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mercoledì 21 maggio 2008

Il collasso cantoriano

Una questione che mi affascina particolarmente all'interno della scienza è quella del linguaggio; principalmente per motivi privati: trovo appassionante imparare il linguaggio delle nuove comunità scientifiche con cui vengo a contatto.

Fra i meccanismi con cui il linguaggio interno di una comunità scientifica si sviluppa, voglio parlare adesso del collasso. Il termine è coniato da me, quindi non cercatelo su Wiki.

Definizione

Un collasso avviene quando un termine d'uso comune in una comunità scientifica diventa il punto centrale di una teoria. Per dare un criterio pratico, quando quasi ogni articolo di ricerca nella disciplina in questione si riferisce in maniera diretta o indiretta al termine.

Effetti

Cosa succede quando una comunità scientifica collassa su un termine? Un effetto tangibile è che tale disciplina diviene momentaneamente inintelleggibile per gli esterni, dato che il termine in questione viene caricato di numerosi significati diversi, ed eventualmente in contraddizione tra loro.
Inoltre, un tale sovraccarico può preparare uno slittamento di paradigma, per dirla alla Kuhn. Per esprimersi in maniera più semplice: può preludere alla nascita di una nuova disciplina scientifica, non appena sia possibile dare un significato preciso, ma sufficientemente flessibile, al termine sul quale collassa la teoria.

Esempi

Un esempio tratto dalle storia della matematica è quello del termine infinito e della sua definizione precisa dovuta a Cantor: una buona linea di distinzione per la matematica moderna può essere quella fra matematica pre- e postcantoriana.
Dato che qui vogliamo parlare di mente, citerò un esempio dalla neuroscienze computazionali: il termine neurone.

Di più in un prossimo post.

domenica 18 maggio 2008

Metafore stellari

Tutti li vogliono, tutti li boicottano. Sono i superstar, cioè quei tipi psicologici che spesso sono appositamente selezionati dalle organizzazioni, ma che al contempo si trovano a subire, a causa della loro elevata efficienza, socialità e creatività, invidie e ostacoli da parte di capi e colleghi. Le strategie giocate contro di loro - spesso attraverso dinamiche inconsce - sono la reazione antielitaria (interferenze e boicottaggi da parte dei colleghi), la magia del management (il capo che si "libera" della superstar scomoda negandone la necessità e isolandola) e la caccia al colpevole (se non si risolve un problema, invece di ragionare sul'effettiva capacità di affrontarlo si a cercare quel qualcosa o "qualcuno" che l'ha fatto andar storto, per dimostrare ancora una volta che la superstar non era necessaria).
Ci sono però diversi tipi di superstar. Quelli "veri" si configurano come eccellenze mature e sane, altri sono distorsioni in negativo dell'eccellenza, rappresentando una sorta di superiorità nevrotica. Per loro Allcorn propone delle interessanti metafore astronomiche.
Per il tipo Pulsar la superiorità è una forma di rivincita. La stella dal battito intermittente è stata scelta per simboleggiarne l'implosione. Orgoglioso quando non arrogante, così autocentrato da esser sempre convinto di essere dalla parte della ragione, è continuamente in competizione con gli altri. Nei racconti di vita dei Pulsar ritroviamo una "figura paterna autoritaria e punitiva, critica e svalutativa", addirittura rifiutante ed escludente, che porta l'individuo ad assumere la logica del "vincitore-perdente", segretamente in attesa di ripagare gli altri con la stessa moneta. Una ricerca del successo che avviene attraverso il conflitto, che porta l'individuo, nell'ambito lavorativo, atteggiarsi in modo paternalistico-manipolativo, intransigente al massimo verso chi non ne riconosce la superiorità.
Il perfezionismo è il "marchio" del Supernova: l'espolsione di enorme potenza della stella rimanda ai risultati ineccepibili che questo tipo intende garantire. E li garantisce attraverso un'incredibile zelo, e il continuo controllo di sè e degli altri. Il vissuto di questi soggetti è stato solitamente segnato da figure parentali che li oberavano di richieste al di là delle loro effettive possibilità. Cosa che li porta adesso a enormi sacrifici - "impagabili" - a livello lavorativo: nessuna forma di gratitudine è per loro mai abbastanza. La mancata approvazione del suo lavoro espone il Supernova ad una crisi esplosiva, che tratterrà difficilmente irritabilità, ostilità e collera e porterà all'accumulo di compitisempre più difficili e impegnativi, con conseguente dilatazione dei tempi di laoro.
Il Buco Nero esprime la sua superiorità attraverso il ritiro. E' una metafora complessa, che indica contemporaneamente un'energia potentisima e una "regione oscura e incognita". Questi soggetti soffrono moltissimo della dinamica dipendenza/indipendenza: a loro non importa veramente dimostrare la propria superiorità, ma "dominare completamente la propria superiorità", sottraendola al dominio, controllo o utilizzo altrui (ragion pr cui non riescono a lavorare in situazioni che implicano "intrusioni" da parte di terzi o limitano la loro capacità di controllo). Nel vissuto di queste persone timorose dalla strumentalizazione ci sono figure genitoriali esasperatamente soffocanti, possessive e soverchianti, accettabili solo attraverso l'interiorizzazione; l'unico modo per pareggiare i conti è allora "riprendersi", in maniera atrettanto pervasiva, il controllo di sè e della situazione (non senza un vissuto di colpevolizazione tipico di chi si "sottrae al controllo").
La Gigante Rossa è scelta come metafora del narciso: un individuo così insicuro delle proprie doti e capacità, colle quali vorrebbe sempre stupire gli altri ed essere sempre al centro dell'attenzione. Per questo cerca di dimostrare che le sue prestazioni sono frutto di doti "naturali", di "doni" particolarissimi; la caratteristica tipica della stella, l'aver cioè uno spello involucro gassoso che la circonda gonfiandone oltremodo le dimensioni rende benissimo l'idea del lavoro di fantasia di un sè "grandioso e debordante", che non teme ma anzi desidera l'invidia altrui. La ferita narcisistica subita in passato da questi individui, cresciuti con figure parentali lontane e "distratte", viene curata adesso attraverso la rivalsa. Il soggetto, che ha un esasperato bisogno di contare su una grande quantità di relazioni sociali, cerca di controllarne manipolativamente l'approvazione, e a tal fine cerca di assumersi, in ambito lavorativo, compiti se possibile sempre più gravosi se non impossibili.
La Nana Bianca, la piccola stella prossima a spegnersi, rappresenta infine il profilo della dipendenza. Non vuole assolutamente eser notata per la propria superiorità, che viene invece deflazionata normalizzata e restituita agli altri. Il suo problema è la sostanziale incredulutà dinanzi alle proprie capacità. Il tipo Nana Bianca in questo modo evita - cortesemente - non solo i contrasti e le invidie, ma anche l'assunzione di grandi responsabilità. Il vissuto depressivo delle proprie capacità è solitamente riconducibile, per questi casi, a figure di riferimento fredde in conseguenza, per così dire, di una certa loro superiorità che, ereditata dal Nana Bianca, l'ha esposto a un peso eccessivo e alla dipendenza - di cui non si riesce a liberare - da quelle stesse figure. Incapace di essere sè stesso, questa tipologia di lavoratore è vocato all'invisibilità: servizio, collaborazione non competitiva, sostegno senza imposizione, rsponsabilità senza autocentratura.
Ci sarebbero poi altri "tipi minori": il superstar-neutrino, il superstar-vento solare, il superstar-sistema stellare binario...

Il consiglio è, per chi si occupa di selezionare il personale, di imparare a identificarli e, se già presenti nell'organizzazione, a distribuirli. La loro compresenza in ufficio porterebbe probabilmente a delle Guerre Stellari !!!!!


[Per saperne di più, leggete La vita organizzativa. Difese, collusioni e ostilità nelle relazioni di lavoro di Gian Piero Quaglino (Cortina Raffaello Editore, 2004, per questo argomento in particolare il Cap. 8) o, se avete poco tempo, date un'occhiata a questa presentazione ]