappe mentali sono così potenti? Tony Buzan afferma che il nostro cercello pernsa per mappe mentali. Un'affermazione forse non sostenuta da sufficienti dati, ma intrigante senza dubbio! Vediamo un po':&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Noi possiamo tenere in mente &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;pochi concetti alla volta&lt;/span&gt;, ma possiamo richiamarli in un flusso costante formando una serie di pensieri teoricamente infinita. Ergo non bisogna puntare al ricordare il più possibile - non abbiamo spazio! - ma a concatenare nel modo più efficace possibile i concetti. Ecco perchè a ogni "radiazione" della mappa si sconsiglia di disegnare più di 5-6 branche (guarda un po', numero inferiore al nostro buffer di memoria di lavoro, 6-8). Le mappe servono appunto a concatenare i concetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Lap(l)aciano sostiene che le mappe aiutano ancor più a comprendere la materia studiata che a memorizzarla. Ha ragione, e il motivo è che costringono lo studente a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;dare un ordine&lt;/span&gt; ai concetti, a raggrupparli e dividerli, insomma a padroneggiarli. Sono impegnative, richiedono sforzo. Che a lungo termine paga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. L'&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ippocampo_%28anatomia%29"&gt;ippocampo&lt;/a&gt;, struttura centrale per la memoria, secondo alcune ipotesi si é sviluppato originariamente come strumento di navigazione. Se questo è valido per i topi, è vero anche anche che i &lt;a href="http://www.pnas.org/content/97/8/4398.full.pdf"&gt;tassisti di Londra&lt;/a&gt; hanno un ippocampo più sviluppato della norma. Ecco perchè organizzare i concetti spazialmente, piuttosto che con lunghi riassunti, aiuta tanto! Mentre la rilettura di un riassunto è sequenziale e di natura puramente verbale, la rilettura di una mappa mentale è una esplorazione spaziale nella quale si trovano anche stimoli verbali. E ripetendola si impara subito a "orientarsi"!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Le mappe mentali si prestano non solo allo studio, ma anche agli appunti e alla organizzazione mentale di relazioni, scalette, etc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono anche svantaggi, ovvio. Le mappe mentali sono finalizzate a uno scopo: tenere a mente un gruppo di concetti. Quello che non entra nella mappa non ha chances di essere ricordato all'esame. Diversamente, leggendo e rileggendo da diverse fonti ed esaminando criticamente il materiale si guadagna una conoscenza un po' più enciclopedica che può aiutare qualndo all'esame vi chiedono un minuto dettaglio che non avete ritenuto opportuno ripetere. Questo le mappe mentali non ve lo danno. In cambio, guadagnate &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;almeno&lt;/span&gt; il 20%-30% del tempo dedicato allo studio!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concludendo: leggete &lt;a href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__mappe_mentali.php"&gt;questo libro&lt;/a&gt; e buon divertimento!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-2166735848649563642?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/2166735848649563642/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=2166735848649563642' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/2166735848649563642'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/2166735848649563642'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2009/03/cose-una-mappa-mentale-giusto-per-avere.html' title='Apprendimento e memoria I : Tecniche 2. Mappe mentali'/><author><name>Bluebeardburns</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-1201812074215167695</id><published>2009-03-14T17:11:00.002+01:00</published><updated>2009-03-14T17:39:36.936+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='corteccia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='primati'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='evoluzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Güntürkün'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='corvi'/><title type='text'>Corteccia laminare</title><content type='html'>Giovedì scorso ha tenuto da noi un talk &lt;a href="http://www.bio.psy.ruhr-uni-bochum.de/members_onur.html"&gt;Onur Güntürkün&lt;/a&gt;, neuroscienziato cognitivo di Bochum. Il titolo del talk era &lt;a href="http://www.bccn.uni-freiburg.de/news/bernstein-seminar/090312_Guentuerkuen.htm"&gt;Knowing Yourself - and Other Stories on the Parallel Evolution of Comparable Minds&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima una premessa: &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Cerebral_cortex"&gt;la corteccia cerebrale&lt;/a&gt; è la parte esterna del cervello, che, nei mammiferi, è responsabile delle funzioni superiori cognitive. Questo tessuto ha una struttura laminare: è come se fosse costituita da 6 tappeti di neuroni messi uno sull'altro. È caratteristica precipua dei mammiferi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Continuo dicendo che il talk è stato veramente interessante, e che l'oratore è evidentemente un grande scienziato. L'idea centrale da lui esposta è la seguente ed è facile da comprendere: molti affermano che la neocorteccia laminare come l'abbiamo noi mammiferi sia necessaria per funzioni cognitive superiori. Alcuni &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/New_Caledonian_Crow"&gt;uccelli&lt;/a&gt; hanno &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=TtmLVP0HvDg"&gt;capacità cognitive&lt;/a&gt; paragonabili a quelle dei primati, ma non hanno la neocorteccia laminare. Ergo la neocorteccia laminare non è necessaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(In questo post tento di non considerare gli uomini, che sono evidentemente un caso a parte).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella conferenza ha anche tentato di esaminare quali potrebbero essere i meccanismi che sono veramente importanti, ma non è questo di cui voglio parlare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha anche notato che una certa lucertola di cui non ricordo il nome, è che un "fossile vivente", il cui genoma risale approssimativemente al tempo della biforcazione fra mammiferi e rettili, ha una corteccia laminare. Sembra dunque che la corteccia laminare sia una struttura più antica, abbandonata da rettili e uccelli, ma utilizzata dai mammiferi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due altre osservazioni: per quanto si dica che le dimensioni del cervello non sono importanti, beh, non è del tutto vero. Se disegnate su di una scala logaritmica il peso del cervello di vari animali come funzione del peso dell'animale, scoprirete che animali simili si trovano su linee rette molto precise. Una per i rettili, una più in alto per i mammiferi, una più in alto per i primati ed una alla stessa altezza per gli uccelli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda osservazione: a parità di rapporto peso cervello/peso corporeo, in genere cervelli più grossi sono meglio: noi siamo più intelligenti degli scimpanzè che sono più intelligenti dei macachi, ad esempio (è un po' qualitativo, pensate al gorilla, che è solo un po' sotto scimpanzè e orang-utan). Sembra, insomma, che esista una quantità minima di cervello necessaria per alcune funzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo il talk, a cena, ho chiesto al professore: "non potrebbese essere che la corteccia laminare è in realtà uno svantaggio cognitivo? Guardi i corvi, a parità di rapporto peso cervello/peso corporeo, riescono a fare le stesse cose pesando di meno". Mi ha guardato scettico e mi ha detto: "Tutto può essere".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-1201812074215167695?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/1201812074215167695/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=1201812074215167695' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/1201812074215167695'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/1201812074215167695'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2009/03/corteccia-laminare.html' title='Corteccia laminare'/><author><name>Lap(l)aciano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11248894666182819759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-1773759717094909199</id><published>2008-12-07T17:15:00.002+01:00</published><updated>2008-12-07T17:56:39.067+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='apprendimento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='memotecniche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='energia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='memoria'/><title type='text'>Stanchezza mentale</title><content type='html'>Prendo spunto dalla &lt;a href="http://bluebeardthinks.blogspot.com/search/label/memotecniche"&gt;serie&lt;/a&gt; che ha cominciato Bluebeardburns sulle tecniche di apprendimento per compiere un exkursus dai soliti temi computazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cervello dissipa circa il &lt;a href="http://www.newscientist.com/article/mg20026811.500-the-secret-life-of-the-brain.html"&gt;20% dell'energia del nostro corpo&lt;/a&gt;. Si è scoperto che la quantità di energia dissipata non dipende da alcun fattore. Se state studiando un'equazione difficilissima di matematica o state imbambolati a fissare il vuoto aspettando l'SMS della vostra bella che anche quest'oggi vi fa penare, questo non interessa nulla al vostro cervello. Lui continua imperterrito a consumare il 20% della vostra energia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per prima cosa, deduciamo l'assurdità di portarsi snack e dolciumi vari durante un esame scritto o durante una sessione di studio. Durante quel periodo non avete assolutamente bisogno di più un energia che a casa. Anzi, probabilmente di meno perchè state seduti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia, sappiamo bene di avere una sensazione di "stanchezza mentale" dopo aver studiato a lungo. A cosa è dovuta? Questa è una domanda molto interessante per la quale non conosco una risposta. Vi trasmetto le mie riflessioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Sicuramente non è dovuta a qualche motivo fisiologico: dato che i neuroni non lavorano di più nel vostro cervello, o per lo meno, non sensibilmente di più, è difficile affermare che possa avvenire un deterioramento delle scorte chimiche degli stessi. Escludiamo quindi che sia un problema chimico o fisico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- D'altra parte, i vari tipi di memoria che utilizzate hanno una capacità limitata. Per esempio, la "memoria numerica naturale", cioè la quantità di numeri che potete ricordare in ordine avendoli sentiti una sola volta (senza usare mnemotecniche) è simile per tutti, e varia fra i 5 e i 7 numeri. Questo è anche il motivo per cui i numeri telefonici hanno fra le 5 e le 7 cifre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Si può supporre, allora, che mentre studiate le funzioni analitiche, caricate la vostra &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Memoria_primaria#Memoria_primaria"&gt;memoria primaria&lt;/a&gt; con un concetto dopo l'altro. Ad un certo punto, raggiungete la capacità massima di concetti che può contenere, e il vostro cervello vi avvisa che siete al limite della capacità. Questa potrebbe essere la "stanchezza mentale"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prossima è un'osservazione più elaborata. Se avete caricato un concetto nella vostra memoria primaria e fate qualche esercizio, allora il concetto incomincia a filtrare della vostra memoria primaria al vostro disco rigido. Incominciate a sviluppare un'abilità, una padronanza inconscia delle funzioni analitiche. A questo punto, la strategia giusta è fermarsi e pulire la vostra memoria primaria prima di fare esercizi su di un altro concetto. In questa maniera avrete i vantaggi dell'aver fatto gli esercizi, senza gli svantaggi della stanchezza mentale. Si, ma come?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Supponiamo che la vostra memoria primaria possa contenere concetti (o istruzioni) di un solo tipo alla volta. Matematici, o motori, o sessuali, etc... Sembra ragionevole: se sto facendo matematica, difficilmente potrò contemporaneamente fare volteggi da equilibrista. Al contrario, mi riuscirà semplice passare ad un altro tipo di attività matematicha&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se questa assunzione è vera, allora il metodo di pulizia della memoria primaria è chiaro. Per un breve periodo facciamo qualcosa di completamente diverso, in maniera da svuotare la memoria primaria è caricarla con nuovo materiale. Dopodichè torniamo all'occupazione precedente. Dato che stiamo cambiando tipo di attività,la memoria primaria viene svuotata e ricaricata, e possiamo passare ad occuparci delle funzioni meromorfe, senza provare la stanchezza di aver studiato quelle analitiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cosa bella è che questo è esattamente il metodo che si è soliti usare intuitivamente: fare una pausa e pensate ad altro, o farsi una chiacchierata con un amico. Il limite di questo metodo è che così abbassate solo il livello di concentrazione, ma non avete pulito la vostra memoria primaria. Per fare questo dovete momentaneamente fare qualcosa di diverso che richieda attenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando ho fatto il mio corso di lettura fotografica, utilizzavamo questa tecnica: fra un'unità di studio e un'altra facevamo piccoli esercizi di &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Juggling"&gt;giocoleria&lt;/a&gt;. Essi richiedevano una grande attenzione e concentrazione, ma di tipo motorio. In questa maniera, la memoria primaria veniva ripulita e caricata, e potevano riprendere a studiare con rinnovato vigore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da allora utilizzo questo metodo con tutti i miei studenti di ripetizioni. 30 minuti matematica - 5 minuti a giocare con le palline. L'aumento della capacità di concentrazione è incredibile, provate su voi stessi per credere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-1773759717094909199?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/1773759717094909199/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=1773759717094909199' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/1773759717094909199'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/1773759717094909199'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2008/12/stanchezza-mentale.html' title='Stanchezza mentale'/><author><name>Lap(l)aciano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11248894666182819759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-3639860660999169586</id><published>2008-10-26T11:12:00.002+01:00</published><updated>2008-10-26T11:50:55.046+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='neurone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='collasso'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Rosenblatt'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='processi stocastici'/><title type='text'>Neuroni di vetro</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;This award will be presented for outstanding contributions to the advancement of the design, practice, techniques or theory in biologically and linguistically motivated computational paradigms including but not limited to neural networks, connectionist systems, evolutionary computation, fuzzy systems, and hybrid intelligent systems in which these paradigms are contained.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ieee.org/portal/pages/about/awards/sums/rosensum.html"&gt;IEEE Frank Rosenblatt Award&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi è Frank Rosenblatt? Dato che sono contrario alla personalizzazione della scienza e alla mitizzazione dei suoi protagonisti, riformulo la domanda. Cosa ha fatto Frank Rosenblatt? É semplice: Frank Rosenblatt ha inventato il &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Perceptron"&gt;perceptron&lt;/a&gt;. Cos'è il perceptron? É la madre di tutte le &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Artificial_neural_network"&gt;reti neurali artificiali&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiusa questa drammatica introduzione, posso incominciare col tema vero e proprio, che è la continuazione di &lt;a href="http://bluebeardthinks.blogspot.com/2008/05/il-collasso-cantoriano-breve-storia-del.html"&gt;questo&lt;/a&gt; post.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora vedemmo che le equazioni che governano la generazione e la trasmissione dei potenziali d'azione in una cellula nervosa sono le equazioni di Hodgkin-Huxley. Queste formano un sistema di equazioni in cui una equazione non lineare alle derivate parziali è accoppiata ad un sistema di equazioni ordinarie non lineari. Un casino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fino a quando non ci si accorse che, approssimando un po', quello che fa un neurone è la seguente operazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Pesa gli input che riceve sotto forma di potenziali d'azione.&lt;br /&gt;2) Somma questi input pesati e confronta la somma con una soglia.&lt;br /&gt;3) Se la somma supera la soglia, genera un potenziale d'azione come output.&lt;br /&gt;4) Trasmette l'output con una forma e velocità standard ai neuroni con cui è connesso sinapticamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa astrazione del funzionamente di un neurone è noto come perceptron, ed è un paradigma in grado di risolvere vari problemi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In particolare, dato che le operazioni da svolgere sono molto semplici e avvengono in tempo discreto, a differenza delle equazioni continue di Hodgkin-Huxley, questo modello è molto più facile, e soprattutto più veloce, da simulare in un computer. Perchè è bello che venga simulata più velocemente da un computer? Perchè in questa maniera è possibile simulare in un computer un'intera rete di tali perceptron, tutti collegati gli uni con gli altri, che vanno a formare una primitiva rete neurale. Queste primitive rete neurali possono essere programmate e istruite per ogni sorta di &lt;a href="http://www.peltarion.com/doc/index.php?title=Applications_of_adaptive_systems"&gt;funzioni&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D'altra parte, queste reti neurali artificiali hanno anche interessantissime proprietà matematiche; in particolare se si inserisce del &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Noise"&gt;rumore&lt;/a&gt; nella loro dinamica. In questo caso diventano delle &lt;a href="http://lapulm.blogspot.com/search/label/markov"&gt;catene di Markov&lt;/a&gt; molto grandi e complesse che riescono a riprodurre molte delle caratteristiche delle reti neurali biologiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torniamo adesso al concetto di &lt;a href="http://bluebeardthinks.blogspot.com/2008/05/il-collasso-cantoriano.html"&gt;collasso&lt;/a&gt; che avevo formulato qualche tempo fa. Tutte questi fenomeni e teorie di cui ho parlato, cioè la modellazione di neuroni, la costruzione di reti neurali artificiali, l'analisi di reti neurali matematiche sono andate a caricare il termine neurone di una serie di significati che travalicano quello originario prettamente biologico; parlate di un neurone ai &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Neuroinformatics"&gt;neuroinformatici&lt;/a&gt;. Essi interpreteranno il termine da un punto di vista informatico-matematico, e non da quello biologico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla fine, tutte queste teorie si sono fuse e hanno dato, o meglio: stanno dando, origine ad una disciplina nuova, ancora in via di definizione: le &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Computational_neuroscience"&gt;neuroscienze computazionali&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-3639860660999169586?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/3639860660999169586/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=3639860660999169586' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/3639860660999169586'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/3639860660999169586'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2008/10/neuroni-di-vetro.html' title='Neuroni di vetro'/><author><name>Lap(l)aciano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11248894666182819759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-1872022633980197962</id><published>2008-10-04T13:36:00.001+02:00</published><updated>2008-10-04T13:37:26.718+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='apprendimento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tecniche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='memotecniche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='memoria'/><title type='text'>Apprendimento e memoria I : Tecniche 1. Memotecniche</title><content type='html'>Queste tecniche permettono di memorizzare con rapiditá ed efficienza elenchi di parole, numeri, immagini, parti di un discorso. Come funziona e soprattutto come é possibile che ciascuno non lo faccia in automatico?&lt;br /&gt;In realtá noi lo facciamo in automatico. Semplificando, diciamo che la natura ci ha messo a disposizione due tecniche per apprendere dal mondo che ci circonda: una, lenta e basata sulla ripetizione, la destiniamo comunemente ai fatti neutri, ad esempio il significato delle parole o la storia del mondo; l'altra, rapida e basata su associazioni, ai fatti autobiografici, che neutri forse lo saranno per gli altri, ma non per noi!! Piú in generale, questa seconda forma di apprendimento memorizza gli episodi, che per definizione ricorrono una volta sola o poche volte, mentre la storia e la geografia sono sempre quelle e ricorrono in continuazione nel corso degli studi. La prima é chiamata &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;memoria semantica&lt;/span&gt;, la seconda &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;memoria episodica&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;L'obiettivo che tutte le tecniche di memoria si pongono é insegnarvi a usare con metodo la memoria episodica per apprendere materiale semantico.&lt;br /&gt;Questo é il motivo per cui bastano 2 giorni a impararlo: é qualcosa che sappiamo giá fare! Molto tempo in piú e una notevole disciplina serve per modificare le vostre abitudini: ecco perché molti partecipano a questi corsi e non ne traggono il beneficio sperato. Per inciso, questo é il motivo per cui ritengo il prezzo sovradimensionato: é sufficiente un'ora per dimostrarle tutte, il resto é pratica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andiamo nello specifico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima cosa che si impara é come apprendere un elenco di parole slegate tra di loro. Nel caso piú semplice si tratta di nomi di oggetti: computer, penna, albero, finestra, bottiglia, etc, fino, poniamo, a venti. È possibile imparare questi oggetti ripetendoli, come si faceva quando imparavamo a memoria le poesie per la scuola; ma serve un sacco di tempo, é noioso e inefficace. Se, invece, si visualizza ogni oggetto e si compone una &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;storia&lt;/span&gt; che li leghi, il risultato é garantito, duraturo e velocissimo: anche la prima volta che si tenta si impiegano solo dieci minuti! È importante che ciascun oggetto sia rappresentato in modo visivamente efficace, con colori, movimento, inconsuetudine, impatto emotivo. Queste sono, infatti, le caratteristiche che attraggono la memoria episodica come la luce le falene! Per esempio, un &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;computer &lt;/span&gt;rosa grasso e depresso si innamora di una minuscola ed elegante &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;penna &lt;/span&gt;che danza il flamenco sotto un &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;albero &lt;/span&gt;dalle foglie blu, etc etc.&lt;br /&gt;Una volta memorizzata questa trama, la si ripete a intervalli regolari, fino a un massimo di cinque volte, e pian piano la storiella lascia il posto a semplici, spontanei legami tra le parole. Il gioco é fatto.&lt;br /&gt;Qualora le parole siano piú astratte, é necessario ricorrere a qualche trucchetto per renderle visualizzabili, per cui "oratoria" puó diventare una loquace orata che tiene banco dinanzi al Dio del Mare, oppure Cicerone che insegue Catilina in vestaglia - se siete stati ad Arpino, questa immagine é particolarmente efficace ;) Quando vi ci abituate puó diventare un vero passatempo: molte volte memorizzare qualcosa mi ha messo di buon umore, inducendomi a ridere da solo per le storie inventate!&lt;br /&gt;Tutto ció ritorna a enfatizzare il ruolo particolare della "storia" nella mente umana, giá toccato in &lt;a href="http://bluebeardthinks.blogspot.com/2008/05/difficile-serenit.html"&gt;questo &lt;/a&gt;post.&lt;br /&gt;E se invece avete da memorizzare &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;numeri&lt;/span&gt;? Un apposito codice di traduzione delle cifre in elementi fonetici vi permette di trasformare i numeri in lettere, le lettere in immagini, le immagini in episodi.&lt;br /&gt;Oppure il vostro studio richiede di distinguere una sezione del midollo allungato da una a livello delle vertebre cervicali? In questo caso una elaborazione dell'&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;immagine &lt;/span&gt;aiuterá molto. In particolare si suddivide l'immagine in quadranti, si esamina separatamente ciascun quadrante, si "prende nota" di alcuni particolari, si ripete. Il fatto di guardare ordinatamente ciascun quadrante consente di avere, in pratica, quattro episodi separati di esplorazione oculare, piú o meno quello che accade quando si entra in casa di qualcuno e si esaminano l'ingresso, il soggiorno, il balcone e il bagno separatamente. Ci pensa il cervello a mettere tutto insieme in una mappa.&lt;br /&gt;Un altro modo comune di memorizzare le immagini é riprodurle, metodo che io ho adottato ampiamente. Questo metodo funziona specialmente se si ha la possibilitá, all'esame, di disegnare; quindi va benissimo per le strutture chimiche e le sezioni istologiche, ma non altrettanto bene per discorrere dell'Annunciazione di Leonardo. Il motivo é che qui si cerca di usare la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;memoria procedurale&lt;/span&gt; (da non confondersi con quanto Lap(l)aciano ha definito "procedurale" in &lt;a href="http://bluebeardthinks.blogspot.com/2008_08_01_archive.html"&gt;questo&lt;/a&gt; post: i passaggi matematici consistono dell'applicazione sequenziale di materiale dichiarativo, e non hanno nulla a che fare con la memoria procedurale), ovvero quella che ci consente di andare in bicicletta, e che regola le nostre abitudini. Quanto si trova in questo magazzino mnemonico é assai difficile da dichiarare, ma facile da eseguire.&lt;br /&gt;L'esempio delle &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;stanze &lt;/span&gt;é particolarmente azzeccato, poiché giá Cicerone consigliava di impiegare tragitti mentalmente costruiti o rappresentazioni spaziali come quella delle stanze di una casa allo scopo di memorizzare l'ordine dell'orazione da eseguire - egli imparava tutte le sue orazioni a memoria, non avendo PowerPoint! Ci torneró su, ma il motivo per cui gli indizi spaziali sono cosí importanti é che la memoria episodica é appunto l'immagazzinamento di informazione in un contesto spazio-temporale, perció questo tipo di apprendimento si attacca con pervicacia a ogni rappresentazione spaziale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In chiusura: se la ripetizione é forse la madre dell'apprendimento (memoria semantica), l'associazione ne é il padre (memoria episodica)!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molto di piú c'é da apprendere sull'apprendimento: nel prossimo numero, le mappe mentali. Al termine della serie un quadro generale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-1872022633980197962?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/1872022633980197962/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=1872022633980197962' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/1872022633980197962'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/1872022633980197962'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2008/10/apprendimento-e-memoria-i-tecniche-1_04.html' title='Apprendimento e memoria I : Tecniche 1. Memotecniche'/><author><name>Bluebeardburns</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-7157999797612636967</id><published>2008-10-04T11:47:00.011+02:00</published><updated>2008-10-04T13:38:10.250+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lettura rapida'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fotolettura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='apprendimento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tecniche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mappe mentali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='memoria'/><title type='text'>Apprendimento e memoria I : Tecniche 0. Introduzione</title><content type='html'>Da tempo vorrei scrivere qualcosa su quello che studio, ma non trovando ispirazione per un approccio sistematico, comincio con qualcosa che mi diverte di piú: proporre spiegazioni del funzionamento delle tecniche di apprendimento alla luce della letteratura specialistica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avrete sentito parlare di quei corsi che in due-tre giorni promettono di insegnarvi come studiare impiegando un terzo del tempo al triplo dell'efficienza. Come sempre con la pubblicitá, questo é vero in parte; la buona notizia é che il risultato non dipende da altri che da voi. Io trovo che il costo di questi corsi sia francamente spropositato e che possiate carpirne il piú leggendo &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tony_Buzan"&gt;libri &lt;/a&gt;sul tema, ma se vi interessa un'esperienza coinvolgente che metta in luce nuovi aspetti della vostra mente e potete permettervelo, allora fatelo, perché é entusiasmante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prendiamo in esame le memotecniche, le mappe mentali, la lettura rapida e la fotolettura.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-7157999797612636967?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/7157999797612636967/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=7157999797612636967' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/7157999797612636967'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/7157999797612636967'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2008/10/apprendimento-e-memoria-i-tecniche-1.html' title='Apprendimento e memoria I : Tecniche 0. Introduzione'/><author><name>Bluebeardburns</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-7732481455738021250</id><published>2008-10-01T20:08:00.003+02:00</published><updated>2008-10-01T20:17:22.954+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='neurone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='krüger'/><title type='text'>Formati</title><content type='html'>Da circa due settimane sono diventato l'apprendista stregone di colui che io chiamo "il mago del sotterraneo", un professore di elettrofisiologia in pensione che abita nel sotterraneo del nostro istituto. Quest'uomo ha delle idee meravigliose e profonde, ma ha pubblicato poco in vita sua. Così ho deciso di raccogliere le sue idee prima che sia troppo tardi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una delle prime cose su cui lui ha attirato la mia attenzione è questa: quello per cui i neuroni si distinguono, fra tutte le cellule che compongono gli esseri viventi, è la loro uniformità fra l'input e l'output.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Facciamo qualche esempio: le cellule muscolari hanno come input impulsi elettrici e come output energia meccanica. Molte cellule sono specializzate nell'elaborazione chimica di sostanze: come input hanno certe sostanze, come output delle altre sostanze. Le cellule della retina convertono i segnali luminosi in impulsi elettrici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I neuroni no. I neuroni hanno come input e output impulsi elettrici. Questa essenziale inutilità del neurone lo rende, da un certo punto di vista, eccezionalmente flessibile. Infatti l'identità del formato di input e output rende possibile creare delle reti di neuroni, cosa che con le altre cellule non è possibile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-7732481455738021250?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/7732481455738021250/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=7732481455738021250' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/7732481455738021250'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/7732481455738021250'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2008/10/formati.html' title='Formati'/><author><name>Lap(l)aciano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11248894666182819759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-5692254632276830815</id><published>2008-09-26T11:38:00.007+02:00</published><updated>2008-09-29T13:45:52.225+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iliade omero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Mente&amp;Cervello, Ottobre 2008, n. 46</title><content type='html'>Purtroppo é solo un abstract, ma chi é stato interessato da uno dei primi post su questo blog potrebbe gradire &lt;a href="http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Il_potere_delle_storie/1333371"&gt;questo&lt;/a&gt; articolo. Mente &amp;amp; Cervello é un ramo di "Scientific American", in italiano "Le Scienze", di solito vale la spesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buona giornata!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-5692254632276830815?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/5692254632276830815/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=5692254632276830815' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/5692254632276830815'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/5692254632276830815'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2008/09/mente-ottobre-2008-n-46.html' title='Mente&amp;Cervello, Ottobre 2008, n. 46'/><author><name>Bluebeardburns</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-1673796690806155069</id><published>2008-08-25T13:00:00.004+02:00</published><updated>2008-08-25T13:07:20.162+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='AI'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Platone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='memoria'/><title type='text'>Platone e l'informatica</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Se, dunque, sempre la verità degli esseri è nella nostra anima, l'anima dovrà essere immortale. Sicché bisogna mettersi con fiducia a ricercare ed a ricordare ciò che attualmente non si sa: questo è infatti ciò che non si ricorda. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Socrate in Menone&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno degli snodi fondamentali della filosofia occidentale è sicuramente il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Menone_(dialogo)"&gt;Menone&lt;/a&gt; di Platone. E nel Menone di Platone, uno degli snodi fondamentali è il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Menone_(dialogo)#L.27esperimento_maieutico:_dimostrazione_della_fondatezza_della_teoria_dell.27anamnesi"&gt;dialogo&lt;/a&gt; con lo schiavo, in cui Socrate porta lo schiavo a derivare la lunghezza della diagonale di un quadrato - più precisamente: lo porta a costruire un quadrato di area doppia rispetto ad un quadrato dato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'argomento successivo di Platone, presentato da Socrate, è il seguente: lo schiavo ha dedotto, senza che Socrate gliela esplicitasse, la soluzione del problema. Quindi la soluzione del problema era già in lui. Quindi le idee preesistono l'individuo, e il conoscere equivale al ricordare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cambiamo scenario. In informatica si distingue fra due maniere in cui un programma contiene informazioni: dichiarativa o procedurale. Nel primo modus, un'informazione è registrata esplicitamente nel programma. Per esempio, un programma in cui sia registrata una lista di capitali sa, in maniera dichiarativa, che la capitale della Germania è Berlino. Da qualche parte nel programma c'è una funzione e questa funzione contiene come valore della nazione Germania la città Berlino. La maniera procedurale invece è diversa: una calcolatrice sa, in maniera procedurale, che 12 x 12 = 144. Ovviamente questa informazione non è registrata da nessuna parte nella calcolatrice: invece è registrata la maniera in cui ottenere tale risultato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trasportando questo ragionamento all'uomo. Io so in maniera dichiarativa che il compleanno di mio fratello è il 27 settembre, e conosco in maniera procedurale i massimi della funzione sin²(x). Ragionando un po', si capisce come i risultati matematici siano spesso registrati in maniera procedurale nella mente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se Platone avesse conosciuto o formalizzato questa differenza, avrebbe notato che quello che dimostra Socrate non è la preesistenza delle idee, ma la possibilità umana di accedere alla propria memoria procedurale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E io aggiungo: questa possibilità tutta umana è, finora, negata ai computer.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-1673796690806155069?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/1673796690806155069/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=1673796690806155069' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/1673796690806155069'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/1673796690806155069'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2008/08/uno-degli-snodi-fondamentali-della.html' title='Platone e l&apos;informatica'/><author><name>Lap(l)aciano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11248894666182819759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-6856456680995705065</id><published>2008-08-15T13:54:00.002+02:00</published><updated>2008-08-15T15:23:26.819+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='schacter'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='motivazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='benessere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nostalgia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='memoria'/><title type='text'>Piani</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"A man's real possesion is his memory.  In nothing else is he rich, in nothing else is he poor." ~ &lt;/span&gt;&lt;a style="font-style: italic;" href="http://en.wikiquote.org/wiki/Alexander_Smith" title="Alexander Smith"&gt;Alexander Smith&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;i style="font-style: italic;"&gt;Dreamthorp&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Delle molte ipotesi circa vari aspetti della memoria, prendiamone una recente e fin troppo interessante.&lt;br /&gt;L'ipotesi é di &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Daniel_Schacter"&gt;Daniel Schacter&lt;/a&gt;, uno dei piú noti studiosi della memoria dal punto di vista neuropsicologico: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;la memoria gioca un ruolo centrale nella pianificazione delle azioni&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;La base ideologica ha a che fare con l'apprendimento: se imparo qualcosa, operazione per cui é necessaria la memoria a lungo termine, posso modificare il mio comportamento in accordo a quanto ho imparato. La base scientifica viene dall'&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Risonanza_magnetica_funzionale"&gt;imaging digitale&lt;/a&gt; con il quale si é riscontrato che le aree del cervello attive durante la memorizzazione e la pianificazione (o l'immaginazione pura e semplice di scenari futuri) sono largamente sovrapposte. Ulteriore sostegno sperimentale é garantito dall'osservazione che il normale invecchiamento impoverisce tanto la ricchezza e l'accuratezza della memorizzazione, quanto la ricchezza e il dettaglio della pianificazione.&lt;br /&gt;Per giustificare questi dati é stata avanzata l'ipotesi di cui sopra: il futuro si pianifica sfruttando risorse mnemoniche. Ci sono delle alternative, naturalmente: le aree possono contenere popolazioni neuronali distinte con ruoli diversi e la risoluzione dell'imaging non é sufficiente a individuarle (un caso simile si é verificato per le cellule dell'&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ippocampo_%28anatomia%29"&gt;ippocampo&lt;/a&gt;); é stato seguito un approccio sperimentale insufficiente a rivelare l'attivazione di alcune aree (es.: la condizione di riposo era inadeguata: con questi processi cognitivi grossolani non é mai facile districarsi. Questa ipotesi é studiata da una mia collega di dipartimento, che ha cambiato approccio, con risultati non entusiasmanti ma neppure trascurabili); ancora, le memorie e i piani condividerebbero un circuito comune, ad esempio quello necessario a creare uno scenario mentale oppure quello del mental time travel (leggete &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tulving"&gt;Tulving &lt;/a&gt;se volete approfondire). E via discorrendo, con: é nata prima la memoria o il piano? Ci sono legami evolutivi? Come viene determinata la dimensione temporale nel cervello? etc...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da parte mia vorrei fare un'osservazione di carattere non strettamente cognitivo, quanto piuttosto emozionale/motivazionale. Pensate ai luoghi/tempi di cui avete molte memorie, e paragonateli con quelli che vi hanno lasciato molto poco. Perché vi hanno dato poco? Forse é solo una questione di durata temporale? Forse per via di brutte esperienze? Forse non le avete condivise con nessuno e lentamente questi momenti sono annegati nell'oblio? Forse la vostra attenzione era concentrata altrove, sul lavoro, o su altri problemi?&lt;br /&gt;Qualunque siano i motivi di questa cattiva memorizzazione, forse descriverete quel momento della vostra vita come "vuoto", "poco importante", "grigio", "brutto", o vi sentirete semplicemente derubati. E qui viene la citazione di apertura: non abbiamo che la nostra memoria (immaginate un po' la vita di un amnesico...)&lt;br /&gt;E ora: vorreste tornare in quel momento "grigio"? In quel posto? A quei giorni? Ne avete voglia? Provate nostalgia?&lt;br /&gt;Personalmente, questo si applica ai mesi trascorsi in questa cittá: finora hanno avuto poco da dire.  E non é curioso che in assenza di nostalgia non prendano vita neppure aspettative di alcun genere? Serve un passato pieno per avere un futuro pieno? Che sentimento é la nostalgia, che non fa parte di paura, rabbia, disgusto, gioia, insomma delle emozioni basilari? Che ruolo ha nella nostra vita? Come si é evoluto?  Quali sono i mattoni cognitivi per l'instaurarsi del benessere? Il modo in cui giudichiamo il passato influenza il futuro? Come? Influiamo sulla nostra felicitá con il nostro raziocinio?&lt;br /&gt;Buone vacanze.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-6856456680995705065?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/6856456680995705065/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=6856456680995705065' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/6856456680995705065'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/6856456680995705065'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2008/08/piani.html' title='Piani'/><author><name>Bluebeardburns</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-3205152756412868954</id><published>2008-07-04T22:36:00.007+02:00</published><updated>2008-07-04T23:09:08.841+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='neurone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='campi neurali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sistemi dinamici'/><title type='text'>Popolazioni neuronali</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Prendo spunto dai &lt;a href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;amp;postID=300582559059580142"&gt;commenti di Mauriziogato&lt;/a&gt; per parlare di un interessante approccio all'idea di popolazione neuronale nell'ambito delle neuroscienze computazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bluebeardthinks.blogspot.com/2008/06/il-morse-dei-neuroni.html"&gt;Si parlava&lt;/a&gt; del codice neuronale, e se sia possibile dare un senso alla serie di potenziali d'azione che i vari neuroni si scambiano fra loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una maniera per risolvere il problema in una maniera globale, è quella di non considerare i neuroni come entità singole, ma considerare solo l'attività della popolazione neuronale nel suo complesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per fare questo si procede nel modo seguente. Dato che i neuroni sono impacchettati (&lt;a href="http://www.kyb.mpg.de/%7Ebraitenb"&gt;questo&lt;/a&gt; signore è famoso per delle importanti misurazioni nel campo) in maniera compatta nel cervello, si può argomentare che esiste una densità locale di neuroni in ogni punto x del cervello. Questi neuroni saranno attivi con un frequenza di potenziali d'azione media pari a f(x).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa maniera abbiamo costruito una funzione, definita su tutti i punti dell'area cerebrale in questione avente come valore la frequenza media dei potenziali d'azione dei neuroni in quel punto. Un tale oggetto si chiama &lt;a href="http://www.scholarpedia.org/article/Neural_fields"&gt;campo neurale&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che è ovviamente interessante e capire qual'è l'evoluzione temporale di questo campo neurale; quindi si assume che questa funzione f dipenda anche dal tempo. Scriviamolo in formule: per ogni punto x dell'area in considerazione e ogni tempo t dell'esperimento in considerazione, la frequenza media dei neuroni in x al momento t è data da f(x,t).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E qua siamo già nel campo dei &lt;a href="http://lapulm.blogspot.com/search/label/sistemi%20dinamici"&gt;sistemi dinamici&lt;/a&gt;. Per vederlo, si denoti C lo spazio di tutti i possibili pattern spaziali di attivazione, cioè tutte le possibili funzioni f(x). Adesso, per ogni t fissato, la funzione f(-,t) fa parte di C. Quindi, l'evoluzione dell'attività cerebrale può essere facilmente modellata come un sistema dinamico nello spazio C.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vera sfida è trovare delle leggi dinamiche per queste evoluzioni temporali. L'articolo su Scholarpedia fornisce una breve introduzione.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-3205152756412868954?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/3205152756412868954/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=3205152756412868954' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/3205152756412868954'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/3205152756412868954'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2008/07/popolazioni-neuronali.html' title='Popolazioni neuronali'/><author><name>Lap(l)aciano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11248894666182819759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-8218424204698212773</id><published>2008-06-24T17:25:00.003+02:00</published><updated>2008-06-24T18:03:20.451+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='neurone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='assunzioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='progresso scientifico'/><title type='text'>Assunzioni e sorprese</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La natura ama nascondersi&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Eraclito&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando, da bravi studenti, seguite il vostro corso di Neurobiologia, sembra tutto semplice e ordinato. Ecco alcuni esempi di quello che imparate subito, tutti contenti di poter attribuire nomi, regole e categorie alla Natura (proprio come sta scritto &lt;a href="http://www.bibbiaedu.it/pls/bibbiaol/GestBibbia.Ricerca?Libro=Genesi&amp;amp;Capitolo=2#VER_19"&gt;qui&lt;/a&gt;):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il cervello ha un 10% di neuroni e il resto sono cellule di supporto, chiamate &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cellula_della_glia"&gt;Cellule della Glia&lt;/a&gt;. Ce ne sono di vari tipi, ma essenzialmente nutrono i neuroni, eliminano corpi estranei e il loro unico contributo alle funzioni cerebrali consiste nel rivestire la membrana dei neuroni con un isolante (&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mielina"&gt;mielina&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Di neuroni ne muoiono parecchi al giorno, ma non ne nasce nessuno: il tessuto cerebrale é infatti privo di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cellule_staminali"&gt;cellule staminali&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Ogni neurone produce un solo &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Neurotransmitter"&gt;neurotrasmettitore&lt;/a&gt;, sebbene sia in grado di interpretare piú segnali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. All'interno del neurone l'unica parte di cui preoccuparsi é l'assone, quella lunga propaggine che finisce su un altro neurone. É qui, infatti, che parte l'impulso elettrico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Alla fine dell'assone si trovano le &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Synapse"&gt;sinapsi&lt;/a&gt;, che si occupano di tradurre l'eccitazione di un neurone in un codice chimico. In questo modo altri neuroni possono "leggere" il messaggio e regolarsi di conseguenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Il messaggio sinaptico viene inviato solo ai neuroni contattati tramite sinapsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene, tutte queste regolette si sono dimostrate false. &lt;a href="http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/articolo/1332394"&gt;Qui&lt;/a&gt; potete trovare l'ultima violazione del primo principio esposto: le cellule della glia fanno molto di piú di quanto si credesse!&lt;br /&gt;Nascono nuovi neuroni non solo nell'epitelio olfattivo, ma anche nell'ippocampo, e il fenomeno é importante per la memoria (o meglio per l'oblio, magari ne riparleremo).&lt;br /&gt;I neuroni possono produrre, a volte nella stessi sinapsi, piú neurotrasmettitori (uno é in genere un neuromodulatore, cioé ha un effetto piú debole ma piú generale).&lt;br /&gt;Non solo l'assone, ma anche i dendriti e il soma (la parte dove si trova il nucleo) emettono potenziali d'azione.&lt;br /&gt;Le sinapsi chimiche sono le piú diffuse, ma é emerso di recente che quelle elettriche sono molto piú comuni di quanto si credesse e possono essere responsabili dell'attivitá sincrona di grandi popolazioni di neuroni.&lt;br /&gt;Infine, le sostanze rilasciate in una sinapsi possono diffondere e influenzare altri neuroni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, un vero casino!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-8218424204698212773?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/8218424204698212773/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=8218424204698212773' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/8218424204698212773'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/8218424204698212773'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2008/06/assunzioni-e-sorprese.html' title='Assunzioni e sorprese'/><author><name>Bluebeardburns</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-300582559059580142</id><published>2008-06-20T18:24:00.005+02:00</published><updated>2008-06-20T19:05:48.566+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='neurone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='potenziale d&apos;azione'/><title type='text'>Il Morse dei neuroni</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt; Dopo essermi &lt;a href="http://lapulm.blogspot.com/2008/06/vorlufige-bescheinigung.html"&gt;addottorato&lt;/a&gt;, ho finalmente un po' di tempo per scrivere...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avrete sentito mille volte negli ultimi anni annunci sui neuroni specchio (o simili, non è questo il punto adesso) e su come si attivano in risposta a delle sollecitazioni. Quello che non viene mai spiegato negli articoli divulgativi è il significato di questo termine: "attivato". E soprattutto non si spiega come si arriva a stabilire che un neurone è più attivo in certi momenti che in altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esaminiamo più da vicino come comunicano i neuroni fra loro. Immaginiamo di impiantare degli elettrodi in un cervello, e di esaminare l'attività elettrica registrata, di solito tramite &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Voltage_clamp"&gt;questa&lt;/a&gt; tecnica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che si osserva sono una serie di variazioni standardizzate del potenziale elettrico molto ampie e molto brevi, i cosiddetti &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Potenziale_d%27azione"&gt;potenziali d'azione&lt;/a&gt;. Quindi nell'assunzione (&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Philosophiae_Naturalis_Principia_Mathematica"&gt;che non è un'ipotesi!&lt;/a&gt;) che il codice dei neuroni sia elettrico, si deduce che ciò che i neuroni si comunicano siano i tempi di tali potenziali d'azione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È come se i neuroni, a intervalli più o meno, si lanciassero dei brevi segnali luminosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno dei problemi difficilissimi delle neuroscienze computazionali è quello, pertanto, di interpretare questi segnali luminosi. Riassumiamo il problema: si infilano degli elettrodi nel cervello e si registrano un certo numero di neuroni. Poi per ogni neurone si disegna un diagramma in cui su un asse c'è il tempo, e sull'altro si disegna una striscia nera nel punto corrispondente al momento in cui si è registrato un segnale: &lt;a href="http://www.vis.caltech.edu/%7Ezoltan/thesis/shuffl-meth.GIF"&gt;qui&lt;/a&gt; un esempio. Dopo aver fatto queste registrazioni, bisogna interpretare questo bizzarro codice Morse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed è esattamente in questo momento che l'elettrofisiologo lascia il campo al neuroscienziato computazionale...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[&lt;span style="font-style:italic;"&gt;...continua in una prossima puntata e si riassocia alla storia del neurone...&lt;/span&gt;]&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-300582559059580142?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/300582559059580142/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=300582559059580142' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/300582559059580142'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/300582559059580142'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2008/06/il-morse-dei-neuroni.html' title='Il Morse dei neuroni'/><author><name>Lap(l)aciano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11248894666182819759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-6497444073928093196</id><published>2008-06-13T18:50:00.011+02:00</published><updated>2008-06-17T20:47:37.116+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Van Gogh'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Peggy Guggenheim'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arte'/><title type='text'>Gusto personale versus sensibilità</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Non so se è una moda bizzarra scoppiata solo dalle mie parti, ma pare che nell'allestire locali destinati all'uso pubblico vada molto, per "decorare" le pareti, Van Gogh: il pittore della disperazione!&lt;br /&gt;Ora a mio umilissimo avviso prima di piazzare un quadro o un altro in un luogo pubblico bisognerebbe davvero valutare che funzione ha il locale in questione e che sensazione deve trasmettere alla clientela; e solo dopo questa considerazione scegliere quali autori sono eventualmente più opportuni.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi rendo conto del fatto che non tutti han studiato storia dell'arte, e ci mancherebbe; però certe cose si potrebbero avvertire anche "a pelle" con un pò più di attenzione e sensibilità. Prova vivente ne fu la famosissima &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Peggy_Guggenheim"&gt;Peggy Guggenheim&lt;/a&gt;, che non ha mai negato la propria ignoranza in campo artistico ma, con un pò di naso (e molti quattrini!!!) ha messu su alcune tra le più importanti raccolte d'opere d'arte al mondo... &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Insomma, che i tratti del pennello di Van Gogh esprimano uno stato d'animo non propriamente sereno mi sembra decisamente evidente!!!!&lt;br /&gt;Comunque, tutto iniziò quando, appeso sopra la testiera di una camera da letto (che dovrebbe favorire il "riposo", o al limite momenti "focosi"... ma mi auguro non sonni convulsi!), vidi &lt;em&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Iris_(Van_Gogh)"&gt;Iris&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;; e va beh: han giocato sul richiamo tra il colore dei petali e quello del copriletto. Giocata male, ma la abbuono.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi il pub: grande investimento nella nuova, ampia sala con le pareti dipinte di un caldo giallo oro... e, appesa alle stesse: una collezione di stampe dei quadri del buon Vincent. A che clientela è rivolta? A chi beve per dimenticare? O è un monito a non indulgere troppo nei vizi, recuperando la missione sociale del pittore (ma non necessariamente incentivando le entrate del gestore del locale)? Bah. Non capisco. Stavolta, con tutto l'oro che si può vedere nei &lt;em&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/I_girasoli_(Van_Gogh)"&gt;Girasoli&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, l'accostamento dei colori come giustificazione non mi convince.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'unico posto in cui, dopo un iniziale sobbalzo, ho rivalutato la presenza di &lt;a href="http://www.homolaicus.com/arte/van_gogh/campo_grano_corvi.htm"&gt;&lt;em&gt;Campo di grano con corvi&lt;/em&gt; &lt;/a&gt;- il testamento spirituale dell'autore! - è il &lt;em&gt;Centro per l'impiego&lt;/em&gt;: vista l'attuale situazione del mondo del lavoro in Italia, non incoraggiare false speranze mi sembra una prova di (rassegnata) onestà!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-6497444073928093196?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/6497444073928093196/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=6497444073928093196' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/6497444073928093196'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/6497444073928093196'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2008/06/gusto-versus-sensibilit.html' title='Gusto personale versus sensibilità'/><author><name>Julie "Sovrappensiero"</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09139398514382646411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-Z1OkzFpLGQE/Tra0hGXvYAI/AAAAAAAAABg/7RjcpQ4o05A/s220/HOLE8.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-7425158541363422733</id><published>2008-06-05T20:26:00.003+02:00</published><updated>2008-06-05T20:41:47.412+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Birbaumer'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='interfaccia neurali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='apprendimento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='terapia'/><title type='text'>Matrix</title><content type='html'>Negli ultimi giorni sono stato al nostro "ritiro spirituale" per neuroscienziati computazionali, e gli organizzatori hanno avuto l'interessante idea di invitare &lt;a href="http://www.mp.uni-tuebingen.de/mp/index.php?id=62"&gt;questo&lt;/a&gt; professore - che sarebbe anche &lt;a href="http://de.wikipedia.org/wiki/Niels_Birbaumer"&gt;questo&lt;/a&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci ha parlato degli ultimi sviluppi degli &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Brain_machine_interface"&gt;interfaccia neurali diretti&lt;/a&gt;, cioè di quei congegni tecnologici che, uniti a tecniche di analisi dei dati, sono in grado di decifrare (molto parzialmente) il pensiero e le intenzioni di una persona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si spera, ad esempio, di poter utilizzare tali interfaccia per poter comunicare con pazienti in &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_locked-in"&gt;pseudocoma&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cosa che ci ha raccontato è che mentre si stanno avendo (parziali) successi in molti campi, sembra impossibile fino ad ora utilizzare tali macchinari per comunicare con persone in pseudocoma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che mi ha più colpito è che lui attribuisce la mancanza di successi non ad una teconologia mancante o a tecniche di analisi dei dati carenti, ma ad una incapacità di comprendere la dinamica dell'apprendimento nell'essere umano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sua tesi, riassunta in poche parole, è che tali persone non riescono ad apprendere ad utilizzare gli interfaccia neurali perchè hanno disimparato ad imparare, essendo continuamente privi di un meccanismo che faccia loro vedere gli effetti causati dai loro pensieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima ho mentito: quello che mi ha più colpito è lo straordinario trasporto con cui ha parlato del suo lavoro e dei suoi pazienti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-7425158541363422733?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/7425158541363422733/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=7425158541363422733' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/7425158541363422733'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/7425158541363422733'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2008/06/matrix.html' title='Matrix'/><author><name>Lap(l)aciano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11248894666182819759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-7550219045876607717</id><published>2008-05-26T18:14:00.003+02:00</published><updated>2008-05-26T18:57:31.505+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='psicanalisi come scienza'/><title type='text'>Psicanalisi come scienza - Alcune premesse</title><content type='html'>Dopo aver invano tentato di realizzare un intervento al contempo esauriente e breve, ho scelto un'altra strada: proporre una soluzione del dilemma relativo alla possibile scientificità della psicanalisi in più puntate; e, non potendo queste essere autoconclusive, per meglio aiutare chi vorrà seguire il discorso pongo alcune premesse.&lt;br /&gt;Innanzitutto, non imposterò l'argomento - almeno all'inizio - ponendo il metodo psicanalitico &lt;em&gt;in relazione&lt;/em&gt; a quello delle scienze naturali: questo significherebbe infatti prendere queste ultime come parametro di riferimento, cosa impropria, limitante e riduttiva, per le ragioni che vedremo. Sempre per le ragioni di cui sopra, e per riservarmi poi di recuperare i punti di contatto tra psicanalisi e studi di matrice biologica (e non solo) inerenti la mente umana, rifiuterò di trattare il metodo psicanalitico &lt;em&gt;in contrapposizone&lt;/em&gt; alle scienze naturali.&lt;br /&gt;Quanti a priori non sono disposti nemmeno a ipotizzare la scientificità della psicanalisi in virtù della pregiudiziale naturalistica di cui sopra, avran probabilmente già optato per una subordinazione della stessa alle scienze naturali (specialmente per quanto riguarda l'approccio terapeutico in caso di problemi per così dire "gravi"); e, in questo caso, penso che costoro faticheranno a trovare nei miei interventi qualcosa di interessante.&lt;br /&gt;Tuttavia, per non abusare della pazienza di questi ultimi, e di quanti eventualmente fossero sinceramente interessati quantomeno a interrogarsi intorno al problema, anticipo che alternerò gli interventi in materia con interventi di tutt'altro genere e su tutt'altro argomento, sperando così di non appensatire la discussione e dare occasione di riflessione, critica e confronto a quei lettori che, scientifica o no che sia, alla psicanalisi non sono proprio interessati.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-7550219045876607717?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/7550219045876607717/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=7550219045876607717' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/7550219045876607717'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/7550219045876607717'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2008/05/psicanalisi-come-scienza-alcune.html' title='Psicanalisi come scienza - Alcune premesse'/><author><name>Julie "Sovrappensiero"</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09139398514382646411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-Z1OkzFpLGQE/Tra0hGXvYAI/AAAAAAAAABg/7RjcpQ4o05A/s220/HOLE8.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-7916697860294317115</id><published>2008-05-24T15:07:00.003+02:00</published><updated>2008-05-25T18:47:01.057+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='neurone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='collasso'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='potenziale d&apos;azione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='equazioni'/><title type='text'>Il collasso cantoriano: breve storia del neurone</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Neuron&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;This article is about cells in the nervous system. For other uses of the term neuron, please see neuron (disambiguation).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wikipedia&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La storia del termine neurone è istruttiva per ciò che ho raccontato la &lt;a href="http://bluebeardthinks.blogspot.com/2008/05/il-collasso-cantoriano.html"&gt;scorsa volta&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cercherò di spiegare per quali motivi trovo la storia del termine neurone esemplare. Esemplare, intendo, come esempio della nascita di una nuova disciplina a causa del sovraccarico di un termine o di un concetto di una disciplina precedente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Premetto che affronterò la storia da un punto di vista, per così dire, biologico, e mi disinteresserò di quello informatico. Ad un certo punto sarà necessario ricongiungersi all'informatica, e spiegherò perchè. Ma per ora dimentichiamocene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro viaggio comincia nel 1848 quando il biologo &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Emil_du_Bois-Reymond"&gt;Emil du Bois-Reymond&lt;/a&gt;, da non confondere con il matematico &lt;a href="http://de.wikipedia.org/wiki/Paul_Du_Bois-Reymond"&gt;Paul du Bois-Reymond&lt;/a&gt;, suo fratello, scoprì il &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Action_potential"&gt;potenziale d'azione&lt;/a&gt; nelle cellule del cervello dette neuroni. Detto brevemente, queste cellule sono interconnese fra loro tramite sottili propaggini dette &lt;a href="http://de.wikipedia.org/wiki/Axon"&gt;assoni&lt;/a&gt;, sulle quali brevi impulsi elettrici vengono trasmessi dall'una all'altra; tali impulsi elettrici sono detti potenziali d'azione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egli scoprì, dunque, che i neuroni comunicano utilizzando un codice simile al &lt;a href="http://de.wikipedia.org/wiki/Morsecode"&gt;Morse&lt;/a&gt;, in cui però ci sono solo punti e non linee. Successivamente, nel 1851, il suo amico &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Hermann_von_Helmholtz"&gt;Hermann von Helmholtz&lt;/a&gt; misurò la velocità di tali impulsi elettrici. Poi, per circa un secolo, nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Non proprio nulla, Bisogna citare almeno due fatti avvenuti all'inizio del XX secolo:&lt;br /&gt;1) &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ramon_y_cajal"&gt;Ramon y Cajal&lt;/a&gt; scoprì che i neuroni erano interconnessi fra loro e suppose, dunque, che fossero le unità funzionali del sistema nervoso centrale.&lt;br /&gt;2) In risposta a du Bois-Reymond e al suo &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ignorabimus"&gt;Ignorabimus&lt;/a&gt;, il matematico &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/David_Hilbert"&gt;David Hilbert&lt;/a&gt; tuona ad una conferenza nel 1930.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque sia, un secolo più tardi, siamo negli '50 del XX secolo, &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Alan_Lloyd_Hodgkin"&gt;Hodgkin&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Andrew_Huxley"&gt;Huxley&lt;/a&gt; formulano delle equazioni che descrivono con notevole precisione tale fenomeno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qua la nostra storia entra nel vivo. Il problema, ma anche la grande fortuna delle equazioni di Hodgkin-Huxley (d'ora in poi HH per brevità) è la loro incredibile complicatezza. Esse, infatti, sono un &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Nonlinear_system"&gt;sistema&lt;/a&gt; di &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Partial_differential_equations"&gt;equazioni alle derivate parziali&lt;/a&gt; non lineari. In pratica, tutto il peggio che si possa avere, tutto insieme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per tentare di capirci qualcosa, si è proceduto a provare diverse semplificazioni, col risultato di sviluppare una serie di sistemi alternativi che usano l'una o l'altra semplificazione, &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Cable_equation"&gt;qui&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/FitzHugh%E2%80%93Nagumo_model"&gt;qui&lt;/a&gt; due esempi. Ognuna di queste semplificazioni richiederebbe un trattamento a parte, ed è, in verità, oggetto di studio di schiere di scienziati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ritorniamo a noi: questa pletora di equazioni e modelli erano tutti tentativi di modellare un solo oggetto: il neurone. Tuttavia, affinchè il collasso sul termine &lt;span style="font-style:italic;"&gt;neurone&lt;/span&gt; avvenga, abbiamo bisogno di un altro ingrediente: dobbiamo ricongiungerci all'informatica che abbiamo abbandonato all'inizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo lo faremo la prossima volta...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-7916697860294317115?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/7916697860294317115/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=7916697860294317115' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/7916697860294317115'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/7916697860294317115'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2008/05/il-collasso-cantoriano-breve-storia-del.html' title='Il collasso cantoriano: breve storia del neurone'/><author><name>Lap(l)aciano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11248894666182819759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-5284148708763354155</id><published>2008-05-21T15:41:00.000+02:00</published><updated>2008-05-21T15:49:51.665+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='linguaggio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='collasso'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cantor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kuhn'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='buco nero'/><title type='text'>Il collasso cantoriano</title><content type='html'>Una questione che mi affascina particolarmente all'interno della scienza è quella del linguaggio; principalmente per motivi privati: trovo appassionante imparare il linguaggio delle nuove comunità scientifiche con cui vengo a contatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fra i meccanismi con cui il linguaggio interno di una comunità scientifica si sviluppa, voglio parlare adesso del &lt;span style="font-style:italic;"&gt;collasso&lt;/span&gt;. Il termine è coniato da me, quindi non cercatelo su Wiki.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Definizione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un collasso avviene quando un termine d'uso comune in una comunità scientifica diventa il punto centrale di una teoria. Per dare un criterio pratico, quando quasi ogni articolo di ricerca nella disciplina in questione si riferisce in maniera diretta o indiretta al termine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Effetti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa succede quando una comunità scientifica collassa su un termine? Un effetto tangibile è che tale disciplina diviene momentaneamente inintelleggibile per gli esterni, dato che il termine in questione viene caricato di numerosi significati diversi, ed eventualmente in contraddizione tra loro. &lt;br /&gt;Inoltre, un tale sovraccarico può preparare uno slittamento di paradigma, per dirla alla &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Thomas_Samuel_Kuhn"&gt;Kuhn&lt;/a&gt;. Per esprimersi in maniera più semplice: può preludere alla nascita di una nuova disciplina scientifica, non appena sia possibile dare un significato preciso, ma sufficientemente flessibile, al termine sul quale collassa la teoria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Esempi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un esempio tratto dalle storia della matematica è quello del termine &lt;span style="font-style:italic;"&gt;infinito&lt;/span&gt; e della sua definizione precisa dovuta a &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Georg_Cantor"&gt;Cantor&lt;/a&gt;: una buona linea di distinzione per la matematica moderna può essere quella fra matematica pre- e postcantoriana. &lt;br /&gt;Dato che qui vogliamo parlare di mente, citerò un esempio dalla neuroscienze computazionali: il termine &lt;span style="font-style:italic;"&gt;neurone&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di più in un prossimo post.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-5284148708763354155?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/5284148708763354155/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=5284148708763354155' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/5284148708763354155'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/5284148708763354155'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2008/05/il-collasso-cantoriano.html' title='Il collasso cantoriano'/><author><name>Lap(l)aciano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11248894666182819759</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-7244055576759270391</id><published>2008-05-19T22:59:00.000+02:00</published><updated>2008-05-23T22:07:55.449+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dolore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='terapia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='serenità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='memoria'/><title type='text'>Difficile serenitá</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;" Per Allah, sorella mia, raccontaci una storia che ci faccia passare lietamente la nottata! "&lt;br /&gt;E Shahrazàd rispose: " Lo farò ben volentieri se me lo concederà questo re cortese. "&lt;br /&gt;Quando il re senti queste parole, non gli dispiacque di ascoltare il racconto di Shahrazàd, anche perché quella notte si sentiva agitato e non aveva voglia di dormire. E Shahrazàd cominciò a raccontare... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                                                                                                                                                             Le mille e una notte&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pensate a un romanzo letto di recente. O a un libro, una storia, un film. Trovate in esso uno specchio piú o meno fedele della vita? O un resoconto piú o meno deformato? L'anima del dramma in generale sta nel conflitto, sia che questo chiami in causa Caino e Abele, re e poveracci, il dovere contro la passione di Tristano. Perché? Da cosa nasce anzitutto il racconto, come comportamento umano? Solano (&lt;a href="http://www.psychomedia.it/pm-revs/books/solano.htm"&gt;1&lt;/a&gt;) sostiene, forte di una rassegna di studi, gli effetti positivi del racconto per iscritto sul benessere psicologico di pazienti sofferenti di varie patologie. Gli effetti di pochi minuti al giorno di scrittura che implicasse contenuti emotivi profondi risultavano impressionanti. Questi scritti prendevano gradualmente la forma di una storia, passando da un cronaca le prime volte che i soggetti si cimentavano, per poi divenire sempre piú intimi e piú espliciti. Viene subito da pensare agli approcci teurapeutici che sfruttano questo principio: la psicoanalisi, l'istituzione della confessione nella religione cattolica, fino al semplice sfogo con i propri cari. In una recente conferenza &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Eric_Kandel"&gt;Eric Kandel&lt;/a&gt; , da sempre interessato alla psicoanalisi, puntualizzava che essa non puó affermare di far ricorso a metodi scientifici perché manca qualunque procedura di controllo. La critica era questa: come si puó essere sicuri che l'apparato teorico dei metodi psicoanalitici abbia effetti diversi da quelli di una serie di semplici chiacchierate?&lt;br /&gt;Penso sarebbe riduttivo pensare al comportamento di "storicizzazione" umano come a uno strumento di riferimento di fatti. Ne sia prova che il contenuto comunicato é una mistificazione dei fatti che esalta il conflitto. La nostra vita é fatta per lo piú di cose comuni che non trovano posto nei racconti! La prima volta che ho letto Dostoevskij sono stato stupito, prima che dal suo profondo intuito psicologico, dall'esuberante romanticismo dei suoi personaggi. Ancor piú eclatante, a mio parere, é il fatto che sia cosí difficile trovare in letteratura il sentimento della serenitá. È un fatto: anche nei piú illuminati scritti di santi e asceti di ogni sorta si riesce a partecipare con minor immediatezza dei sentimenti positivi espressi.&lt;br /&gt;Solano, nel medesimo libro, parla di una definizione positiva della salute, nella quale il sano non é il non-malato. Anche la serenitá viene solitamente definita in senso negativo, come "mancanza di dolore".&lt;br /&gt;Dal livello di minime reti neurali in su, il valore adattativo della memoria si riferisce all'evitamento a priori del pericolo o del dolore. Non cosí per il soddisfacimento positivo: se il topolino non ha fame non mangia, di norma (fa eccezione l'autostimolazione &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Dopamine#Motivation_and_pleasure"&gt;dopaminergica&lt;/a&gt; in condizioni sperimentali, lungi dal riflettere circostanze naturali nello sviluppo). Ma a prescindere da quanti sforzi si facciano, la sventura giunge prima o poi! Una delle varie difese che possono aversi é la trasformazione del vissuto in storia. Le storie sono anche strumento per guadagnare insight sulla propria o altrui condizione (&lt;a href="http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-bucay_jorge/sku-12047774/lascia_che_ti_racconti_storie_per_imparare_a_vivere_.htm"&gt;2&lt;/a&gt;). Sebbene internamente generata, la storia diviene oggetto sociale e soggetto di influenza sociale. Le mie conclusioni:&lt;br /&gt;a) la genesi della storia affonda le sue radici nella memoria episodica (approfondiró in un post apposito) e ne mantiene le forme;&lt;br /&gt;b) il massimo potere comunicativo di una storia non consiste nel massimo riflettere i fatti a cui si riferisce, quanto piuttosto nel massimo contenuto sociale (emozioni, valori condivisi, immagine);&lt;br /&gt;c) corollario: una buona storia mette il destinatario in condizioni di confrontare la storia stessa con il proprio sistema di memoria episodica, consentendogli di "immedesimarsi". Pertanto le caratteristiche della buona storia sono le stesse che regolano la memorizzazione dichiarativa: selezione del materiale, conflitto, valenza emotiva, esagerazione;&lt;br /&gt;d) l'estetica letteraria si basa sui criteri di soluzione di conflitti interiori. Cioé un racconto ci piace in quanto risulta funzionale a dipanare conflitti;&lt;br /&gt;e) le sensazioni umane che non rientrano negli stilemi del racconto risultano penalizzate. Detto altrimenti, pensare l'evoluzione psichica in termini di successioni di conflitti (alla Freud) non é sufficiente;&lt;br /&gt;f) il racconto scherzoso non fa eccezione: si veda l'analisi di &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Desmond_Morris"&gt;Desmond Morris&lt;/a&gt; (&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_Naked_Ape"&gt;3&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste osservazioni possono applicarsi allo sviluppo dell'inividuo come a quello della specie.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-7244055576759270391?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/7244055576759270391/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=7244055576759270391' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/7244055576759270391'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/7244055576759270391'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2008/05/difficile-serenit.html' title='Difficile serenitá'/><author><name>Bluebeardburns</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2603589727237005928.post-8040511175849666257</id><published>2008-05-18T13:48:00.000+02:00</published><updated>2008-05-21T21:12:05.779+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='superstar'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Allcorn'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='buco nero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='psicologia delle organizzazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='superiorità nevrotica'/><title type='text'>Metafore stellari</title><content type='html'>Tutti li vogliono, tutti li boicottano. Sono i &lt;em&gt;&lt;strong&gt;superstar&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, cioè quei tipi psicologici che spesso sono appositamente selezionati dalle organizzazioni, ma che al contempo si trovano a subire, a causa della loro elevata &lt;strong&gt;efficienza&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;socialità&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;creatività&lt;/strong&gt;, invidie e ostacoli da parte di capi e colleghi. Le strategie giocate contro di loro - spesso attraverso dinamiche inconsce - sono la &lt;em&gt;reazione&lt;/em&gt; &lt;em&gt;antielitaria&lt;/em&gt; (interferenze e boicottaggi da parte dei colleghi), la &lt;em&gt;magia del management&lt;/em&gt; (il capo che si "libera" della superstar scomoda negandone la necessità e isolandola) e la &lt;em&gt;caccia al colpevole&lt;/em&gt; (se non si risolve un problema, invece di ragionare sul'effettiva capacità di affrontarlo si a cercare quel qualcosa o "qualcuno" che l'ha fatto andar storto, per dimostrare ancora una volta che la superstar non era necessaria).&lt;br /&gt;Ci sono però diversi tipi di superstar. Quelli "veri" si configurano come eccellenze mature e sane, altri sono distorsioni in negativo dell'eccellenza, rappresentando una sorta di &lt;em&gt;superiorità nevrotica&lt;/em&gt;. Per loro Allcorn propone delle interessanti metafore astronomiche.&lt;br /&gt;Per il tipo &lt;strong&gt;Pulsar&lt;/strong&gt; la superiorità è una forma di rivincita. La stella dal battito intermittente è stata scelta per simboleggiarne l'implosione. Orgoglioso quando non arrogante, così autocentrato da esser sempre convinto di essere dalla parte della ragione, è continuamente in competizione con gli altri. Nei racconti di vita dei Pulsar ritroviamo una "figura paterna autoritaria e punitiva, critica e svalutativa", addirittura rifiutante ed escludente, che porta l'individuo ad assumere la logica del "vincitore-perdente", segretamente in attesa di ripagare gli altri con la stessa moneta. Una ricerca del successo che avviene attraverso il conflitto, che porta l'individuo, nell'ambito lavorativo, atteggiarsi in modo &lt;em&gt;paternalistico&lt;/em&gt;-&lt;em&gt;manipolativo&lt;/em&gt;, intransigente al massimo verso chi non ne riconosce la superiorità.&lt;br /&gt;Il perfezionismo è il "marchio" del &lt;strong&gt;Supernova&lt;/strong&gt;: l'espolsione di enorme potenza della stella rimanda ai risultati ineccepibili che questo tipo intende garantire. E li garantisce attraverso un'incredibile zelo, e il continuo controllo di sè e degli altri. Il vissuto di questi soggetti è stato solitamente segnato da figure parentali che li oberavano di richieste al di là delle loro effettive possibilità. Cosa che li porta adesso a enormi sacrifici - "impagabili" - a livello lavorativo: nessuna forma di gratitudine è per loro mai abbastanza. La mancata approvazione del suo lavoro espone il Supernova ad una crisi &lt;em&gt;esplosiva&lt;/em&gt;, che tratterrà difficilmente irritabilità, ostilità e collera e porterà all'accumulo di compitisempre più difficili e impegnativi, con conseguente dilatazione dei tempi di laoro.&lt;br /&gt;Il &lt;strong&gt;Buco&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Nero&lt;/strong&gt; esprime la sua superiorità attraverso il ritiro. E' una metafora complessa, che indica contemporaneamente un'energia potentisima e una "regione oscura e incognita". Questi soggetti soffrono moltissimo della dinamica dipendenza/indipendenza: a loro non importa veramente dimostrare la propria superiorità, ma "dominare completamente la propria superiorità", sottraendola al dominio, controllo o utilizzo altrui (ragion pr cui non riescono a lavorare in situazioni che implicano "intrusioni" da parte di terzi o limitano la loro capacità di controllo). Nel vissuto di queste persone timorose dalla strumentalizazione ci sono figure genitoriali esasperatamente soffocanti, possessive e soverchianti, accettabili solo attraverso l'interiorizzazione; l'unico modo per pareggiare i conti è allora "riprendersi", in maniera atrettanto pervasiva, il controllo di sè e della situazione (non senza un vissuto di colpevolizazione tipico di chi si "sottrae al controllo").&lt;br /&gt;La &lt;strong&gt;Gigante&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Rossa&lt;/strong&gt; è scelta come metafora del narciso: un individuo così insicuro delle proprie doti e capacità, colle quali vorrebbe sempre stupire gli altri ed essere sempre al centro dell'attenzione. Per questo cerca di dimostrare che le sue prestazioni sono frutto di doti "naturali", di "doni" particolarissimi; la caratteristica tipica della stella, l'aver cioè uno spello involucro gassoso che la circonda gonfiandone oltremodo le dimensioni rende benissimo l'idea del lavoro di fantasia di un sè "grandioso e debordante", che non teme ma anzi desidera l'invidia altrui. La ferita narcisistica subita in passato da questi individui, cresciuti con figure parentali lontane e "distratte", viene curata adesso attraverso la rivalsa. Il soggetto, che ha un esasperato bisogno di contare su una grande quantità di relazioni sociali, cerca di controllarne manipolativamente l'approvazione, e a tal fine cerca di assumersi, in ambito lavorativo, compiti se possibile sempre più gravosi se non impossibili.&lt;br /&gt;La &lt;strong&gt;Nana&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Bianca&lt;/strong&gt;, la piccola stella prossima a spegnersi, rappresenta infine il profilo della dipendenza. Non vuole assolutamente eser notata per la propria superiorità, che viene invece deflazionata normalizzata e restituita agli altri. Il suo problema è la sostanziale incredulutà dinanzi alle proprie capacità. Il tipo Nana Bianca in questo modo evita - cortesemente - non solo i contrasti e le invidie, ma anche l'assunzione di grandi responsabilità. Il vissuto depressivo delle proprie capacità è solitamente riconducibile, per questi casi, a figure di riferimento fredde in conseguenza, per così dire, di una certa loro superiorità che, ereditata dal Nana Bianca, l'ha esposto a un peso eccessivo e alla dipendenza - di cui non si riesce a liberare - da quelle stesse figure. Incapace di essere sè stesso, questa tipologia di lavoratore è vocato all'invisibilità: servizio, collaborazione non competitiva, sostegno senza imposizione, rsponsabilità senza autocentratura.&lt;br /&gt;Ci sarebbero poi altri "tipi minori": il &lt;em&gt;superstar-neutrino&lt;/em&gt;, il &lt;em&gt;superstar-vento solare&lt;/em&gt;, il superstar&lt;em&gt;-sistema stellare binario&lt;/em&gt;...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il consiglio è, per chi si occupa di selezionare il personale, di imparare a identificarli e, se già presenti nell'organizzazione, a distribuirli. La loro compresenza in ufficio porterebbe probabilmente a delle Guerre Stellari !!!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[Per saperne di più, leggete &lt;em&gt;La vita organizzativa. Difese, collusioni e ostilità nelle relazioni di lavoro&lt;/em&gt; di Gian Piero Quaglino (Cortina Raffaello Editore, 2004, per questo argomento in particolare il Cap. 8) o, se avete poco tempo, date un'occhiata a questa &lt;a href="http://www.psicologia.unito.it/puntoinformativo/Informazioni%20per%20chi%20studia/folder.2005-02-08.1542893565/folder.2007-09-28.1550276829/folder.2008-02-12.9026533402/exfile.2008-02-22.7446337906/attach/Leadership_psicodin1.pdf"&gt;presentazione&lt;/a&gt; ]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2603589727237005928-8040511175849666257?l=bluebeardthinks.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/feeds/8040511175849666257/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2603589727237005928&amp;postID=8040511175849666257' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/8040511175849666257'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2603589727237005928/posts/default/8040511175849666257'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bluebeardthinks.blogspot.com/2008/05/metafore-stellari.html' title='Metafore stellari'/><author><name>Julie "Sovrappensiero"</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09139398514382646411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='29' src='http://4.bp.blogspot.com/-Z1OkzFpLGQE/Tra0hGXvYAI/AAAAAAAAABg/7RjcpQ4o05A/s220/HOLE8.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry></feed>
